Scende la domanda per l’etf Hyperliquid mentre la concorrenza si infiamma, secondo JPMorgan
- 6 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Hyperliquid ha visto un brusco arresto dei flussi in entrata nei suoi ETF dopo i forti afflussi registrati a maggio e giugno, secondo un’analisi della banca di Wall Street JPMorgan.
Nel rapporto gli analisti indicano che gli ETF legati a Hyperliquid erano stati i primi, tra i fondi crypto non legati a Bitcoin, per afflussi in rapporto agli asset under management a maggio e giugno, ma quel trend si è notevolmente attenuato tra luglio e i primi giorni di agosto.
Nikolaos Panigirtzoglou e i colleghi di JPMorgan hanno dichiarato:
“Vediamo sfide significative per la quota di mercato delle piattaforme decentralizzate come Hyperliquid.”
Hyperliquid è stato uno dei fenomeni più rilevanti nel settore crypto dell’ultimo anno: il token HYPE è salito rapidamente mentre i trader si sono concentrati sulla sua borsa decentralizzata di futures perpetui. Questa espansione ha trasformato l’ecosistema in uno dei più grandi al di fuori di Bitcoin e Ether, attirando capitale istituzionale, casse aziendali e emittenti di ETF.
Secondo gli analisti di JPMorgan, la frenata della domanda è legata alla crescente concorrenza da parte di exchange centralizzati regolamentati. L’introduzione di prodotti di futures perpetui regolamentati nei Stati Uniti potrebbe spostare l’attività di trading lontano da sedi decentralizzate offshore come Hyperliquid, che rimangono esposte a interrogativi su licenze, conformità normativa e tutele per gli investitori.
Per comprendere il possibile impatto è utile distinguere i due modelli: le borse decentralizzate eseguono contratti tramite smart contract e offrono accesso permissionless, ma possono presentare rischi di liquidità, governance e compliance. Gli exchange regolamentati, invece, tendono a offrire meccanismi di custodia, clearing e controlli KYC/AML più stringenti, elementi che attraggono investitori istituzionali sensibili al rischio normativo.
Se il trend prospettato da JPMorgan si consolidasse, ciò potrebbe ridurre la profondità di mercato e la volatilità dei token legati a piattaforme decentralizzate, influenzando il pricing degli ETF correlati e la redditività delle strategie basate su futures perpetui. Per gli investitori europei e italiani, la migrazione di volumi verso infrastrutture regolamentate comporta anche una revisione dei criteri di due diligence su custodia, domiciliazione dei fondi e rischio di controparte.
Dal punto di vista regolamentare, l’adozione di prodotti regolamentati nei Stati Uniti può creare un precedente che porterà le autorità europee a intensificare i controlli sullo spazio DeFi; questo processo potrebbe accelerare una riallocazione del capitale da progetti nati off‑shore verso soluzioni compliance‑friendly, con effetti sul mercato delle criptovalute più ampio.
In sintesi
- La possibile migrazione dei volumi verso exchange regolamentati può comprimere la liquidità su piattaforme decentralizzate, incrementando il rischio di slippage e impatti sui prezzi per gli ETF correlati.
- Un maggior favore del capitale istituzionale verso prodotti regolamentati riduce il premio per i progetti che non risolvono le criticità di compliance, influenzando valutazioni e raccolta fondi future.
- Per i gestori e gli investitori italiani, cresce l’importanza di verificare custodia, domicili fiscali e profili di rischio normativo prima di assumere esposizioni dirette o tramite ETF.
- I segnali di mercato negli Stati Uniti potrebbero anticipare interventi regolatori a livello europeo, con ricadute su innovazione finanziaria e competitività delle piattaforme crypto europee.