Perché Bitcoin resta sotto i 65.000 dollari mentre l’S&P 500 registra una capitalizzazione delle crypto di 2.000 miliardi di dollari

Thielen sostiene che gli operatori stanno perdendo il punto cruciale: il fatto che BTC non sia sceso nonostante l’atteggiamento restrittivo della Fed rappresenta di per sé un segnale rialzista.

Thielen ha sottolineato:

“Gli operatori sottovalutano il rischio al rialzo derivante da una Fed meno aggressiva e trascurano la possibilità che il ciclo quadriennale abbia già toccato il minimo.”

Altri osservatori di mercato segnalano invece una domanda irregolare per gli ETF, veicolo privilegiato dagli investitori istituzionali, come motivo della performance deludente di BTC. Negli ultimi monitoraggi i fondi quotati negli Stati Uniti hanno registrato un deflusso di 61,53 milioni di dollari, interrompendo una breve serie di afflussi. Tuttavia, nella settimana più recente gli ingressi totali hanno raggiunto 626 milioni di dollari, il valore più alto da inizio maggio, sebbene sia fondamentale che questo trend prosegua per confermare una svolta.

Vikram Subburaj, amministratore delegato di una piattaforma indiana registrata, ha dichiarato:

“Per confermare un recupero stabile della domanda istituzionale serviranno diversi giorni consecutivi di afflussi. Al momento osservo un range stretto, con supporto intorno a 63.000–63.400 dollari e resistenze tra 64.500 e 66.000 dollari.”

Arbitraggio ed effettiva direzionalità dei flussi

Secondo il principale market maker Wintermute, una parte dei flussi verso gli ETF potrebbe non essere effettivamente orientata al rialzo ma rappresentare opportunità di arbitraggio. In questo caso l’acquisto legato agli ETF verrebbe assorbito senza spingere il prezzo spot verso l’alto, riducendo l’impatto complessivo sulla curva dei prezzi.

Wintermute ha sottolineato:

“Quel bid sugli ETF che viene assorbito senza muovere il prezzo indica che l’acquirente marginale sullo spot non è esposto long in modo netto. L’appetito per il rischio si è spostato su singoli titoli: per esempio ZEC ha segnato un +10,9% nella settimana in seguito all’espansione dell’attività mineraria legata a DCG e al progetto Fortitude, mentre HYPE ha guadagnato il 5% in una giornata di bassa beta. Perché la partecipazione si allarghi, probabilmente dobbiamo prima vedere la volatilità di BTC scendere da questi livelli.”

Questa lettura mette in luce un aspetto tecnico importante: flussi elevati verso prodotti quotati non si traducono automaticamente in una struttura di prezzo più robusta se l’attività è dominata da manovre di arbitraggio. La capacità di spingere il mercato dipende dalla qualità e dalla persistenza della domanda sul mercato spot, non solo dal volume aggregato di capitali in ingresso.

Implicazioni per investitori e operatori

Per gli investitori istituzionali e retail la situazione richiede prudenza e attenzione ai segnali di conferma. Un quadro possibile è il seguente: se la Fed dovesse attenuare il tono restrittivo, il rischio al rialzo per BTC aumenterebbe; tuttavia, senza afflussi sostenuti e una volatilità in discesa, il rialzo potrebbe rimanere limitato a movimenti di breve termine concentrati su specifici asset.

I gestori di portafoglio che cercano esposizione a BTC tramite ETF dovrebbero valutare l’entità degli afflussi netti e monitorare i segnali di arbitraggio, mentre gli operatori attivi potrebbero trarre vantaggio dalla maggiore dispersione tra singoli asset e dalla volatilità relativa tra spot e derivati.

Considerazioni sul panorama macro

Un cambiamento nell’orientamento della Fed ha effetti trasversali sui mercati finanziari: un atteggiamento meno hawkish tende a migliorare la propensione al rischio globale, favorendo asset considerati più speculativi come le criptovalute. Per il mercato italiano e gli investitori europei è importante tenere conto del rapporto rischio-rendimento in portafoglio e dell’interazione tra politica monetaria, flussi verso prodotti quotati e liquidità di mercato.

In sintesi

  • Un mancato calo di BTC nonostante una Fed restrittiva può segnalare un potenziale rialzo, ma serve conferma tramite afflussi sostenuti e riduzione della volatilità.
  • Gli afflussi negli ETF possono mascherare la reale direzionalità del mercato se gran parte dei movimenti è guidata dall’arbitraggio; gli investitori dovrebbero monitorare i flussi netti e la loro persistenza.
  • La dispersione delle performance tra singoli asset (es. ZEC, HYPE) indica che l’appetito per il rischio si concentra su nomi specifici: questo apre opportunità per strategie long/short ma aumenta il rischio di volatilità idiosincratica.
  • Per i risparmiatori italiani è consigliabile valutare l’esposizione a criptovalute nel contesto di un portafoglio bilanciato e considerare strumenti di gestione del rischio, vista l’interazione tra politica monetaria globale e dinamiche di mercato locali.


Author: Tony
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