Moove raccoglie 250 milioni e accelera sulle infrastrutture per i veicoli autonomi

Moove, azienda globale specializzata nello sviluppo di infrastrutture operative per la mobilità autonoma, ha completato un round di finanziamento di Serie C da 250 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 2,1 miliardi di dollari. L’operazione rappresenta un passaggio strategico per accelerare la crescita della società e consolidarne il ruolo nello sviluppo dell’ecosistema che supporta i veicoli autonomi su scala internazionale.

Il finanziamento è stato guidato da Mubadala Investment Company, insieme a Woven Capital, il fondo per la crescita di Toyota, e a Ion Pacific. Al round hanno partecipato anche BlueCrest Capital Management, Sona Asset Management e The Raptor Group, che si aggiungono agli investitori già presenti nel capitale della società, tra cui BlackRock, MUFG, Franklin Templeton, Uber, Left Lane, Silverbacks Holdings, Square Associates, The Latest Ventures e Ontario Power Generation Pension Plan.

Nuove risorse per sviluppare l’infrastruttura della mobilità autonoma

Le nuove risorse saranno destinate principalmente all’espansione dell’attività dedicata ai veicoli autonomi, con investimenti nella proprietà delle flotte e nello sviluppo dei Nests, infrastrutture robotizzate progettate per gestire ricarica, manutenzione, riparazioni e coordinamento operativo dei mezzi.

L’obiettivo è creare una piattaforma capace di garantire il funzionamento continuo delle flotte autonome, elemento ritenuto essenziale per trasformare la guida autonoma da tecnologia sperimentale a servizio di trasporto utilizzabile quotidianamente.

Parallelamente, Moove utilizzerà il capitale raccolto per sostenere nuovi lanci commerciali a livello internazionale e ampliare significativamente il proprio organico dedicato alla mobilità autonoma. Entro la fine del 2026 la forza lavoro del settore passerà da circa 150 a 500 dipendenti, con una crescita superiore al 220%.

Una piattaforma globale per flotte e servizi di ride-hailing

Fondata nel 2020, Moove ha costruito negli ultimi anni una piattaforma integrata che combina capitale, gestione delle flotte e infrastrutture operative per il mercato del ride-hailing.

Oggi la società impiega circa 3.300 collaboratori, gestisce una flotta di circa 42.000 veicoli distribuiti in 29 città di 13 Paesi e rappresenta uno dei principali operatori mondiali nel settore.

La crescita è stata sostenuta sia dallo sviluppo organico sia da acquisizioni strategiche, tra cui Kovi in Brasile e Tokyo Taxi in Giappone. Grazie a questa espansione, il Gruppo ha raggiunto un Annual Recurring Revenue (ARR) pari a 420 milioni di dollari.

La collaborazione con Waymo e lo sviluppo della guida autonoma

L’esperienza maturata nella gestione delle flotte tradizionali viene oggi applicata anche ai sistemi di guida autonoma.

Moove collabora infatti con Waymo, assumendo il ruolo di operatore indipendente per la gestione delle flotte autonome a Phoenix e Miami, con un’estensione delle attività prevista anche a Londra.

Secondo la società, la diffusione dei veicoli autonomi richiede molto più della sola tecnologia di bordo. Servono infatti infrastrutture dedicate, sistemi di ricarica, manutenzione, logistica, coordinamento operativo e gestione continua delle flotte, elementi che rappresentano il cuore del modello di business sviluppato dall’azienda.

Ladi Delano: l’infrastruttura sarà decisiva per la mobilità del futuro

Ladi Delano, Cofondatore, Co-Amministratore Delegato e Presidente del Comitato Consultivo di Moove, ha sottolineato come ogni rivoluzione tecnologica richieda un’infrastruttura adeguata per poter essere adottata su larga scala.

Secondo il manager, così come Internet ha richiesto la costruzione dei data center e l’intelligenza artificiale necessita di infrastrutture di calcolo, anche la mobilità autonoma avrà bisogno di reti operative in grado di gestire flotte, manutenzione, ricarica e operazioni continue nelle città.

Delano ha ricordato che Moove è nata a Lagos con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di mobilità attraverso una combinazione di capitale, tecnologia e capacità operative. Oggi la società punta a diventare uno dei principali operatori mondiali dell’infrastruttura che sosterrà miliardi di viaggi autonomi nei prossimi anni.

Il sostegno degli investitori

Per Mubadala Investment Company, l’evoluzione della mobilità autonoma rende sempre più strategiche le infrastrutture capaci di supportarne la diffusione su larga scala. L’investimento conferma inoltre l’interesse degli Emirati Arabi Uniti nello sviluppo di piattaforme tecnologiche avanzate e nella diversificazione economica.

Anche Woven Capital, fondo per la crescita di Toyota, considera Moove uno dei pochi operatori capaci di combinare velocità di esecuzione, esperienza internazionale e competenze operative nella gestione delle flotte, elementi ritenuti fondamentali per lo sviluppo della nuova generazione della mobilità.