La provincia di Trento guarda avanti: pil +40% entro il 2040
- 5 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Trentino ha avviato un piano strategico di lungo periodo, presentato come Trentino 2040, che disegna scenari di sviluppo economico e industriale con obiettivi misurabili e strumenti operativi per la loro realizzazione.
Il documento, sintetico nella forma ma articolato nei contenuti, è stato illustrato nella Sala Depero del palazzo provinciale dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e ricerca, Achille Spinelli, alla presenza di rappresentanti istituzionali, associativi e imprenditoriali.
Franco Bernabé, presidente della Università degli Studi di Trento, ha partecipato alla presentazione evidenziando il ruolo dell’ateneo nella definizione delle traiettorie scientifiche e tecnologiche del territorio.
Obiettivi concreti e misurabili
Il piano fissa target chiari per il 2040: il Pil provinciale dovrebbe crescere del 40% rispetto agli attuali circa 27 miliardi di euro, il valore aggiunto per addetto aumentare del 30%, il divario salariale ridursi del 20% e il reddito medio pro capite salire del 20%.
Tra le misure per attrarre capitale umano è prevista anche una incentivazione legata all’Irpef versata dal lavoratore, per rendere più competitiva l’offerta territoriale nei confronti dei talenti.
Achille Spinelli ha dichiarato:
“Di fronte a noi ci sono due strade: l’attesa, che conduce al declino, o la scelta consapevole di definire oggi cosa vogliamo essere tra quindici anni. Abbiamo deciso di guidare il cambiamento, non di subirlo.”
Transizioni tecnologiche, energetiche e demografiche
Il piano interpreta le grandi transizioni contemporanee — dall’energia al digitale fino al ricambio generazionale — e propone l’Autonomia locale come laboratorio sperimentale per politiche innovative, pensando la provincia come ambiente per testare soluzioni replicabili.
Bernabé ha dichiarato:
“L’ateneo sta lavorando per contribuire alle linee di sviluppo territoriale in ambito scientifico e tecnologico. In particolare, è opportuno sfruttare le opportunità della nuova direttiva europea su Cloud e intelligenza artificiale per adottare modelli sostenibili di diffusione tecnologica nel tessuto economico e sociale.”
Finanziamento della trasformazione: ruolo del credito e degli strumenti pubblici
Dal versante degli investimenti il Trentino punta a portare la spesa in ricerca e sviluppo al 3% del Pil, con una netta maggioranza di fondi provenienti dal settore privato. È previsto un incremento del 20% delle start up innovative e un aumento dei brevetti depositati.
Per supportare la transizione tecnologica e verde delle PMI, il piano fissa l’obiettivo di aumentare del 30% i volumi dei prestiti bancari destinati ad investimenti. A questo scopo saranno creati strumenti come il Fondo strategico Trentino Alto Adige, cofinanziamenti da parte di Trentino sviluppo, e protocolli di intervento con il sistema bancario e i Confidi.
Francesca Failoni, co‑fondatrice di Alps Blockchain, ha dichiarato:
“È fondamentale connettere sostenibilità sociale e ambientale con l’innovazione imprenditoriale per generare uno sviluppo economico diffuso e duraturo.”
Tra le azioni previste ci sono inoltre il rilancio del tavolo del credito e la definizione di accordi di collaborazione con il mondo assicurativo, al fine di mettere a sistema consulenza finanziaria e strumenti di mitigazione del rischio per progetti di medio-lungo termine.
Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa centrale banca‑Credito cooperativo e di Banca per il Trentino‑Alto Adige, ha dichiarato:
“Il settore del credito assumerà sempre più una funzione consulenziale all’interno di filiere complesse. Dobbiamo garantire che la crescita sia inclusiva, interessando tanto le famiglie quanto le imprese.”
Governance, monitoraggio e partecipazione
L’attuazione di Trentino 2040 sarà supportata da una cabina di regia dedicata e da un sistema di monitoraggio basato su indicatori di risultato, con report periodici e confronti territoriali denominati Valley Roadshow per verificare il progresso verso i traguardi prefissati.
Il documento nasce da un processo partecipato che ha coinvolto categorie produttive e parti sociali, con l’obiettivo di tradurre ambizioni strategiche in programmi concreti e finanziabili nel medio periodo.
Prospettive e rischi
La realizzazione degli obiettivi richiederà capacità di attrarre capitale privato, strategie per la formazione di competenze specializzate e una governance in grado di coordinare strumenti pubblici e iniziative private. La sostenibilità finanziaria e la capacità di gestione dei progetti rappresentano fattori critici per evitare ritardi nell’attuazione.
In assenza di una mobilitazione efficace del sistema creditizio e degli investitori istituzionali, il rischio è che molte iniziative restino sulla carta oppure si frammentino, perdendo l’effetto di scala necessario per impatti sistemici.
In sintesi
- L’orientamento verso obiettivi quantificati crea maggiore prevedibilità per gli investitori locali e internazionali, ma richiede garanzie sul monitoraggio e sulla continuità politica.
- L’aumento programmato dei finanziamenti a ricerca e innovazione apre opportunità per capitali privati specializzati in tecnologie verdi e digitali; le banche locali possono trarne vantaggio riconvertendo competenze verso consulenza strategica e project finance.
- Per il mercato del lavoro italiano, il progetto evidenzia l’importanza di politiche formative mirate: la disponibilità di competenze determinerà la riuscita della transizione industriale e l’attrattività del territorio per le imprese hi‑tech.