Il nuovo ciso di Foundation avverte: l’intelligenza artificiale rende le truffe legate alle criptovalute più convincenti
- 2 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Gli attacchi nel mondo delle criptovalute attirano spesso l’attenzione per le cifre sottratte, ma non sempre la radice del problema risiede nella tecnologia della blockchain: molti incidenti nascono da falle operative o da vulnerabilità legate al cosiddetto Web2.
Coates ha dichiarato:
“In molti casi si tratta di un problema di sicurezza operativa o di una falla nel mondo Web2 che ha portato al compromesso di una chiave.”
Rischi di ingegneria sociale e strumenti avanzati
Secondo Coates, l’evoluzione delle tecnologie rende questi attacchi sempre più insidiosi: l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e delle tecniche di deepfake offre agli aggressori strumenti più potenti per aggirare le difese umane e tecnologiche.
Coates ha avvertito:
“La componente di ingegneria sociale peggiorerà notevolmente a causa della potenza dell’AI e dei deepfake.”
“Dovremmo aspettarci telefonate completamente contraffatte con voci di persone che conosciamo… non c’è davvero motivo per cui questo non possa crescere esponenzialmente.”
Protezioni multilivello e progettazione resiliente
Per contrastare minacce che puntano alla componente umana, Coates suggerisce di ripensare le architetture di sicurezza: non è realistico eliminare totalmente la possibilità che qualcuno cada in una truffa, quindi bisogna progettare sistemi che continuino a proteggere gli asset anche quando l’errore umano si verifica.
Coates ha aggiunto:
“Non si può impedire completamente che qualcuno diventi vittima. Alla fine, verrai ingannato perché le frodi sono così convincenti.”
La soluzione proposta è l’adozione di controlli di sicurezza stratificati: meccanismi automatici e manuali a diversi livelli di affidabilità che entrino in funzione progressivamente, in modo che l’errore umano non comprometta l’intero sistema.
Prospettive a lungo termine: il ruolo del quantum
Guardando più avanti, il tema del quantum computing si profila come una sfida rilevante per l’intero ecosistema delle criptovalute, inclusa la rete di Solana. La potenza di calcolo quantistica potrebbe, nel tempo, minacciare gli algoritmi crittografici attualmente usati per proteggere chiavi e firme.
Per mitigare questo rischio sono necessarie strategie di lungo periodo: ricerca su tecniche crittografiche post-quantistiche, aggiornamenti degli standard di sicurezza e piani di migrazione per wallet e infrastrutture di custodia. Inoltre, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi dovranno adeguare le loro pratiche di gestione del rischio per integrare scenari di minaccia quantistica.
Implicazioni per operatori e utenti
Per gli operatori del mercato e per gli investitori la conseguenza è duplice: sul breve termine è necessario rafforzare i controlli operativi, la formazione degli utenti e le soluzioni di custodia; sul lungo termine occorre monitorare progressi tecnologici e normative che possano imporre nuovi standard di sicurezza.
Una maggiore attenzione alla sicurezza operativa può ridurre la frequenza e l’impatto degli exploit, mentre lo sviluppo di contromisure post-quantistiche determinerà la resilienza futura delle piattaforme e la fiducia degli investitori nel settore.
In sintesi
- La vulnerabilità principale nelle violazioni crypto spesso non è tecnica ma operativa: rafforzare processi e formazione riduce il rischio sistemico.
- L’avanzamento dell’intelligenza artificiale e dei deepfake aumenta il valore degli investimenti in soluzioni anti-frode e autenticazione forte per operatori e custodi.
- La minaccia del quantum computing impone agli investitori di valutare piani di migrazione tecnologica e l’adozione di asset digitali gestiti con criteri di sicurezza post-quantistica.
- Per il mercato italiano, la domanda crescente di servizi di custodia sicura e assicurazioni contro le frodi potrebbe rappresentare un’opportunità di sviluppo per fornitori locali e istituzioni finanziarie.