Il consulente legale capo per le criptovalute dell’agenzia apre la strada alla custodia
- 22 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una volta che l’idea ottiene il via libera dal Office of Management and Budget alla White House, l’agenzia può presentarla formalmente e raccogliere osservazioni dall’industria e dal pubblico.
Nel frattempo, Lindman ha richiamato l’attenzione sulla dichiarazione dello staff dell’agenzia pubblicata a dicembre, concepita come un approccio provvisorio per indirizzare i broker-dealers su come gestire la custodia delle risorse in crypto fino all’entrata in vigore di regole definitive.
Ha inoltre ricordato la decisione di settembre 2025 che ha autorizzato gli investment advisers a depositare gli attivi dei clienti presso state-chartered trusts considerati qualified crypto custodians, offrendo così una soluzione transitoria per la conservazione degli asset digitali.
Il tentativo precedente della SEC di introdurre una norma sulla custodia nel 2023 era avvenuto in un contesto regolatorio molto diverso: allora il presidente dell’agenzia, Gary Gensler, aveva indicato che le società operanti nel settore cripto non avrebbero potuto qualificarsi come custodi degli asset.
Quella proposta non raggiunse però la forma definitiva e venne abbandonata dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, che nominò dirigenti più favorevoli alle criptovalute alla guida della regolamentazione.
Contesto dell’agenda cripto
Parlando in termini più ampi dell’agenda dell’agenzia sul crypto, che di recente ha incluso una proposta di norma per consentire offerte in criptovalute e una nuova esenzione per agevolare la negoziazione di tokenized securities, Lindman ha definito questo lavoro come un processo di costruzione delle fondamenta.
Lindman ha dichiarato:
“Stiamo gettando delle basi. Parte di questo lavoro di costruzione è noioso.”
Lindman ha aggiunto:
“Si tratta dei passaggi consueti che accompagnano la trasformazione di un asset che prima appariva unico e inquietante in qualcosa di comprensibile: osservare come consideriamo gli stablecoins o come inquadriamo gli asset cripto che non sono titoli, e inserirli in un quadro regolamentare su cui future generazioni possano costruire. Dobbiamo incontrare il mercato dove si trova.”
Implicazioni pratiche
La strategia descritta mira a ridurre l’incertezza normativa che ha caratterizzato il settore cripto negli ultimi anni: offrire regole chiare sulla custodia e sulle categorie di asset può facilitare l’ingresso di operatori tradizionali e aumentare la fiducia degli investitori istituzionali.
Per gli intermediari europei e italiani, la convergenza di norme statunitensi e linee guida pratiche può rappresentare un punto di riferimento, sebbene i dettagli normativi locali rimangano determinanti per la competitività delle piattaforme e dei servizi di custodia nel nostro Paese.
Il percorso formale — consultazioni pubbliche, commenti dell’industria e definizione dei requisiti di custodia — potrebbe richiedere tempo, ma costituisce un passo verso una maggiore integrazione degli asset digitali nei mercati regolamentati.
In sintesi
- La regolamentazione proposta della SEC tende a stabilire standard che possono rendere più appetibili le criptovalute per gli investitori istituzionali, riducendo il premio per il rischio legato alla custodia.
- Per gli investitori italiani, l’emergere di custodi qualificati e regole condivise potrebbe facilitare l’accesso a prodotti cripto regolamentati, ma richiederà vigilanza sulla compatibilità con le normative europee e nazionali.
- La transizione da prassi provvisorie a norme codificate favorirà l’ingresso di attori tradizionali nei servizi di custodia, con potenziali effetti sulla concorrenza e sui costi di intermediazione.