Attacco ai cold wallet di Bitcoin colpisce 4.500 indirizzi mentre le perdite sfiorano 89 milioni di dollari

Un attaccante che sfrutta chiavi generate da Coldcard ha cominciato a svuotare portafogli contenenti somme di qualche migliaio di dollari ciascuno, secondo le segnalazioni degli analisti.

Galaxy Research ha segnalato una terza ondata di prelievi all’inizio della domenica: circa 208 bitcoin sottratti da 1.912 indirizzi tra il venerdì a mezzogiorno e il sabato mattina in coordinamento UTC.

Questa media corrisponde a poco più di un decimo di bitcoin per vittima. In confronto, l’ondata iniziale del 30 luglio aveva avuto un impatto molto più concentrato, con quasi una moneta intera di media: 1.083 bitcoin prelevati da 1.196 indirizzi in 41 minuti. Complessivamente, le tre ondate osservate sommano circa 1.367 bitcoin — quasi 89 milioni di dollari — sottratti a 4.585 indirizzi.

Dettagli sulle modalità operative

Nella terza ondata l’attaccante ha cambiato tattica: invece di convogliare i fondi verso pochi indirizzi collettori condivisi, ogni vittima vede i propri bitcoin trasferiti a destinazioni separate. Inoltre, i caricamenti sono stati effettuati in output di tipo pay-to-witness-script-hash, un formato che può ospitare condizioni come multisignature o timelock, anziché i semplici output a chiave singola impiegati nelle ondate precedenti.

Dal punto di vista operativo, la nuova ondata ha raggruppato in media sei vittime per ogni sweep, mentre la prima ondata processava un indirizzo alla volta. L’attaccante ha inoltre scandagliato soltanto il percorso di derivazione predefinito (il cosiddetto derivation path) invece di testare più rami per seme, suggerendo un focus su chiavi generate secondo parametri standard.

Possibili vettori di compromissione

Non è stato ancora confermato se la responsabilità sia da attribuire a una vulnerabilità del dispositivo, a procedure di generazione delle chiavi deboli, a una compromissione della catena di fornitura o a errori umani durante l’esportazione dei dati. L’uso ripetuto del percorso di derivazione predefinito indica però che l’attaccante potrebbe sfruttare previsioni sul comportamento standard di molti portafogli hardware.

Consigli pratici per gli utenti

Per chi detiene fondi in autonomia con un hardware wallet come Coldcard, gli esperti raccomandano alcune misure preventive: verificare l’integrità del dispositivo e l’aggiornamento del firmware, evitare l’esportazione non protetta di chiavi o seme, considerare la migrazione dei fondi su portafogli multisignature distribuiti tra più produttori e utilizzare procedure di generazione del seme in ambiente isolato.

È inoltre utile monitorare gli indirizzi noti, impostare avvisi di attività e, in caso di trasferimenti sospetti verso servizi di mixing o exchange, segnalare tempestivamente l’accaduto alle piattaforme coinvolte per tentare blocchi o indagini.

Implicazioni di mercato e regolamentari

Eventi di questo tipo possono erodere la fiducia nella custodia autonoma delle criptovalute e aumentare la domanda di servizi di custodia istituzionale assicurata o soluzioni multisignature certificate. In termini regolamentari, furti ripetuti con ampia risonanza pubblica possono spingere le autorità a richiedere standard più stringenti per dispositivi, processi di certificazione e obblighi di disclosure per i fornitori di portafogli hardware.

Per gli operatori di mercato, la frequenza e la sofisticazione degli attacchi rappresentano un fattore da considerare nella valutazione del rischio di investimento in infrastrutture e servizi legati alle criptovalute.

In sintesi

  • La concentrazione degli attacchi su percorsi di derivazione standard evidenzia il rischio associato all’affidarsi a configurazioni di default; per gli investitori ciò significa valutare la diversificazione delle soluzioni di custodia come parte della gestione del rischio.
  • L’uso di output pay-to-witness-script-hash per complicare il tracciamento indica un’evoluzione tattica che potrebbe aumentare i costi legali e investigativi per recuperare fondi, incidendo sulle assicurazioni e sui premi per la custodia digitale.
  • Una serie di furti di questa portata può accelerare interventi regolatori nell’UE e in Italia, con possibili requisiti più rigidi per certificazioni di sicurezza e procedure di conformità per i produttori di portafogli hardware.
  • Per il mercato italiano, la maggiore attenzione alla sicurezza delle chiavi private può tradursi in una domanda crescente di servizi professionali di custodia e consulenza tecnica, creando opportunità per imprese specializzate ma anche costi aggiuntivi per gli investitori al dettaglio.


Author: Tony
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