Perché Aave propone di abbandonare sei blockchain che generano meno di 5.000 dollari a trimestre
- 31 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Aave, il più grande protocollo di prestito decentralizzato, sta valutando una proposta per ritirarsi da sei delle blockchain sulle quali si era espanso, in una pulizia che coinvolgerebbe circa 98 milioni di dollari di depositi. La proposta prevede la chiusura di mercati di asset a bassa adozione e la rimozione di 21 token principali Pendle scaduti distribuiti su 11 deployment di Aave, oltre allo spegnimento completo delle presenze su Sonic, Scroll, zkSync, Metis, Soneium e Aptos.
L’argomentazione alla base della proposta è principalmente economica: ciascuno di questi sei deployment produce ora meno di 5.000 dollari a trimestre. In particolare, Metis, Soneium e Aptos generano meno di 1.000 dollari ciascuno, una cifra che non copre i costi operativi necessari per mantenerli attivi.
I costi di esercizio comprendono il mantenimento dei price feed, dei meccanismi di liquidazione e dei sistemi di monitoraggio per ogni mercato: attività che richiedono risorse tecniche e capitale umano continuo, oltre a spese infrastrutturali e di sicurezza.
Per avere un termine di confronto, il deployment principale su Ethereum produce oltre 142 milioni di dollari all’anno, mentre il deployment su Base rende circa 4,7 milioni di dollari, e quello su Metis si attesterebbe soltanto attorno ai 3.000 dollari.
I depositi hanno subito un crollo generalizzato negli ultimi sei mesi: Soneium ha perso il 95% degli asset, la liquidità disponibile su Aptos è scesa del 94%, zkSync è diminuita dell’88% raggiungendo circa 844.000 dollari, Scroll è calata dell’86% a circa 2 milioni di dollari, Metis ha registrato un -79% e Sonic, il più grande del gruppo, è sceso del 74% fino a poco meno di 8 milioni di dollari.
Motivazioni economiche e operazionali
La scelta di dismettere deployment a basso rendimento mira a riallocare risorse verso mercati con volumi e commissioni significative, migliorando l’efficienza complessiva del protocollo. Mantenere molteplici catene con bassi livelli di attività impone costi fissi che erodono i margini e possono aumentare i rischi operativi, in particolare per la gestione degli oracoli e dei meccanismi di liquidazione.
Implicazioni per utenti e mercati
Se la proposta verrà approvata tramite governance, gli utenti che detengono fondi su questi deployment dovranno spostare o ritirare i propri depositi. La disattivazione dei mercati riduce la frammentazione della liquidità, concentrandola su poche catene attive, con possibili effetti sui tassi di interesse e sulla profondità degli ordini.
La rimozione dei token principali Pendle scaduti impone inoltre uno smaltimento tecnico che richiede procedure puntuali per la gestione dei token residui e per la chiusura sicura dei mercati interessati.
Rischi e vantaggi per il protocollo
Dal punto di vista del rischio operativo, concentrare attività su deployment più solidi può migliorare la sicurezza, ridurre la superficie di attacco e permettere una gestione più efficiente degli oracoli e dei liquidatori. D’altro canto, la riduzione delle catene supportate può diminuire la resilienza complessiva dell’ecosistema DeFi, limitando l’accesso in mercati emergenti o in nicchie di utenti.
Per gli sviluppatori e i fornitori di liquidità, la decisione segnala la necessità di valutare il rapporto tra costi di integrazione su nuove catene e il potenziale di adozione effettiva: l’espansione cross-chain è strategica, ma non sostenibile se non accompagnata da flussi di utilizzo reali.
Prospettive di mercato e considerazioni per gli investitori
Per gli investitori, la razionalizzazione delle risorse verso deployment profittevoli può tradursi in una maggiore capacità del protocollo di generare fee e sostenere sviluppo e sicurezza, elementi che influiscono sul valore d’uso e sulla percezione del progetto. Tuttavia, la concentrazione della liquidità su poche piattaforme aumenta la sensibilità del sistema a shock localizzati su quelle catene.
Dal punto di vista degli utenti italiani interessati al settore DeFi, la mossa evidenzia la maturazione del mercato: non tutte le catene offrono volumi sufficienti per giustificare integrazioni permanenti, e la qualità dell’infrastruttura e della comunità rimangono fattori determinanti per la sostenibilità a lungo termine.
La proposta sarà soggetta a voto dalla comunità di governance di Aave, che dovrà bilanciare costi operativi, sicurezza e accessibilità degli utenti prima di ratificare la dismissione.
In sintesi
- La rimozione dei deployment a bassa adozione è una misura volta a migliorare l’efficienza economica del protocollo, con possibili benefici in termini di fee capture e sicurezza operativa.
- La concentrazione della liquidità su poche catene potrebbe aumentare la vulnerabilità a shock locali; gli investitori dovrebbero valutare il trade-off fra rendimento potenziale e rischio di concentrazione.
- Per i fornitori di liquidità e gli utenti, la decisione sottolinea l’importanza di monitorare l’adozione reale prima di impegnare capitale su nuove chain; opportunità di rendimento potrebbero emergere dalla ridistribuzione dei capitali verso mercati più attivi.
- Dal punto di vista regolamentare e infrastrutturale, una minore frammentazione può facilitare la supervisione e la compliance, ma richiede attenzione sul piano della resilienza e dell’accessibilità per gli utenti europei e italiani.