JPMorgan, Citi e UBS testano pagamenti transfrontalieri tokenizzati nel programma pilota della BIS
- 30 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Project Agorá, un’iniziativa guidata dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), ha completato una prova pratica che ha utilizzato denaro tokenizzato per effettuare pagamenti cross-border reali tra alcune delle maggiori banche al mondo. L’esperimento, che coinvolge cinque banche centrali e 28 istituti finanziari commerciali, rappresenta un passo significativo verso l’integrazione della tokenizzazione nelle infrastrutture fondamentali della finanza globale.
Dettagli del test
Nel corso del pilot sono stati processati pagamenti in valuta reale per un valore complessivo di circa 1 milione di dollari, pari a 800.000 franchi svizzeri, su sei valute: dollaro statunitense, euro, sterlina britannica, yen giapponese, franco svizzero e won sudcoreano. Tra i partecipanti figurano grandi gruppi bancari come JPMorgan, Citi, UBS, Deutsche Bank e Standard Chartered.
La sperimentazione ha utilizzato sia riserve di banca centrale tokenizzate sia depositi tokenizzati di banche commerciali per regolare pagamenti aziendali, trasferimenti interbancari e operazioni di cambio. Secondo il rapporto, le transazioni si sono regolarmente concluse in una media di circa 80 secondi, nonostante il prototipo non fosse integrato in modo nativo con le attuali infrastrutture di pagamento bancarie.
Perché questo esperimento è rilevante
L’iniziativa testimonia l’avanzamento dalla sperimentazione teorica verso casi d’uso operativi della tokenizzazione e dei stablecoin nel contesto delle transazioni internazionali. Mentre alcune gestori patrimoniali emettono fondi monetari e di credito privato tokenizzati e le stablecoin vengono sempre più impiegate per pagamenti transfrontalieri e funzioni di tesoreria aziendale, Project Agorá mira a verificare se la stessa tecnologia possa modernizzare le reti di pagamento su cui si regge il trasferimento internazionale di valore.
Aspetti tecnologici e integrazione
Il test ha dimostrato che risorse digitali rappresentative di riserve centralizzate o depositi commerciali possono essere trasferite e regolate rapidamente. Tuttavia, la prova ha usato un prototipo separato e non ancora collegato ai sistemi core delle banche partecipanti, il che suggerisce che la sfida successiva riguarderà l’integrazione, l’interoperabilità e la resilienza operativa su scala più ampia.
In fase di industrializzazione occorrerà affrontare punti critici come la riconciliazione tra ledger diversi, la governance degli smart contract, la gestione della liquidità intraday e i meccanismi per garantire la finalità giuridica delle operazioni in diversi ordinamenti.
Implicazioni normative e di mercato
Il coinvolgimento della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) e di più banche centrali indica che il tema è al centro dell’agenda regolamentare internazionale. Le autorità dovranno definire regole su tutela dei depositanti, requisiti patrimoniali per tecnologie tokenizzate e standard per la trasparenza e l’antiriciclaggio.
Per gli operatori di mercato, un’infrastruttura cross-border più veloce e sicura potrebbe ridurre i costi di compensazione e minimizzare il rischio di controparte, aumentando l’efficienza dei flussi di cassa aziendali e delle operazioni di cambio. Allo stesso tempo, l’adozione su larga scala richiederà significativi investimenti IT e aggiornamenti normativi.
Rilevanza per il sistema bancario italiano
Per le banche italiane l’evoluzione verso pagamenti tokenizzati può offrire opportunità operative e competitive: tempi di regolamento più rapidi, minori immobilizzi di capitale e strumenti di tesoreria più flessibili per le imprese nazionali che operano all’estero. Tuttavia, le banche dovranno valutare l’impatto sui modelli di ricavo tradizionali e gli investimenti necessari per garantire la conformità regolamentare e la sicurezza informatica.
I policymaker italiani e le autorità di vigilanza europee saranno chiamati a coordinare norme tecniche e supervisione per evitare frammentazione normativa che potrebbe ostacolare l’interoperabilità transfrontaliera.
Prospettive e passi successivi
Il test apre la strada a ulteriori sperimentazioni su scala maggiore, prove di integrazione con sistemi di pagamento esistenti e valutazioni sul campo relative a costi, resilienza e sostenibilità operativa. Anche la definizione di standard industriali condivisi e la collaborazione pubblico-privato saranno determinanti per trasformare i prototipi in soluzioni commerciali affidabili.
Infine, la transizione verso pagamenti basati su risorse tokenizzate potrebbe ridisegnare alcuni aspetti del sistema finanziario globale, accelerando modelli di liquidità più dinamici e nuove forme di intermediazione digitale, con effetti che devono essere attentamente valutati da investitori, imprese e autorità di regolamentazione.
In sintesi
- La diffusione della tokenizzazione nei pagamenti internazionali potrebbe abbattere costi e tempi di regolamento, offrendo vantaggi operativi alle imprese italiane attive sui mercati esteri.
- Per gli investitori, l’espansione di strumenti finanziari tokenizzati crea nuove opportunità di diversificazione, ma richiede attenzione a rischi di liquidità, governance e compliance regolamentare.
- L’adozione diffusa dipenderà dalla capacità delle autorità europee e italiane di armonizzare regole e standard tecnici per garantire interoperabilità e certezza giuridica.