Bitcoin risale a 64.300 dollari, ma la vera svolta aspetta la Fed
- 29 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute mostrava segnali contrastanti nelle ore precedenti alla decisione sui tassi della Federal Reserve prevista per mercoledì. L’indice dei principali 20 token ha registrato un modesto incremento dello 0,41% da mezzanotte UTC, con dieci componenti in rialzo e dieci in calo.
Bitcoin (BTC) valeva circa $64.323,73, segnando un progresso dello 0,75% e recuperando parte delle perdite subite martedì dopo 48 ore volatili: il prezzo era salito fino a $66.700 la settimana scorsa per poi scendere a circa $62.400 in scia al crollo dei mercati azionari sudcoreani.
L’inflazione a un tasso annuo intorno al 4,1% rafforza l’argomentazione a favore di un aumento del tasso ufficiale da parte della Fed, la prima in tre anni. D’altro canto, una temporanea de-escalation delle tensioni tra Iran e Stati Uniti ha ridotto la pressione sui prezzi del petrolio e ha lievemente diminuito le probabilità di una stretta da parte della banca centrale.
Ether (ETH) era in calo di circa lo 0,13% nella giornata. I futures su S&P 500 e Nasdaq 100 risultavano positivi, mentre l’oro restava sopra quota $4.000 e l’argento segnava un rialzo dell’1,40%, segnali che molti operatori stavano preferendo coperture piuttosto che posizionamenti direzionali prima dell’annuncio.
Posizionamento sui derivati
Il posizionamento sui derivati è rimasto relativamente equilibrato prima della riunione della Fed. Il rapporto tra volumi long e short dei market taker si è avvicinato a una situazione di parità. L’open interest (OI) complessivo è rimasto stabile intorno ai $113 miliardi nelle ultime 24 ore, mentre i volumi hanno mostrato un aumento del 10% a $205 miliardi: un quadro di posizionamenti sostanzialmente invariate ma con un turnover leggermente superiore.
Nonostante i guadagni spot di breve periodo per BTC e ETH (entrambi oltre l’1% su 24 ore), l’adesione ai futures non ha mostrato incrementi significativi: l’OI di BTC è rimasto vicino a 750.000 BTC, mentre quello di ETH è sceso per il quarto giorno consecutivo a 14,14 milioni di ETH.
Un’eccezione è rappresentata da UNI, il cui open interest è salito leggermente a 68,53 milioni di token, il livello più alto dal 13 luglio: un segnale di interesse speculativo che ha sostenuto il rialzo del prezzo del token di circa il 5% dopo l’annuncio di BlackRock relativo a un veicolo tokenizzato sui Treasury approdato su mercati decentralizzati.
L’indicatore CVD corretto per l’OI nelle ultime 24 ore ha dato segnali misti: positivo per token come ADA, TRX, XRP, CC, UNI e ETH, a indicare una maggiore presenza di ordini di tipo market long rispetto a limit order passivi; altri asset mostrano invece il contrario.
La volatilità implicita a 30 giorni sia di Bitcoin sia di Ether è rimasta prossima ai minimi recenti, segnale che gli operatori non si aspettano scosse immediate. Questo contrasta con il dibattito degli analisti che assegnano ancora circa il 35% di probabilità a un rialzo dei tassi da parte della Fed, una situazione atipica dato che sui mercati si raggiunge di norma un consenso prima della decisione.
Nel segmento delle opzioni, le put su BTC con strike a $62.000, $60.000 e $54.000 hanno dominato i volumi nelle 24 ore: strumenti che funzionano come assicurazioni contro discese di prezzo. Per ETH, invece, sono state le call a evidenziare maggiore attività.
Movimenti dei token e dinamiche di mercato
Tra le altcoin, XRP ha guidato i rialzi con un progresso dell’1,72% a $1,086, mentre ADA ha guadagnato l’1,48% attestandosi a $0,1634. Entrambe stanno recuperando terreno rispetto ai minimi di luglio, in uno scenario di consolidamento delle principali criptovalute.
Nel settore DeFi spicca Jupiter (JUP), salita del 5,79% nelle 24 ore accompagnata da un aumento dei volumi di scambio e da un recupero che l’ha vista positiva in tre degli ultimi quattro giorni.
Il token legato all’intelligenza artificiale FET ha continuato il suo ritracciamento, cedendo il 4,60% dalla mezzanotte e il 6,78% su 24 ore; nel corso della settimana il calo sfiora il 14% mentre il momentum iniziale di inizio luglio si ridimensiona.
PUMP ha perso il 5,14%, restituendo gran parte dei guadagni speculativi della scorsa settimana con un calo dell’entusiasmo tra gli investitori al dettaglio.
Il privacy coin Monero (XMR) ha invece registrato un +1,82% a $347, consolidando un andamento relativamente migliore rispetto a gran parte del mercato, un fenomeno spesso poco visibile durante fasi di elevata volatilità complessiva.
Contesto e implicazioni per gli investitori
La decisione della Federal Reserve avrà ripercussioni sia sui mercati tradizionali sia su quelli delle criptovalute: un rialzo dei tassi tende a ridurre l’appetito per asset rischiosi, mentre una pausa potrebbe sostenere rischi e liquidità. Per gli investitori italiani è importante valutare l’esposizione complessiva al rischio, il timing e l’uso di strumenti di copertura come opzioni o asset rifugio.
La stabilità della volatilità implicita suggerisce che molti operatori hanno già prezzato la decisione oppure preferiscono non esporsi in modo significativo fino all’esito. L’aumento dei volumi combinato con OI stabile indica alterazioni nella frequenza degli scambi più che nel posizionamento strutturale, elemento da monitorare per chi utilizza strategie basate sui derivati.
Infine, la discrepanza tra segnali spot e partecipazione nei futures ricorda che movimenti di prezzo a breve termine non sempre si traducono in cambi di fiducia duraturi: gli investitori devono quindi adottare un approccio bilanciato e considerare la liquidità, i costi di copertura e il profilo di rischio personale.
In sintesi
- La decisione della Fed rimane il fattore chiave: un rialzo potrebbe comprimere il rischio su asset speculativi, mentre una pausa favorirebbe la liquidità e i mercati rischiosi, influenzando anche le scelte degli investitori italiani.
- La stabilità dell’open interest e la ridotta volatilità implicita indicano posizionamenti conservativi; per gli investitori ciò significa che movimenti spot potrebbero non tradursi immediatamente in trend sostenibili.
- La crescita di interesse su specifici token come UNI evidenzia come annunci istituzionali e innovazioni (es. tokenizzazione di strumenti tradizionali) possano creare spunti operativi; tuttavia la selezione e la gestione del rischio restano fondamentali.
- Per chi opera in criptovalute dall’Italia, è consigliabile integrare strategie di copertura, considerare l’impatto fiscale e valutare la diversificazione tra asset digitali e strumenti tradizionali per mitigare l’incertezza macroeconomica.