Acqua Sant’Anna: Luca Cheri punta a un’acquisizione in Italia per rafforzare il canale Horeca
- 27 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Editoriale
Acqua Sant’Anna prosegue il proprio percorso di crescita con una strategia focalizzata sul rafforzamento del business nel mercato italiano. Il Gruppo, guidato dal nuovo Amministratore Delegato Luca Cheri, guarda infatti a una nuova acquisizione nel settore delle acque minerali con l’obiettivo di consolidare la presenza nel canale Horeca, mantenendo al tempo stesso una forte attenzione agli investimenti industriali e all’innovazione di prodotto.
Dopo la scomparsa del fondatore Alberto Bertone, la società conferma una strategia orientata alla crescita attraverso lo sviluppo del business e il completamento della propria offerta, escludendo al momento l’ipotesi di una quotazione in Borsa.
Un’acquisizione per rafforzare il mercato Horeca
Il dossier più avanzato riguarda la ricerca di un’azienda italiana attiva nel segmento del consumo fuori casa, con una presenza consolidata nei settori hotel, ristorazione, bar e catering.
Secondo Luca Cheri, dopo la recente acquisizione della francese Eau Neuve, il Gruppo non sta valutando ulteriori operazioni internazionali, concentrando invece l’attenzione sul mercato italiano.
L’obiettivo è individuare una realtà in grado di ampliare la presenza di Acqua Sant’Anna nel canale Horeca, rafforzando una piattaforma commerciale dedicata al consumo professionale.
Un’offerta più ampia con il vetro
Il profilo ricercato prevede un’azienda che produca non soltanto acqua confezionata in PET, ma anche in vetro.
Questa caratteristica consentirebbe al Gruppo di completare la propria gamma di prodotti, affiancando alle tradizionali bottiglie in plastica e ai contenitori biodegradabili una proposta maggiormente adatta ai ristoranti, agli alberghi e ai locali, dove il formato in vetro rappresenta uno standard di riferimento.
L’operazione rientra nella strategia di ampliamento dell’offerta, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di un segmento caratterizzato da specifiche richieste qualitative e commerciali.
Nessun piano per la quotazione
Sul fronte finanziario, Luca Cheri, Amministratore Delegato di Acqua Sant’Anna, ha precisato che il Gruppo non sta valutando una quotazione in Borsa.
Secondo il manager, l’azienda dispone delle risorse necessarie per sostenere autonomamente i propri programmi di sviluppo, finanziando sia il lancio di nuovi prodotti sia il miglioramento dell’efficienza degli impianti produttivi.
Investimenti per innovazione e sviluppo
Il piano industriale prevede 30 milioni di euro di investimenti nel biennio 2025-2026.
Le risorse saranno destinate principalmente allo sviluppo delle bevande isotoniche, delle linee dedicate al tè freddo e dei prodotti arricchiti con vitamine e minerali probiotici, con interventi concentrati nello stabilimento di Vinadio.
Attraverso questi investimenti, Acqua Sant’Anna punta a diversificare ulteriormente la propria offerta e ad aumentare la capacità produttiva nei segmenti considerati strategici per la crescita futura.
Crescita del business
La società affronta questa nuova fase con risultati positivi sul piano operativo.
Secondo quanto comunicato, il fatturato del 2025 ha raggiunto 350 milioni di euro, mentre nei primi sei mesi del 2026 la crescita dei ricavi si è attestata intorno al 10%.
Nel mercato italiano delle acque minerali, Acqua Sant’Anna dichiara inoltre una quota valore del 13,5% nella distribuzione, confermando la propria posizione tra i principali operatori del settore.