S&P Global: Chris Williamson segnala la ripresa dell’economia della zona euro a luglio
- 24 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
L’attività economica della zona euro è tornata a crescere nel mese di luglio, interrompendo una fase di quattro mesi consecutivi di stagnazione o contrazione. A evidenziarlo è l’indagine S&P Global Flash Eurozone Composite PMI, che mostra un miglioramento dell’andamento complessivo dell’economia grazie alla ripresa dei nuovi ordini e al contributo congiunto del settore manifatturiero e dei servizi.
L’indice PMI Composito è salito a 51,9 rispetto al 50,0 registrato a giugno, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi cinque mesi e superando le attese degli analisti. Un valore superiore a 50 punti indica infatti un’espansione dell’attività economica.
Riparte la domanda interna
Uno degli elementi più significativi dell’indagine riguarda il ritorno alla crescita dei nuovi ordini, aumentati per la prima volta da febbraio e al ritmo più sostenuto dall’aprile 2023.
Gli ordini all’esportazione, che comprendono anche il commercio all’interno della zona euro, hanno continuato a diminuire, ma con un’intensità sensibilmente inferiore rispetto ai mesi precedenti, registrando la contrazione meno marcata dal marzo 2022.
Il miglioramento della domanda rappresenta un segnale positivo per le imprese europee, pur in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza.
Servizi e manifattura tornano a sostenere la crescita
Entrambi i principali comparti dell’economia hanno contribuito al recupero dell’attività.
Il settore dei servizi è tornato sopra la soglia di espansione, con un indice pari a 51,6, interrompendo tre mesi consecutivi di contrazione e raggiungendo il livello più alto degli ultimi cinque mesi.
Anche il settore manifatturiero ha mostrato un rafforzamento, con la produzione ai massimi degli ultimi 52 mesi e un PMI manifatturiero salito a 52,0, confermando un miglioramento superiore alle aspettative del mercato.
Germania in ripresa, Francia ancora debole
Dal punto di vista geografico emergono differenze tra le principali economie dell’area.
La Germania è tornata a registrare una crescita dell’attività economica dopo quattro mesi di difficoltà, mentre in Francia la produzione ha continuato a diminuire, seppur con una flessione più contenuta rispetto al mese precedente.
Nel resto della zona euro, invece, l’espansione economica ha raggiunto il ritmo più sostenuto degli ultimi otto mesi.
Occupazione e inflazione
L’indagine segnala anche un moderato aumento dei livelli occupazionali, che interrompe una fase caratterizzata da riduzioni degli organici.
La crescita dell’occupazione è stata tuttavia limitata dai continui tagli nel comparto manifatturiero, solo in parte compensati dalle nuove assunzioni nel settore dei servizi.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei costi dei fattori produttivi ha rallentato raggiungendo il livello più basso da febbraio, pur mantenendosi su valori ancora elevati. Anche l’inflazione dei prezzi alla produzione ha mostrato segnali di attenuazione, un elemento che potrebbe contribuire ad alleggerire le pressioni sulla Banca Centrale Europea, che ha recentemente mantenuto invariato il tasso di deposito al 2,25%.
Prospettive per la seconda metà dell’anno
Nel primo trimestre del 2026, l’economia della zona euro aveva registrato una contrazione dello 0,2%, risentendo degli effetti del conflitto in Medio Oriente sulle forniture energetiche e sull’inflazione.
I dati di luglio indicano ora un possibile rafforzamento della crescita nella seconda parte dell’anno, anche se il quadro resta condizionato dall’evoluzione del contesto geopolitico e dalle persistenti pressioni inflazionistiche.
Le parole dell’Economista
Chris Williamson, Capo Economista Aziendale di S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “A luglio si osserva una gradita ripresa dell’attività economica nella zona euro, ma l’instabilità del contesto geopolitico non permette ancora di stabilire se queste buone notizie dureranno nel tempo”.
Ha inoltre aggiunto: “Dopo un secondo trimestre sostanzialmente stagnante, a luglio si è verificato un certo rimbalzo della domanda che porta il PMI a un livello indicativo di una crescita del Prodotto Interno Lordo a un ritmo trimestrale ragionevolmente solido dello 0,3%”.