Donald Trump introduce nuovi dazi Section 301 contro 60 economie: impatti per Unione Europea e commercio internazionale

Gli Stati Uniti rafforzano la propria politica commerciale con un nuovo pacchetto di misure tariffarie. Il Presidente Donald Trump ha firmato un memorandum che introduce nuovi dazi Section 301 nei confronti di 60 economie, tra cui Cina, Unione Europea, Canada, Giappone e Corea del Sud, al termine delle indagini avviate il 12 marzo 2026 ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974.

Secondo l’Amministrazione statunitense, le misure mirano a contrastare l’importazione di beni realizzati mediante lavoro forzato, individuando una nuova base giuridica per la politica tariffaria dopo le contestazioni giudiziarie che avevano interessato i precedenti dazi “reciproci”.

Le nuove tariffe e il meccanismo applicato

Le nuove tariffe sono entrate in vigore dalla mezzanotte del 23 luglio e sostituiscono i precedenti dazi globali del 10%.

Il memorandum prevede aliquote comprese tra il 10% e il 12,5%, con un meccanismo specifico per Unione Europea, Giappone, Corea del Sud, Svizzera e Taiwan.

Per questi Paesi, la tariffa prevista dalla Section 301 si aggiunge a quella già applicata secondo la clausola della nazione più favorita, fino a un limite massimo complessivo del 10% per Unione Europea e Taiwan e del 12,5% per Giappone, Corea del Sud e Svizzera.

Il provvedimento introduce inoltre contingenti tariffari (TRQ) destinati a Bangladesh, Cambogia, Indonesia e Malaysia, con l’obiettivo di incentivare l’importazione di cotone e prodotti tessili statunitensi, riducendo la dipendenza da filiere considerate maggiormente esposte al rischio di lavoro forzato.

Una nuova base giuridica per la politica commerciale

L’iniziativa rappresenta un nuovo tentativo dell’Amministrazione statunitense di sostenere la propria strategia commerciale attraverso una diversa impostazione normativa.

La scelta di ricorrere alla Sezione 301 del Trade Act del 1974 consente infatti di fondare le nuove misure su un presupposto giuridico differente rispetto ai precedenti dazi “reciproci”, con l’obiettivo di rafforzarne la tenuta in caso di eventuali futuri contenziosi.

Le reazioni di Cina e Unione Europea

La Cina ha espresso la propria contrarietà al nuovo pacchetto di dazi.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha ribadito l’opposizione di Pechino alle misure tariffarie unilaterali, affermando che le guerre commerciali e tariffarie non rappresentano un interesse per nessuna delle parti coinvolte.

Da parte dell’Unione Europea, un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che le misure pubblicate da Washington risultano coerenti con gli impegni tariffari contenuti nella dichiarazione congiunta UE-USA, siglata in Scozia e successivamente ratificata dal Parlamento Europeo.

Bruxelles ha inoltre sottolineato di aver già dato attuazione agli impegni previsti dall’accordo e di attendersi che anche gli Stati Uniti continuino a rispettarne integralmente i termini, compresi quelli relativi ad eventuali future misure adottate ai sensi della Section 301.

Le richieste delle imprese italiane

Sul fronte delle imprese italiane è intervenuto Riccardo Garosci, Presidente di AICE e Vicepresidente di Confcommercio con delega all’Internazionalizzazione.

Garosci ha evidenziato l’importanza di un quadro regolatorio stabile per le aziende esportatrici, sottolineando la necessità che l’intesa tra Unione Europea e Stati Uniti trovi piena applicazione per garantire certezza normativa agli operatori economici.

Ha inoltre espresso sostegno all’iniziativa della Commissione Europea volta a ottenere esenzioni dai dazi per alcune categorie di prodotti strategici destinati al mercato statunitense, tra cui vino, formaggi e robotica industriale, comparti considerati particolarmente rilevanti per l’export italiano.