Hays Italia, Alessio Campi mette il benessere quotidiano al centro delle strategie per trattenere i talenti
- 26 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il benessere sul lavoro non può essere affidato esclusivamente alle ferie o a iniziative occasionali, ma deve diventare parte dell’organizzazione quotidiana delle aziende. È il messaggio di Hays Italia, che attraverso Alessio Campi, People & Culture Director, richiama l’attenzione su carichi di lavoro, disponibilità fuori orario, straordinari e difficoltà di disconnessione che interessano una quota significativa dei lavoratori italiani.
Secondo i dati riportati da Hays, il 32,5% dei dipendenti in Italia dichiara che gli viene richiesto spesso o sempre di essere disponibile anche oltre il normale orario lavorativo. Inoltre, il 52,2% svolge almeno un’ora di straordinario alla settimana e il 48,5% afferma che questo impegno aggiuntivo non viene riconosciuto.
Alessio Campi: il benessere si costruisce ogni giorno
Per Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia, il cosiddetto disagio da rientro evidenzia un problema che va oltre il semplice ritorno dalle vacanze.
Il benessere delle persone dipende infatti da numerosi elementi quotidiani, tra cui organizzazione del lavoro, gestione dei gruppi, autonomia, flessibilità e sostenibilità dei carichi.
Quando questi fattori vengono meno, una pausa di pochi giorni può non essere sufficiente a compensare la fatica accumulata. Il disagio tradizionalmente associato alla fine delle ferie estive può quindi manifestarsi in diversi momenti dell’anno.
Il problema può iniziare prima delle vacanze
A spiegare il meccanismo è anche Isabel Aranda, Dottoressa in Psicologia ed esperta di Psicologia del lavoro. Secondo Aranda, il rientro diventa particolarmente impegnativo quando le ferie non riescono a ricostituire risorse psicologiche già compromesse prima della pausa.
Durante le vacanze aumentano generalmente autonomia, possibilità di riposare e controllo sul proprio tempo. Il ritorno a un ambiente caratterizzato da richieste elevate, interruzioni frequenti o risorse insufficienti può quindi essere percepito come un improvviso aumento dello sforzo necessario.
Il modello delle richieste e delle risorse lavorative evidenzia come il livello di energia al rientro dipenda anche dalla fatica accumulata precedentemente, dal bisogno di recupero e dal sostegno percepito all’interno dell’organizzazione.
I segnali di un affaticamento persistente
Una certa difficoltà durante le prime ore o i primi giorni successivi al rientro può essere normale. Il quadro cambia quando determinate sensazioni diventano ricorrenti e persistenti.
Tra i segnali indicati figurano stanchezza persistente che non migliora con il riposo, apatia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, calo delle prestazioni e pensieri ricorrenti legati alla possibilità di lasciare il proprio impiego.
Per le aziende, individuare e prevenire queste condizioni assume un’importanza crescente anche nella gestione e nella capacità di trattenere le persone.
Il 44% dei professionisti valuta di cambiare azienda
Secondo la Salary Guide 2026 di Hays Italia, il 32% delle aziende considera la prevenzione dell’esaurimento lavorativo una delle principali leve per la retention dei talenti.
Parallelamente, oltre il 44% dei professionisti dichiara di essere disposto a cambiare azienda nei successivi dodici mesi.
In un mercato nel quale attrarre e trattenere competenze diventa sempre più complesso, Hays Italia considera quindi il benessere una componente strategica della gestione delle persone.
Per Alessio Campi, non si tratta semplicemente di aumentare iniziative e agevolazioni, ma di intervenire sulle modalità concrete attraverso le quali vengono organizzate le attività e guidati i gruppi.
Disponibilità fuori orario e straordinari
Un altro elemento significativo riguarda la difficoltà di separare vita professionale e privata. Il 32,5% dei dipendenti afferma che gli viene richiesta spesso o sempre una disponibilità oltre l’orario previsto.
A questo si aggiunge il ricorso allo straordinario: il 52,2% dichiara di lavorare almeno un’ora in più alla settimana e quasi la metà, il 48,5%, sostiene che questo impegno non venga riconosciuto.
Iperconnessione, pressione sui risultati, trasformazioni aziendali e confini meno definiti tra vita personale e professionale possono rendere più difficile il recupero.
Dalla disconnessione al recupero delle risorse
Secondo Isabel Aranda, la presenza costante del lavoro attraverso dispositivi digitali rende più complesso staccare completamente. Anche senza rispondere a messaggi o comunicazioni professionali, infatti, possono continuare pensieri relativi a problemi, riunioni, scadenze e attività future.
Per questo motivo, l’attenzione si sta spostando dalla semplice disconnessione al recupero delle risorse fisiche, cognitive ed emotive.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono agende frammentate, riunioni frequenti, attività simultanee, priorità in continuo cambiamento e disponibilità quasi permanente. Dal punto di vista della psicologia del lavoro, recuperare significa quindi anche riuscire a prendere una reale distanza mentale dall’attività professionale.
La sfida per le aziende
Per Hays Italia, le organizzazioni hanno la possibilità di intervenire preventivamente attraverso una leadership attenta, carichi sostenibili, autonomia, flessibilità e spazi effettivi di recupero.
Secondo Alessio Campi, le ferie possono ridurre temporaneamente la stanchezza, ma non correggere un modello organizzativo che produce affaticamento in maniera continuativa.
La sfida per aziende e responsabili delle persone diventa quindi costruire condizioni nelle quali aspettative realistiche, ascolto e autonomia possano sostenere nel tempo motivazione, coinvolgimento e capacità di trattenere i professionisti.