Da Wall Street alla City, le borse scommettono sul trading notturno

London Stock Exchange annuncerà nella prima metà del 2027 il lancio di una piattaforma di trading notturno denominata LSE 24, che opererà in modo separato rispetto al mercato principale della Borsa di Londra e, nella fase iniziale, consentirà l’accesso soprattutto a prodotti a replica come gli ETP.

Julia Hoggett ha dichiarato:

“Nel tempo prevediamo di estendere l’offerta anche ad altre tipologie di titoli; è possibile immaginare che, in prospettiva, alcuni degli stessi strumenti negoziati sul mercato principale possano essere trattati anche su LSE 24.”

Operazioni analoghe erano già state avviate lo scorso ottobre dal New York Stock Exchange — con il via libera della SEC a febbraio — mentre il Nasdaq ha manifestato l’intenzione di estendere il trading fino a 23 ore nei giorni feriali. Questi sviluppi segnano una tendenza globale verso piattaforme più lunghe e continue.

Il cambiamento d’epoca

Giovanni Andrea Incarnato, Global Financial Services Business Consulting Leader di EY, ha dichiarato:

“È una risposta strategica alla pressione competitiva esercitata da piattaforme crypto e broker digitali che da tempo offrono accesso continuativo ai mercati, tokenizzazione di azioni ed ETF, e minacciano di disintermediare i flussi retail verso infrastrutture operative 24 ore su 24. Abilitando il trading algoritmico e agentico in una nicchia finora non esplorata, si crea una novità strutturale che può rappresentare la base per modelli futuri disruptive.”

Secondo Incarnato, tra i destinatari di questa strategia ci sono investitori retail più giovani, abituati a interfacce digitali sempre attive e a logiche crypto-native, ma anche soggetti istituzionali e investitori cross-border che richiedono reattività su fusi orari diversi e accesso alla liquidità fuori dagli orari tradizionali. Inoltre, l’emergere del cosiddetto trading agentico apre la strada a sistemi basati su AI che operano con minima supervisione umana e necessitano di venue always-on.

Questa trasformazione implica altre considerazioni strategiche: le borse tradizionali cercano di preservare la loro rilevanza competitiva, difendendo la loro funzione di mercato primario fronte all’espansione di infrastrutture alternative e alla crescita di operatori non regolamentati che attraggono flussi retail.

I riflessi sui mercati

Incarnato ha spiegato:

“L’estensione degli orari di negoziazione ha un effetto duplice: amplia la superficie di trading catturando flussi oggi dispersi su venue alternative, ma comporta anche il rischio di frammentazione della liquidità e una maggiore volatilità. A monte ci sono questioni operative come la gestione delle corporate action e del settlement in ciclo continuo, e il profilo comportamentale di un investitore retail meno strutturato, esposto a decisioni impulsive su notizie notturne.”

Se la pratica dovesse generalizzarsi, il mercato potrebbe avviarsi verso una convergenza tra finanza tradizionale e infrastrutture crypto-native, con mercati più globali, automatizzati e sempre più rapidi. In questo scenario, gli agenti basati su AI potrebbero diventare partecipanti di primo piano, con impatti concreti su liquidità, formazione dei prezzi e governance delle piattaforme.

Per gli operatori e i regolatori europei la sfida consiste nel bilanciare innovazione e stabilità: allungare le sessioni di trading richiede adeguamenti nei sistemi di sorveglianza, nelle procedure di compensazione e regolamento e in regole che proteggano gli investitori meno esperti. Per le borse europee, tra cui quelle italiane, la competizione sulle finestre orarie si traduce anche in pressioni per allineare infrastrutture e servizi transfrontalieri.

Dal punto di vista degli investitori italiani, l’estensione dell’orario di negoziazione apre opportunità di accesso alla liquidità su fusi esterni e di gestione più dinamica del rischio, ma richiede anche maggiore consapevolezza sui costi di trading fuori orario, sulle possibili variazioni di spread e sul funzionamento delle regole di mercato in fasce orarie estese.

In sintesi

  • L’apertura di sessioni notturne come LSE 24 potrebbe riallocare volumi verso mercati always-on, aumentando la concorrenza tra exchange e piattaforme digitali; gli investitori italiani devono valutare la qualità della liquidità oltre alla semplice disponibilità di orari estesi.
  • Per gli investitori istituzionali e i market maker, trading continuo significa necessità di adattare modelli di rischio, strategie di copertura e infrastrutture tecnologiche per operare su orari globali senza interrompere il settlement.
  • Gli scenari di convergenza tra mercati tradizionali e crypto-native richiedono interventi regolamentari mirati in Europa per mantenere la trasparenza, la governance delle piattaforme e la protezione del risparmio retail.
  • Dal punto di vista degli asset manager e dei risparmiatori, l’allungamento degli orari impone attenzione sui costi reali del trading notturno e sulla predisposizione di strumenti educativi per evitare comportamenti impulsivi dettati da notizie fuori orario.


Author: Tony
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