Commissione europea multa AliExpress con 550 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act
- 20 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
La Commissione europea ha inflitto una sanzione di 550 milioni di euro ad AliExpress per la violazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA) in materia di prevenzione e gestione dei rischi legati alla vendita di prodotti illegali, contraffatti o pericolosi sulla piattaforma di e-commerce.
Secondo Bruxelles, l’azienda non ha adottato misure adeguate per individuare, limitare e rimuovere tempestivamente contenuti e prodotti non conformi, né ha valutato correttamente i rischi derivanti dai propri sistemi di raccomandazione e pubblicità. Oltre alla sanzione economica, la Commissione europea ha ordinato alla piattaforma di adottare le misure necessarie per conformarsi pienamente alla normativa.
Le violazioni contestate ad AliExpress
L’indagine della Commissione europea ha evidenziato diverse carenze nell’applicazione degli obblighi previsti dal DSA.
Secondo Bruxelles, AliExpress non ha valutato correttamente se disponesse di personale sufficiente per monitorare e verificare i prodotti potenzialmente illegali presenti sulla piattaforma. Inoltre, avrebbe sovrastimato l’efficacia dei propri sistemi di individuazione e rimozione dei prodotti non conformi.
La Commissione ha anche rilevato che l’azienda non ha analizzato in modo adeguato l’impatto dei sistemi di raccomandazione e pubblicità, che in numerosi casi continuavano a promuovere prodotti illegali prima della loro effettiva rimozione.
Prodotti contraffatti e controlli insufficienti
Tra le principali criticità individuate figurano le carenze del sistema di rilevamento dei prodotti illegali.
Secondo la Commissione europea, sulla piattaforma continuavano a essere disponibili prodotti contraffatti, giocattoli pericolosi, cosmetici nocivi e altri articoli non conformi, che in molti casi rimanevano online per diverse settimane anche dopo essere stati individuati.
Bruxelles contesta inoltre la mancata applicazione efficace delle sanzioni nei confronti dei venditori responsabili di violazioni. Nonostante le penalizzazioni previste dalle politiche interne della piattaforma, diversi negozi avrebbero continuato a operare e a commercializzare prodotti illegali.
Un’ulteriore criticità riguarda la classificazione dei prodotti: secondo la Commissione, alcuni venditori riuscivano ad aggirare i controlli inserendo gli articoli in categorie diverse da quelle corrette, beneficiando così di procedure di verifica meno rigorose. Anche in questo caso, la piattaforma non avrebbe destinato risorse sufficienti per intercettare tali comportamenti prima della pubblicazione degli annunci.
Il percorso verso la conformità
In base alle procedure previste dal Digital Services Act, AliExpress dovrà presentare entro il 20 ottobre 2026 un piano d’azione per adeguarsi alle prescrizioni della Commissione europea.
Successivamente, il Comitato europeo per i servizi digitali (EBSD) disporrà di un mese per esprimere il proprio parere sul piano presentato. La Commissione europea avrà quindi un ulteriore mese per adottare la decisione finale e stabilire il termine entro cui la piattaforma dovrà completare gli interventi richiesti.
Il mancato rispetto delle misure di conformità potrà comportare l’applicazione di ulteriori sanzioni periodiche.
Le dichiarazioni di Henna Virkkunen
Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva della Commissione europea per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha affermato che la diffusione di prodotti contraffatti e pericolosi non rappresenta una conseguenza inevitabile del commercio elettronico, ma una violazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act.
Virkkunen ha sottolineato che le dimensioni di una piattaforma non possono giustificare il mancato rispetto delle regole europee e che i rischi devono essere individuati e affrontati in modo sistematico, affinché i consumatori possano effettuare acquisti online in condizioni di sicurezza.
Il DSA rafforza i controlli sulle grandi piattaforme digitali
La decisione della Commissione europea conferma il ruolo centrale del Digital Services Act nel rafforzare gli obblighi di responsabilità delle grandi piattaforme online.
La normativa impone ai principali operatori digitali di valutare e mitigare i rischi sistemici derivanti dai propri servizi, adottando misure efficaci per contrastare la diffusione di contenuti e prodotti illegali e garantire una maggiore tutela dei consumatori all’interno del mercato digitale europeo.