A2A punta sui data center: alleanza con la big Usa Equinix per Milano

A2A entra in modo concreto nel settore dei data center con un progetto di larga scala finalizzato al recupero del calore residuo prodotto dalle infrastrutture digitali e alla sua integrazione nella rete di teleriscaldamento della città di Milano. L’iniziativa segue l’annuncio, dello scorso novembre, di investimenti per 1,6 miliardi nel piano al 2035 e arriva dopo un progetto pilota già sperimentato a Brescia.

Il calore dei data center per Milano

Il progetto, realizzato in collaborazione con Equinix, punta a trasformare il calore generato dai server ospitati nel campus di Settimo Milanese in una risorsa utile per l’area metropolitana. Sul sito verrà realizzato un Energy Center dotato di quattro pompe di calore di grande potenza (capacità complessiva di 72 MW), due serbatoi di accumulo termico con una capacità totale di 6.000 metri cubi e l’infrastruttura per il trasporto dell’energia termica verso la rete urbana.

A regime, l’impianto consentirà il recupero di circa 225 GWh/anno di energia termica, incrementando di quasi il 20% il calore distribuito dal Gruppo A2A attraverso la propria rete di teleriscaldamento a Milano. La capacità termica recuperata potrà soddisfare il fabbisogno di riscaldamento di oltre 21.000 abitazioni e contribuire alla riduzione delle emissioni, con un risparmio stimato superiore a 345.000 tonnellate di CO₂, un impatto ambientale paragonabile all’assorbimento di circa 220.000 alberi.

Parallelamente, A2A estenderà la propria rete di teleriscaldamento per distribuire il calore recuperato su un’area metropolitana più ampia, includendo luoghi simbolo come il Duomo e Palazzo Reale, già serviti dal teleriscaldamento del Gruppo.

Chi sono i partner e perché conta

Il partenariato vede A2A, come soggetto abilitante e partner energetico — con competenze nella gestione delle reti elettriche e di teleriscaldamento — e Equinix, una società quotata al Nasdaq e attiva a livello globale nelle infrastrutture digitali, fornire il calore residuo da convertire in flussi utili per la città. Si tratta di un modello in cui l’operatore delle infrastrutture digitali e il fornitore di servizi energetici cooperano per valorizzare un sottoprodotto che tradizionalmente viene disperso.

Questo approccio rientra nelle pratiche di economia circolare applicate alle infrastrutture digitali e rappresenta una risposta alla crescente domanda di capacità di calcolo, che comporta consumi energetici significativi. Integrare il recupero termico nei piani di sviluppo dei data center può diventare uno standard per conciliare espansione digitale e obiettivi di decarbonizzazione.

Impatto economico e opportunità di mercato

Per le multi-utility il recupero del calore dai data center apre nuove linee di business e fonti di ricavo ricorrenti, rendendo più resilienti i modelli tariffari di breve termine. Per gli investitori, progetti di questo tipo possono tradursi in flussi di cassa stabili legati a contratti di lungo periodo con operatori digitali e amministrazioni pubbliche.

Dal punto di vista più ampio, l’iniziativa può ridurre la dipendenza da combustibili fossili per il teleriscaldamento urbano, alleggerendo la bolletta energetica e contribuendo agli obiettivi nazionali ed europei di riduzione delle emissioni. Inoltre, la replicabilità del modello su altri poli urbani e campus digitali presenta opportunità per fornitori di tecnologie termiche, aziende di costruzione e operatori finanziari interessati a infrastrutture verdi.

Politicamente, progetti di questo tipo tendono a ricevere attenzione perché combinano sviluppo tecnologico e benefici ambientali locali; possono favorire sinergie tra soggetti privati e amministrazioni comunali e influenzare le future normative su efficienza energetica e recupero di calore.

Renato Mazzoncini ha dichiarato:

“I data center sono infrastrutture strategiche per la competitività del Paese e la loro espansione richiede soluzioni che mettano insieme innovazione, efficienza e sostenibilità. Il recupero del calore è una leva chiave per valorizzare questi hub digitali e per accelerare la decarbonizzazione delle città. La collaborazione con Equinix si inserisce nella strategia di A2A per sviluppare un ecosistema integrato di energia, infrastrutture e innovazione, generando valore economico, ambientale e sociale per i territori.”

Tempistiche e prospettive operative

Il progetto segue il collaudo del pilot a Brescia e ora scala la soluzione su un impianto di dimensioni maggiori. La realizzazione dell’Energy Center, degli accumuli termici e delle opere di collegamento alla rete richiederà fasi autorizzative e di costruzione che possono estendersi su più anni; tuttavia, la tecnologia impiegata è consolidata e il modello è replicabile in diversi contesti urbani e industriali.

Se confermato e ampliato, questo tipo di intervento può fungere da catalizzatore per altri investimenti nelle infrastrutture di teleriscaldamento e per nuove partnership tra operatori energetici e hyperscaler digitali, accelerando la diffusione di soluzioni che integrano produzione IT e servizi urbani sostenibili.

In sintesi

  • Il recupero del calore dai data center rappresenta una nuova fonte di valore per le multi-utility, potenzialmente capace di diversificare i ricavi e migliorare la resilienza dei flussi contrattuali a lungo termine.
  • Per gli investitori infrastrutturali, progetti di integrazione energia-digitale possono offrire ritorni stabili e opportunità di sviluppo in un segmento strategico legato alla transizione energetica.
  • L’adozione su scala urbana riduce la dipendenza dai combustibili fossili per il riscaldamento, con benefici distributivi per le amministrazioni locali e potenziali risparmi per i cittadini.
  • La replicabilità del modello in altre città italiane crea uno spazio di mercato per tecnologie di accumulo termico, pompe di calore industriali e servizi di connettività tra sistemi energetici e infrastrutture digitali.


Author: Tony
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