Marina Calderone: impennata dei lavoratori nei programmi di prevenzione dei rischi
- 30 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Editoriale
La Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha illustrato alla Camera lo stato di avanzamento delle politiche dedicate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenziando i risultati conseguiti negli ultimi anni nella prevenzione e nella riduzione dell’incidenza degli infortuni mortali.
Nel corso delle comunicazioni istituzionali la Ministra ha rimarcato che il rafforzamento delle misure preventive è al centro della strategia del Governo per aumentare la tutela dei lavoratori e promuovere ambienti professionali più sicuri e resilienti.
Cresce il numero dei lavoratori coinvolti nella prevenzione
Secondo quanto illustrato da Marina Calderone, rispetto a dicembre 2022 si è registrato un significativo aumento delle persone inserite in percorsi di prevenzione dei rischi, frutto di misure normative, campagne informative e iniziative di formazione rivolte alle imprese.
La Ministra ha precisato che, nell’arco di circa quattro anni, il numero dei lavoratori coinvolti in regimi di prevenzione è cresciuto di oltre un milione di unità, a testimonianza dell’ampliamento dell’offerta formativa, dei controlli e degli interventi di sensibilizzazione rivolti alle aziende di tutte le dimensioni.
Questo ampliamento delle attività preventive è concepito come uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di incidenti e per favorire una diffusione più capillare della cultura della sicurezza tra datori di lavoro e lavoratori.
In calo l’incidenza degli infortuni mortali
Nel suo intervento la Ministra ha richiamato l’attenzione sull’andamento degli infortuni mortali sul lavoro, sottolineando una tendenza alla diminuzione del tasso calcolato su 100.000 lavoratori dipendenti, indicatore comunemente utilizzato per valutare l’efficacia delle politiche di prevenzione.
Pur riconoscendo il miglioramento, Marina Calderone ha evidenziato la necessità di consolidare i risultati attraverso azioni continue: potenziamento dei controlli ispettivi, investimenti in formazione e innovazione dei processi produttivi e rafforzamento della collaborazione tra Governo, imprese e parti sociali.
Strumenti come il monitoraggio dei dati, la condivisione delle migliori pratiche e il supporto tecnico agli operatori dei settori più a rischio restano elementi chiave per mantenere la traiettoria positiva e prevenire ricadute.
Tra i soggetti citati nell’ambito delle attività di monitoraggio e prevenzione figurano enti tecnici come INAIL e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la cui azione combinata di statistica, prevenzione e vigilanza contribuisce a rendere più efficaci le politiche pubbliche per la sicurezza.
La sicurezza resta una priorità
Le comunicazioni alla Camera s’inquadrano in un percorso di monitoraggio continuo delle politiche per la sicurezza sul lavoro: la materia rimane una priorità condivisa tra istituzioni, imprese e rappresentanze sindacali, con implicazioni operative e finanziarie per l’intero sistema produttivo.
Per le imprese, in particolare per le piccole e medie aziende, la maggiore attenzione alla prevenzione comporta investimenti in formazione, sistemi di gestione della sicurezza e tecnologie per il controllo dei rischi. Tali investimenti, oltre a ridurre i costi diretti degli infortuni, possono abbassare le spese assicurative e migliorare la produttività.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il mantenimento e l’intensificazione delle attività di formazione, dei controlli e degli incentivi alla sicurezza rappresentano leve per sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale e per contenere l’impatto economico degli incidenti sul lavoro.
La collaborazione tra settore pubblico e privato, così come il sostegno a soluzioni tecnologiche e servizi specialistici per la prevenzione, costituiscono ambiti di intervento prioritari per tradurre i progressi statistici in miglioramenti strutturali e duraturi.
In sintesi
- Il rafforzamento della prevenzione e la riduzione degli infortuni mortali possono tradursi in minori costi operativi e assicurativi per le imprese, migliorando la marginalità delle PMI italiane e la loro capacità di investimento.
- Migliori indicatori di sicurezza possono incidere positivamente sulla percezione del rischio paese e settoriale da parte degli investitori istituzionali, aumentando l’attrattività per capitali orientati a criteri ESG.
- La domanda di servizi di formazione, consulenza e tecnologie per la sicurezza è destinata a crescere: ciò rappresenta un’opportunità per imprese innovative e fornitori di soluzioni digitali nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.
- Continuare a investire in prevenzione può tradursi in benefici macroeconomici, riducendo assenze dal lavoro e perdite di produttività, con effetti positivi sul potenziale di crescita dell’economia italiana.