Regione Liguria lancia la prima Scuola dei mestieri del mare in Italia: Marco Bucci punta sulla Blue Economy

La Regione Liguria compie un passo innovativo nel settore della formazione professionale con l’avvio della prima Scuola dei mestieri del mare in Italia. A partire dal prossimo anno scolastico, i giovani in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado potranno accedere a un nuovo percorso formativo dedicato alle professioni della Blue Economy, uno dei comparti strategici per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio.

I primi corsi saranno ospitati presso l’Istituto Nautico San Giorgio di Genova e permetteranno agli studenti di costruire un percorso formativo continuo fino all’alta specializzazione tecnica.

Due nuovi percorsi per la logistica e la nautica

L’offerta iniziale della nuova Scuola dei mestieri del mare prevede due filiere tecnologico-professionali con formula 4+2, dedicate a settori chiave dell’economia marittima.

I percorsi consentiranno di conseguire i titoli di Tecnico superiore per la logistica e il trasporto intermodale, trasporti e logistica e di Tecnico superiore per l’efficientamento, la produzione e la manutenzione di mezzi di trasporto nautico.

Al termine del ciclo formativo, gli studenti potranno proseguire gli studi presso l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, accedendo così ai livelli di istruzione superiore e alle opportunità professionali offerte dal comparto marittimo.

Marco Bucci: prima esperienza di questo tipo in Italia

“La Liguria è la prima in Italia a istituire una scuola in risposta alla sempre crescente domanda di professioni legate al mare e alla cosiddetta Blue Economy”, ha dichiarato Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria (in foto).

Le nuove filiere formative sono state sviluppate grazie alla collaborazione tra l’Istituto Nautico San Giorgio, la Fondazione CIF, il Villaggio del Ragazzo e la Fondazione ITS Accademia Italiana della Marina Mercantile.

L’obiettivo è garantire continuità formativa e favorire lo sviluppo di competenze tecniche avanzate richieste dal mercato del lavoro.

Una futura sede dedicata alla Scuola dei mestieri del mare

Il progetto guarda già oltre la fase di avvio.

La Regione prevede infatti la realizzazione di una sede specifica destinata a ospitare la Scuola dei mestieri del mare, creando un polo formativo dedicato alle professioni marittime.

“Per arrivare a questo risultato abbiamo bisogno dell’autorizzazione del Ministero dell’Istruzione, da cui per il momento è arrivata l’autorizzazione ai due nuovi corsi”, ha aggiunto Marco Bucci.

Al via anche i corsi professionali triennali del mare

Accanto ai nuovi percorsi quadriennali partiranno anche i bandi dedicati ai corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), rivolti a chi desidera acquisire competenze operative e professionali direttamente spendibili nel mercato del lavoro.

Tra i percorsi disponibili figurano:

  • Operatore dei servizi e sistemi logistici;
  • Operatore ai servizi di promozione e accoglienza;
  • Operatore del legno;
  • Operatore meccanico;
  • Operatore di impianti termoidraulici;
  • Operatore del montaggio e della manutenzione di imbarcazioni da diporto.

Questi corsi hanno una durata triennale e sono orientati all’inserimento professionale diretto.

“Progressivamente i due percorsi si uniranno, ma per il momento da settembre procederanno seguendo due linee parallele. Sui corsi professionali triennali del mare investiamo cinque dei 23 milioni complessivi, in cui rientrano altri settori”, ha spiegato Bucci.

Nasce il tavolo ForMare per monitorare i fabbisogni del settore

A supporto del progetto è stato istituito ForMare, tavolo permanente dedicato all’analisi dei fabbisogni occupazionali e formativi del comparto marittimo, portuale e logistico.

L’iniziativa coinvolge istituzioni, imprese, associazioni di categoria e sistema formativo con l’obiettivo di individuare le competenze maggiormente richieste dal mercato e progettare percorsi sempre più aderenti alle esigenze delle aziende.

“In questo modo la Regione si è dotata di uno strumento permanente di confronto con imprese, associazioni di categoria e sistema formativo per analizzare i fabbisogni professionali emergenti, ridurre il divario domanda-offerta di competenze e progettare percorsi sempre più aderenti alle esigenze del mercato”, ha dichiarato Simona Ferro, Vicepresidente e Assessora alla Formazione della Regione Liguria.

Cresce la richiesta di professionisti del mare

Le analisi svolte dal tavolo ForMare hanno evidenziato una crescente domanda di figure professionali legate alla logistica, alla portualità, alla nautica e ai trasporti.

“Dal confronto è emersa una forte richiesta di professionalità diverse, con percorsi formativi che variano da pochi mesi a diversi anni, soprattutto nelle aree di Genova e La Spezia”, ha spiegato Sandro Scarrone, Referente del Progetto Scuola Professioni del Mare.

Un modello destinato a estendersi in tutta la Liguria

La nuova struttura rappresenta soltanto il primo passo di un progetto più ampio.

La Regione prevede infatti di sviluppare nel tempo ulteriori Scuole dei mestieri del mare nelle altre province liguri, creando una rete territoriale dedicata alla formazione delle professionalità richieste dalla Blue Economy.

“Prevediamo che ognuna delle province liguri istituisca la sua Scuola dei mestieri del mare. Quella di Genova è solo la prima”, ha concluso Marco Bucci.