Bitcoin e Ether: gli etf hanno perso 111 milioni di dollari mentre svanivano le speranze di tagli ai tassi
- 18 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
ETF spot su Bitcoin e Ether negli USA sono tornati a registrare deflussi nella giornata di mercoledì, segnale che il rimbalzo rialzista ha perso il suo supporto da parte degli investitori istituzionali.
I dati di SoSoValue indicano che i flussi netti hanno visto uscite di circa 82 milioni di dollari dai fondi Bitcoin e 29 milioni di dollari dai fondi Ether. Tra i singoli veicoli, il fondo IBIT di BlackRock ha registrato un deflusso di circa 31 milioni di dollari, mentre ARKB è sceso di circa 44 milioni; tutti i fondi Ether hanno chiuso la giornata in territorio negativo.
Decisione della Federal Reserve e prospettive di politica monetaria
Il fattore scatenante è stata la riunione della Federal Reserve: sotto la presidenza di Kevin Warsh, il comitato ha mantenuto il tasso di riferimento nella fascia 3,50%-3,75% come atteso, ma le proiezioni macro hanno assunto un tono più restrittivo rispetto a marzo.
Le mediane delle stime ora collocano il tasso politico di fine 2026 intorno al 3,8%, rispetto al 3,4% indicato a marzo, e nove membri su diciotto hanno segnalato la possibilità di un rialzo già nel corso dell’anno. Gli operatori hanno valutato le probabilità di un aumento dei tassi già a ottobre attorno al 60%: l’aspettativa di tagli che aveva alimentato il recupero è quindi venuta meno.
Reazione dei mercati crypto
La frenata dei flussi si è riflessa nella dinamica dei prezzi. La capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute è rimasta stabile intorno ai 2,26 trilioni di dollari dalla chiusura di martedì, mentre Bitcoin si è attestato intorno a 63.800 dollari, un livello intermedio rispetto alla salita accumulata negli ultimi undici giorni, secondo i dati di CoinDesk.
In termini di contesto macro, il recente rimbalzo era stato favorito da un miglioramento del quadro geopolitico che aveva allentato i timori inflazionistici; tuttavia, l’orientamento più aggressivo della Federal Reserve ha sostituito le scommesse sui tagli, riducendo l’appetito per gli asset rischiosi come le criptovalute.
Implicazioni per gli investitori istituzionali e retail
La cessazione del flusso positivo dagli ETF mette in evidenza quanto l’interesse istituzionale sia diventato un motore cruciale per i prezzi: senza acquisti regolari da parte di grandi gestori, la liquidità può ridursi e la volatilità aumentare. Per gli investitori professionali ciò comporta una rivalutazione delle strategie di esecuzione e di gestione della liquidità.
Dal punto di vista di un pubblico italiano, l’inversione nelle attese sui tassi negli USA può tradursi in ripercussioni sui rendimenti obbligazionari globali e sulla forza del dollaro, elementi che incidono indirettamente sul valore delle attività in euro e sulla correlazione tra mercati azionari e crypto. La finestra di attenzione si sposta ora sulle probabilità di rialzo di ottobre e sulla capacità degli ETF di ritornare ad essere un canale di domanda stabile.
Fattori da monitorare nelle prossime settimane
Gli elementi chiave da osservare includono l’evoluzione delle aspettative sui tassi, i dati sull’inflazione e sull’occupazione negli USA, e la resilienza dei flussi verso gli ETF spot. Un ritorno della domanda istituzionale sarebbe necessario per sostenere livelli di prezzo più elevati, mentre ulteriori segnali di stretta monetaria potrebbero amplificare movimenti correttivi.
In sintesi
- La riduzione dei flussi dagli ETF porta a una minore profondità di mercato, aumentando il rischio di movimenti bruschi e i costi di esecuzione per chi opera su posizioni rilevanti.
- Una Federal Reserve più hawkish tende a innalzare i rendimenti obbligazionari e il dollaro; per gli investitori italiani ciò può significare maggiore pressione sugli asset rischiosi e un aumento della correlazione negativa con il mercato azionario locale.
- Il ruolo degli ETF come canale istituzionale resta determinante: finché non torneranno flussi stabili, le criptovalute potrebbero rimanere soggette a sfasamenti legati a notizie macro e politica monetaria.