Affitti per studenti, le stanze costano il 6,2% in meno ma l’Italia viaggia a due velocità
- 12 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Editoriale
Dopo anni di rincorsa dei canoni, il mercato italiano delle stanze in affitto mostra un primo segnale di inversione. A livello nazionale il costo medio mensile di una singola è diminuito del 6,2% rispetto a dodici mesi prima, ma dietro questo dato convivono realtà molto diverse: Milano e Bologna arretrano, mentre città come Pescara, Trieste, Palermo e Bari continuano a registrare aumenti consistenti.
La fotografia arriva dall’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, che analizza uno dei mercati più importanti per studenti universitari e fuorisede.
La domanda rallenta e i canoni iniziano a reagire
Il cambiamento più significativo riguarda la domanda. I contatti medi ricevuti da ciascun annuncio sono diminuiti del 19,8%, mentre il numero complessivo dei contatti registra una contrazione vicina al 22%.
Il ridimensionamento dell’interesse contribuisce a spiegare il calo dei prezzi su scala nazionale e segnala un progressivo riequilibrio dopo una lunga fase caratterizzata da una forte pressione sugli alloggi disponibili.
Il quadro, tuttavia, resta fortemente territoriale: nelle città dove la domanda continua a essere sostenuta, i canoni mantengono una traiettoria crescente.
Milano resta la più cara, Roma continua a salire
Milano conserva il primato della città italiana più costosa per chi cerca una stanza singola. Il canone medio è di 704 euro al mese, nonostante una diminuzione annua vicina al 4%.
Nel capoluogo lombardo il Centro raggiunge gli 823 euro mensili, seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero con 812 euro e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova con 807 euro. La zona meno cara tra quelle considerate è Ponte Lambro-Santa Giulia, con 571 euro.
La situazione è differente a Roma, dove il prezzo medio sale del 7% e raggiunge 615 euro al mese. La crescita avviene nonostante una contrazione superiore al 30% della domanda e dei contatti complessivi.
Nel Centro Storico della Capitale una stanza costa mediamente 733 euro, mentre Parioli-Flaminio arriva a 730 euro. Particolarmente marcata la crescita nell’area Corso Francia-Vigna Clara-Fleming-Ponte Milvio, dove il canone raggiunge 724 euro dopo un incremento del 31,4%.
Da Pescara a Genova, dove gli affitti corrono ancora
La diminuzione nazionale non significa quindi che il caro-stanze sia terminato. Pescara registra l’incremento più marcato tra le città considerate: +28,6%, per un canone medio di 388 euro.
Seguono Trieste, con un aumento del 16,7%, Palermo con il 13,6%, Bari con il 12,2%, Genova con l’11,9%, Pisa con il 10,7% e Pavia con il 10,2%.
Particolare il caso di Genova, dove crescono contemporaneamente prezzi, disponibilità di stanze e interesse. Il canone medio raggiunge 408 euro, mentre l’offerta aumenta del 44,5% e i contatti complessivi del 10,4%. È uno dei segnali più evidenti di quanto le dinamiche locali possano discostarsi dalla tendenza nazionale.
Bologna arretra, Bergamo scala la classifica
Alle spalle di Milano si trova Firenze, con 627 euro al mese, mentre Roma occupa il terzo posto.
Bologna, dopo essere stata a lungo una delle piazze più difficili per i fuorisede, scende al quarto posto grazie a una contrazione del 7,5%, che porta il canone medio a 585 euro.
In direzione opposta si muove Bergamo: con un aumento dell’8,3% raggiunge 504 euro mensili e guadagna sei posizioni.
Seguono Padova, appena sotto i 500 euro, Torino con 479 euro, Brescia con 478, Verona con 473 e Venezia con 456 euro.
Deciso il ridimensionamento di Trento, dove i canoni diminuiscono del 18,3%, portando il prezzo medio a 444 euro.
Chieti resta la città più economica
All’estremo opposto della graduatoria, le città più accessibili rimangono sostanzialmente le stesse.
A Foggia il costo medio di una stanza è di 259 euro al mese, a Catanzaro si scende a 251 euro e Chieti, con 240 euro, risulta la più economica tra le città considerate.
La distanza con Milano è significativa: una stanza nel capoluogo lombardo costa mediamente quasi tre volte quanto una a Chieti, confermando quanto la geografia continui a incidere sul budget necessario a uno studente fuorisede.
Meno stanze in Italia, ma Venezia va in controtendenza
Un altro elemento riguarda l’offerta di stanze. Complessivamente gli annunci disponibili sono diminuiti di circa il 15% in un anno.
Anche in questo caso, però, la media nazionale nasconde differenze molto ampie. Venezia registra un aumento dell’offerta del 115,4%, Firenze del 95,2% e Ferrara del 72,7%.
Una maggiore disponibilità di alloggi tende a distribuire la domanda su un numero superiore di annunci, riducendo la pressione sulla singola proposta.
Il mercato italiano delle stanze entra così in una fase diversa rispetto agli anni dei rincari generalizzati. Il calo nazionale del 6,2% rappresenta un segnale importante per studenti e famiglie, ma non coincide con una diminuzione uniforme dei costi: tra città che rallentano e centri dove i prezzi continuano a crescere a doppia cifra, trovare una stanza resta una questione fortemente legata alla destinazione universitaria scelta.