Webidoo: l’intelligenza artificiale può aumentare produttività ed efficienza delle PMI fino al 30%, ma la digitalizzazione resta il principale ostacolo

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più importanti opportunità di crescita per le PMI italiane, con un potenziale di miglioramento della produttività e dell’efficienza che può raggiungere il 30%. Tuttavia, gran parte di questo valore resta ancora inutilizzato a causa di un livello di digitalizzazione non sufficientemente diffuso e integrato nei processi aziendali.

È quanto emerge dallo SME – AI Maturity Index 2026 (SME-AIMIX 2026), il nuovo studio realizzato da Webidoo Insight Lab, il centro di ricerca di Webidoo dedicato all’analisi della trasformazione digitale delle piccole e medie imprese in Italia e in Europa.

L’Italia resta sotto la media europea nell’adozione dell’AI

Lo studio misura il livello di maturità dell’intelligenza artificiale attraverso tre elementi fondamentali: adozione, diversificazione tecnologica e integrazione nei processi aziendali.

A livello europeo, il quadro evidenzia una crescita dell’utilizzo dell’AI, seppur con differenze significative tra i diversi Paesi. Lo score medio dell’Unione Europea raggiunge il 10,6%, mentre il 18,9% delle PMI europee utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale.

L’Italia si colloca al di sotto di questa media con uno score dell’8,5%. Nel 2025 il 15,7% delle PMI italiane ha adottato soluzioni di AI, ma il vero limite non riguarda soltanto l’adozione delle tecnologie, quanto la capacità di integrarle stabilmente nei processi operativi e trasformarle in strumenti concreti di crescita e competitività.

Marketing, amministrazione e innovazione guidano l’utilizzo

Le imprese che hanno introdotto l’intelligenza artificiale tendono a concentrarne l’utilizzo nelle aree dove i benefici risultano più immediati e facilmente misurabili.

Secondo il report, il 33,1% delle applicazioni riguarda le attività di marketing e vendite, il 25,7% interessa i processi amministrativi e il 20% è destinato alla ricerca e sviluppo.

I dati proprietari di Webidoo confermano questa tendenza: il 41% delle interazioni generate dall’AI si concentra nell’ambito amministrativo, il 31% nel marketing e il 20% nei processi di innovazione.

Questo scenario dimostra come molte imprese stiano iniziando a sfruttare l’intelligenza artificiale nelle funzioni dove il ritorno economico e organizzativo è più rapido, mentre ampie aree aziendali risultano ancora poco coinvolte nella trasformazione digitale.

Servizi digitali e professionali trainano la maturità tecnologica

Dal punto di vista settoriale, i livelli più elevati di maturità nell’utilizzo dell’AI si registrano nei comparti caratterizzati da una maggiore intensità di dati, contenuti e relazioni con il cliente.

A guidare la classifica sono informatica e servizi digitali con il 31,1%, seguiti dall’audiovisivo (27,1%), dall’editoria (21,1%), dai servizi professionali (20,7%) e dalle telecomunicazioni (19,8%).

Anche alcuni comparti industriali stanno mostrando segnali di crescita, tra cui elettronica e strumenti di precisione (14,5%) e macchinari (10,4%), sebbene con applicazioni ancora prevalentemente focalizzate sull’ottimizzazione operativa e sull’analisi dei dati.

Più indietro risultano invece settori come costruzioni (5,4%) e metallurgia (4,2%). Proprio questi comparti rappresentano però, secondo il report, le aree con il maggiore potenziale di miglioramento, grazie alla possibilità di ottenere incrementi di produttività ed efficienza fino al 30% attraverso una più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale.

Un Paese ancora diviso sul fronte della maturità digitale

Lo studio evidenzia anche una significativa frammentazione territoriale.

Il Nord-Ovest guida l’adozione dell’AI con il 18,6%, seguito dal Nord-Est (17,0%) e dal Centro (14,5%). Più contenuti risultano invece i livelli di utilizzo nel Sud e nelle Isole, che si attestano all’11,3%.

Una distribuzione che conferma come la trasformazione digitale delle PMI italiane proceda ancora a velocità differenti, lasciando ampi margini di sviluppo soprattutto nelle aree meno mature.

AI Agent e digitalizzazione: la nuova frontiera della competitività

Secondo Webidoo Insight Lab, il vero salto competitivo non dipenderà soltanto dall’adozione dell’intelligenza artificiale, ma dalla capacità delle imprese di integrarla in modo strutturale all’interno dell’organizzazione.

In questo percorso assumono un ruolo crescente gli AI Agent, strumenti capaci di automatizzare attività operative, accelerare i processi decisionali e liberare risorse da destinare ad attività a maggior valore aggiunto.

Tuttavia, il report evidenzia che queste tecnologie possono esprimere pienamente il proprio potenziale solo in presenza di una base digitale adeguata, caratterizzata da dati organizzati, processi tracciabili e strumenti interconnessi.

Le sfide da affrontare per accelerare l’adozione

Tra le imprese che non utilizzano ancora l’AI emergono ostacoli precisi. Il 58,6% segnala la carenza di competenze interne, il 47,3% evidenzia incertezze normative e il 45,2% individua criticità nella gestione dei dati aziendali. A questi elementi si aggiungono le preoccupazioni legate alla privacy e agli investimenti necessari.

«Lo SME-AIMIX 2026 ci dice una cosa molto chiara. L’AI può diventare un acceleratore enorme per le PMI italiane, ma non può correre da sola. Per sprigionare il suo vero potenziale serve una digitalizzazione di base più diffusa, più semplice e più vicina alla realtà quotidiana delle imprese. Gli AI Agent possono cambiare il modo in cui lavoriamo, ma funzionano davvero quando trovano processi, dati e strumenti pronti ad accoglierli. La priorità, oggi, è aiutare le PMI a trasformare la tecnologia in efficienza reale, crescita e competitività», dichiara Giovanni Farese, CEO di Webidoo Spa.

Con lo SME-AIMIX 2026, Webidoo Insight Lab conferma il proprio impegno nell’analizzare l’evoluzione della maturità digitale delle imprese, offrendo dati e indicazioni utili per accompagnare le PMI verso una trasformazione tecnologica sempre più concreta, inclusiva e orientata ai risultati.