Novotecna sviluppa l’allocazione virtuale del fotovoltaico mentre l’Italia raggiunge 3,1 GW nel semestre
- 12 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il fotovoltaico italiano continua ad aumentare la propria capacità installata, ma la composizione del mercato sta cambiando. Nel primo semestre del 2026 sono stati connessi 3.093 MW di nuova potenza, mentre il segmento residenziale mostra segnali di arretramento e la crescita si concentra maggiormente sugli impianti commerciali, industriali e utility scale.
È in questo scenario che si inserisce la proposta di Novotecna, PMI di Catanzaro certificata ESCo e costituita come Società Benefit, che punta su un modello di allocazione digitale della produzione fotovoltaica destinato anche a chi non può installare direttamente un impianto.
Il fotovoltaico italiano cambia struttura
Secondo le elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna aggiornati al 30 giugno 2026, la potenza fotovoltaica complessiva italiana ha raggiunto 46.606 MW, distribuiti su 2.255.654 impianti.
Parallelamente, i sistemi di accumulo elettrochimici sono arrivati a una capacità cumulata di 19.334 MWh.
Il secondo trimestre evidenzia chiaramente la trasformazione in corso: la nuova potenza connessa è aumentata del 15% rispetto al primo trimestre, passando da 1.439 a 1.654 MW, mentre il numero dei nuovi impianti è diminuito del 31%, da 50.513 a 38.660.
La crescita deriva soprattutto dai segmenti commerciale e industriale e dagli impianti utility scale. Il residenziale, al contrario, prosegue una fase di ridimensionamento che era già emersa nel primo trimestre, quando aveva registrato una flessione del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La sfida dell’obiettivo di 79 GW
Il ritmo delle nuove installazioni rimane inoltre inferiore a quello necessario per raggiungere l’obiettivo nazionale di 79 GW al 2030. Per centrare questo traguardo sarebbe necessario aggiungere ogni anno tra 6 e 7 GW di nuova potenza.
La trasformazione del mercato porta in primo piano anche un problema di accessibilità. Non tutte le famiglie e le imprese dispongono infatti di superfici idonee, autorizzazioni o condizioni immobiliari compatibili con l’installazione di un impianto.
Tra i soggetti potenzialmente esclusi dall’autoproduzione tradizionale figurano chi vive in condominio, gli inquilini, le attività collocate in edifici non adatti e chi risiede nei centri storici vincolati.
Novotecna e il modello dell’impianto remoto
Su questa platea punta Novotecna, che a fine marzo ha introdotto sul mercato un sistema basato sull’assegnazione all’utente di una quota della produzione generata da un impianto fotovoltaico remoto.
Secondo quanto spiegato da Antonio Procopio, CEO di Novotecna, società costituita insieme a Gennaro Palermo, General Manager, il modello è rivolto proprio a chi non può installare fisicamente un impianto nel proprio punto di consumo.
Il meccanismo prevede che una quota della produzione dell’impianto remoto venga attribuita all’utente e che il relativo controvalore sia riconosciuto in bolletta. L’azienda dichiara che il funzionamento si basa su un brevetto proprietario ed esclusivo.
Il sistema, secondo quanto illustrato dalla società, simula sia l’autoconsumo sia la cessione dell’eventuale energia prodotta in eccedenza.
Comproprietà e trasferibilità della produzione
Dal punto di vista operativo, Novotecna installa gli impianti sulle coperture di capannoni ottenuti in concessione e assegna agli utenti quote della relativa produzione.
Secondo Antonio Procopio, l’utente diventa comproprietario dell’impianto fisico situato in un luogo diverso dal proprio punto di prelievo. Di conseguenza, presso l’abitazione o l’attività del cliente non sarebbe necessario installare l’impianto fotovoltaico.
Tra gli elementi indicati come distintivi dalla società c’è la trasferibilità. La produzione viene collegata all’utenza e non all’immobile: in caso di trasferimento, secondo il modello illustrato dall’azienda, può quindi essere associata al nuovo punto di prelievo.
Gennaro Palermo, General Manager, collega questa caratteristica alla scalabilità della soluzione, indicando inoltre la possibilità di acquistare quote aggiuntive o integrare batterie virtuali in funzione dell’evoluzione delle esigenze dell’utente.
Fotovoltaico virtuale e mobilità elettrica
Il progetto guarda anche alla mobilità elettrica. L’energia prodotta in eccedenza può essere trasferita all’applicazione dedicata alla gestione delle colonnine di ricarica installate presso il punto di prelievo oppure utilizzate in roaming attraverso altri operatori.
La scelta di localizzare gli impianti prevalentemente nel Sud Italia viene collegata dalla società alle condizioni di irraggiamento, che consentono una maggiore produzione a parità di potenza.
I proprietari dei capannoni, a loro volta, ricevono quote di potenza in cambio della disponibilità delle superfici. Nel primo trimestre del 2026 la Calabria è risultata tra le regioni con la maggiore crescita della nuova potenza connessa, registrando un incremento del 44% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il rapporto con le comunità energetiche
Novotecna è inoltre promotrice di una fondazione impegnata nella gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio.
Secondo i dati GSE aggiornati alla fine del 2025, le CER italiane contavano 174,5 MW di capacità installata, attraverso 1.805 configurazioni operative e 18.263 membri.
La scelta di trasformarsi in Società Benefit, secondo Procopio, si collega anche a questa attività. L’azienda indica che ai soci delle comunità energetiche l’energia viene ceduta a costo industriale.
Le prospettive per Novotecna
Il progetto si trova ancora in una fase iniziale. Novotecna dichiara circa 250 kW attivati in meno di un mese e una struttura composta da una decina di addetti. L’obiettivo indicato è affiancare dal prossimo anno agenzie locali sul territorio nazionale.
La sfida principale sarà la capacità di scalare un modello che, al momento, rappresenta una quota molto ridotta rispetto agli oltre 3 GW installati in Italia nel solo primo semestre.
Un ulteriore elemento riguarda il quadro regolatorio. Il modello dell’allocazione virtuale descritto dall’azienda non dispone attualmente di un sistema normativo dedicato paragonabile a quello definito dal GSE per le configurazioni di autoconsumo diffuso.
La sua evoluzione dipenderà quindi anche dalla capacità di confrontarsi con strumenti già regolamentati e incentivati e dalla chiarezza del rapporto tra quota di produzione acquistata e beneficio effettivamente riconosciuto all’utente.