Proposte fiscali per le criptovalute ancora in alto mare mentre i legislatori della camera degli Stati Uniti sollevano dubbi

Un pacchetto di proposte di legge fiscali sui criptoasset potrebbe non essere ancora pronto per l’approvazione, secondo quanto emerso in un’audizione del House Ways and Means Committee, durante la quale sono emersi interrogativi significativi da parte dei legislatori che indicano l’assenza di un consenso bipartisan sulle norme che dovrebbero chiarire la tassazione delle plusvalenze su asset digitali.

Le bozze legislative più recenti mirano a ridurre gli oneri di compilazione fiscale per gli utenti e gli investitori di criptovalute; tuttavia, i deputati della Camera — in particolare i membri del partito democratico — hanno sollevato osservazioni puntuali sulle proposte durante l’audizione di martedì e alcuni esponenti chiave si sarebbero detti contrari anche prima della seduta. L’incontro rappresenta una fase preliminare di un iter che normalmente comprende revisioni e markup prima che i testi possano essere esaminati dall’intera Camera dei Rappresentanti.

Jason Smith ha dichiarato:

“La legislazione del comitato affronta lacune importanti nel codice fiscale, includendo la parità di trattamento fiscale con transazioni finanziarie tradizionali comparabili, chiarezza per le situazioni fiscali uniche agli asset digitali e la riduzione degli oneri amministrativi per proprietari e broker di asset digitali.”

Richard Neal ha dichiarato:

“Sono allineato con quell’obiettivo — eventualmente. C’è un sano scetticismo da entrambe le parti.”

Alla Camera, il confronto sui testi fiscali segue l’iter parallelo del Digital Asset Market Clarity Act che avanza lentamente al Senato e rappresenta l’iniziativa politica più rilevante del settore a Washington; le misure fiscali proposte sarebbero il secondo obiettivo prioritario. Secondo le norme correnti negli Stati Uniti, la tassazione delle plusvalenze sui digital asset resta complessa, soprattutto per chi ottiene ricompense tramite mining, staking o effettua un elevato numero di transazioni.

Dettagli delle proposte

Alcuni degli interventi previsti mirano a esentare dalla segnalazione fiscale le micro-transazioni con guadagni minimi, alleviando così gli oneri contabili per gli utenti e facilitando l’uso degli asset digitali per pagamenti di routine. Un altro provvedimento intende eliminare la doppia imposizione sui proventi derivanti dal mining e dallo staking, oggi tassati sia al momento del ricevimento sia in sede di vendita.

Jason Smith ha dichiarato:

“Se gli americani vogliono pagare con una stablecoin invece che con una carta di credito o contanti, dovrebbero poterlo fare senza una montagna di adempimenti fiscali.”

Critiche sui differimenti per mining e staking

Tra i testimoni all’audizione, Mike Kaercher, vicedirettore del Tax Law Center presso la NYU Law, ha sottolineato che alcune disposizioni potrebbero creare distorsioni. In particolare, ha sollevato obiezioni rispetto alla possibilità offerta a chi estrae o mette in staking di optare per il differimento dell’imposizione fino al momento della disposizione degli asset.

Mike Kaercher ha affermato:

“Il problema è che il disegno di legge consente un’opzione per i partecipanti che permette di differire il reddito pagato in forma di monete appena coniate fino alla cessione, creando potenzialmente un nuovo sussidio fiscale. Questo viola la parità con la finanza tradizionale e il principio secondo cui il reddito è tassato al momento della ricezione.”

Kaercher ha aggiunto che, nonostante alcune garanzie presenti nel testo, potrebbero essere costruite strutture societarie in grado di consentire ai contribuenti di eludere permanentemente l’imposizione su certe ricompense, una questione che ha attirato particolare attenzione tra i membri democratici del comitato preoccupati per possibili abusi.

Tempi e prospettive legislative

Resta incerta la finestra utile per approvare una riforma fiscale significativa prima della conclusione della sessione del Congresso prevista per la fine del 2026: il calendario è ormai affollato e l’iter includerà probabilmente ulteriore lavoro sulla Clarity Act per i mercati digitali.

Kevin Wysocki ha dichiarato:

“La chiarezza normativa e quella fiscale vanno di pari passo. Se vogliamo che innovazione, investimenti e posti di lavoro restino negli Stati Uniti, i policy maker devono adottare regole chiare, applicabili e pensate per la tecnologia moderna.”

Al Senato non si registrano progressi decisivi sulle norme fiscali analoghe, nonostante gli sforzi della senatrice Cynthia Lummis per far avanzare testi simili. Per diventare legge, qualsiasi proposta dovrà ottenere l’approvazione di entrambe le Camere del Congresso.

Un’eventuale riduzione degli obblighi di segnalazione prevista dalle nuove proposte alleggerirebbe anche il lavoro del Internal Revenue Service, già messo sotto pressione dall’introduzione del nuovo regime di rendicontazione e da una riduzione significativa del personale durante l’amministrazione del presidente Donald Trump, mentre il numero di dichiarazioni legate alle criptovalute continua a crescere rapidamente.

Lawrence Zlatkin ha dichiarato:

“Milioni di americani possiedono o utilizzano asset digitali, eppure gran parte del codice fiscale tratta questa tecnologia come se fosse un esperimento di nicchia anziché una componente in crescita del sistema finanziario. Il risultato è confusione per i contribuenti, difficoltà di conformità per le imprese e oneri inutili per l’amministrazione fiscale.”

Implicazioni pratiche

Se approvate in forma efficace, le modifiche potrebbero semplificare la gestione fiscale per wallet e broker, incentivare l’uso degli asset digitali per pagamenti correnti e ridurre i costi amministrativi per le imprese fintech. Tuttavia, le preoccupazioni su possibili scappatoie fiscali e sull’eventuale creazione di sussidi implicano che i testi subiranno probabilmente ulteriori revisioni prima di trovare una forma approvabile.

In sintesi

  • Una riforma fiscale chiara per i criptoasset potrebbe aumentare l’attrattività dell’ecosistema digitale per gli investitori italiani interessati a esposizioni transnazionali, riducendo i costi di compliance e favorendo flussi di capitale verso imprese regolamentate.
  • Le disposizioni sul differimento di reddito da mining e staking rappresentano un rischio normativo: se non disegnate con rigore, potrebbero distorcere i rendimenti reali e creare vantaggi competitivi artificiali per strutture societarie complesse.
  • Un alleggerimento degli obblighi di segnalazione favorirebbe anche gli operatori europei e italiani che gestiscono clienti statunitensi, ma richiederà coordinamento internazionale per evitare arbitraggi fiscali e proteggere gettito e trasparenza.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.