Balneabilità: il 94,9% delle acque marine monitorate è eccellente
- 5 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La tendenza degli ultimi anni si conferma: sulle coste italiane si registra una prevalenza di acque classificate come di qualità elevata, idonee alla balneazione. Su un totale di 6.242 chilometri di costa monitorata, 5.926 chilometri (pari al 94,9%) risultano classificati con la migliore valutazione prevista dalla normativa europea.
Nel corso del 2025 il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, attraverso le attività dell’Ispra, ha effettuato circa 30.000 campionamenti e ha monitorato approssimativamente 5.000 punti tra mari, laghi e fiumi, assicurando un controllo sistematico della qualità delle acque.
Dati e percentuali
I dati resi noti dagli enti di monitoraggio mostrano che tutte le regioni italiane presentano quote rilevanti di costa con qualità eccellente, con alcuni territori che sfiorano il 100% della costa in tale classe. Le leggere variazioni tra aree sono riconducibili alle caratteristiche fisiografiche locali e alla pressione esercitata dai bacini idrografici costieri, che influenzano il deflusso di nutrienti, sedimenti e inquinanti verso il mare.
Classificazione delle coste
Oltre alla quota in stato eccellente, il quadro complessivo mostra 207 chilometri (circa il 3,3%) classificati come di qualità buona, 60 chilometri (il 1%) come appena sufficienti e 41 chilometri (lo 0,7%) come di qualità scarsa, la categoria più bassa prevista dal sistema di classificazione europeo. Sono inoltre presenti 8 chilometri (lo 0,1%) ancora non classificati per mancanza di un set di dati sufficiente.
Dichiarazioni della presidente
Maria Alessandra Gallone ha dichiarato:
“Il mare è uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese. I risultati sulla qualità delle acque di balneazione sono motivo di soddisfazione, ma ci ricordano anche quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza, nel monitoraggio e nella tutela degli ecosistemi marini.”
Il punto di partenza
Le autorità ambientali invitano a considerare questi esiti come un punto di partenza piuttosto che un traguardo definitivo. Ambiti quali biodiversità, habitat, qualità dei fondali, presenza di microplastiche e impatti dovuti ai cambiamenti climatici richiedono monitoraggi mirati e continui interventi di gestione. La protezione delle acque di balneazione si integra con la salvaguardia degli ecosistemi marini e con la resilienza delle comunità costiere.
Dal punto di vista operativo, mantenere e migliorare questi livelli di qualità implica investimenti strutturali: potenziamento degli impianti di trattamento delle acque reflue, sistemi di monitoraggio automatico, programmi di riduzione delle fonti diffuse di inquinamento e progetti di adattamento climatico per le aree costiere. Queste misure richiedono cofinanziamenti nazionali e comunitari, nonché sinergie tra amministrazioni locali, imprese del territorio e ricerca scientifica.
Per il settore turistico e per le economie locali legate al mare, risultati stabili e certificati nella qualità delle acque sono un fattore di competitività. Allo stesso tempo rappresentano un volano per attività economiche specializzate, come servizi di monitoraggio ambientale, tecnologie per il trattamento delle acque e consulenze per la gestione costiera sostenibile.
In sintesi
- La prevalenza di acque classificate come eccellenti rafforza l’attrattiva turistica delle coste italiane, potenzialmente sostenendo tariffe più alte e maggiori investimenti nel settore ricettivo.
- Il mantenimento di questi standard richiede investimenti pubblici e privati in infrastrutture ambientali e tecnologie di monitoraggio, creando opportunità per imprese tecnologiche e green bond dedicati.
- Un impegno continuativo su trattamento delle acque e gestione dei bacini idrografici riduce i rischi reputazionali per i territori costieri e protegge il valore degli immobili e delle attività economiche legate al mare.