BCE boccia le stablecoin in euro: avvertimento sui rischi per banche e politica monetaria
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Banca Centrale Europea (BCE) ha avvertito i ministri delle finanze dell’UE che le proposte volte ad ampliare l’emissione di stablecoin in euro potrebbero indebolire il credito bancario e complicare la conduzione della politica monetaria.
La preoccupazione è emersa nelle discussioni su un documento di policy presentato dal think tank con sede a Bruxelles, Bruegel, durante un incontro informale del Consiglio Affari Economici e Finanziari tenutosi a Nicosia in Cipro. Il paper proponeva di alleggerire alcuni requisiti di liquidità per gli emittenti di stablecoin e, in prospettiva, di valutare l’accesso a strumenti di finanziamento analoghi a quelli delle banche centrali.
Secondo i dati citati nel documento, i cittadini europei realizzano circa il 38% delle transazioni globali in stablecoin, ma i token denominati in euro rappresentano solo lo 0,3% dell’offerta totale. Tra gli esempi citati figura EURC, lanciato da Circle, che rimane, per capitalizzazione, al di sotto dei principali token legati al dollaro, secondo rilevazioni di mercato.
Obiezioni della Banca centrale
Christine Lagarde, presidente della BCE, ha guidato le riserve rispetto alle proposte, evidenziando i rischi che l’espansione delle stablecoin denominate in euro potrebbe comportare per la stabilità del deposito bancario. In particolare, la trasformazione dei depositi in conti presso emittenti di stablecoin tende a rendere meno stabili le risorse bancarie tradizionali.
I responsabili della politica monetaria temono che, se il fenomeno si sviluppasse su larga scala, possa accelerare la disintermediazione finanziaria, aumentare i costi di raccolta per le banche e ridurre l’efficacia degli strumenti della BCE nel gestire i tassi d’interesse.
All’incontro diversi banchieri centrali hanno anche messo in discussione l’idea di attribuire alla BCE il ruolo di prestatore di ultima istanza per le imprese che emettono stablecoin, un meccanismo tradizionalmente riservato a banche regolamentate.
Riflessioni sulle alternative
Nel corso del mese, in un intervento al forum economico organizzato dal Banco de España, la presidente della BCE ha sottolineato che le stablecoin in euro potrebbero aumentare la domanda di attività considerate sicure nell’area dell’euro, ma che i costi in termini di stabilità finanziaria e di trasmissione della politica monetaria possono prevalere sui benefici.
Come alternativa, la BCE e le autorità dell’Eurosistema stanno promuovendo infrastrutture finanziarie tokenizzate ancorate a moneta emessa dalla banca centrale. Tra le iniziative citate figurano i progetti Pontes per i regolamenti all’ingrosso e la roadmap Appia per la finanza tokenizzata interoperabile.
Queste soluzioni puntano a preservare la rilevanza della moneta della banca centrale nell’ecosistema digitale, offrendo strumenti interoperabili per pagamenti e regolamenti che non trasferiscano rischi sistemici fuori dal perimetro regolamentato.
Timori di “dollarizzazione digitale” e risposte
Gli autori del paper di Bruegel avevano sollevato il rischio che normative europee più stringenti rispetto a quelle statunitensi possano accelerare una forma di «dollarizzazione digitale», spingendo attività e liquidità verso token denominati in dollari e fuori dall’UE.
I banchieri centrali presenti al tavolo hanno in gran parte ridimensionato questa preoccupazione, evidenziando invece la necessità di strumenti che limitino le riscossioni transfrontaliere incontrollate di riserve sia per stablecoin emessi negli Stati Uniti sia nell’UE, per prevenire rischi di corsa ai rimborsi.
Nel complesso, il confronto riflette il bilanciamento tra l’obiettivo di sostenere l’innovazione nei pagamenti digitali e quello di preservare la stabilità finanziaria e la capacità di conduzione della politica monetaria nell’area dell’euro.
Quadro normativo e comparazione internazionale
Il dibattito arriva mentre l’Unione europea rivede la disciplina sui mercati degli asset digitali, nota come MiCA, che impone agli emittenti di stablecoin l’obbligo di mantenere riserve consistenti in attività liquide. Questo approccio contrasta con proposte regolatorie più permissive in altri ordinamenti, come quelle delineate dal GENIUS Act negli Stati Uniti.
Per gli investitori e gli operatori italiani, la scelta regolamentare europea influenzerà sia la competitività degli operatori fintech locali sia la stabilità delle banche tradizionali, con possibili effetti sui costi di raccolta e sul pricing del credito.
Una maggiore restrizione delle condizioni di rimborso o limiti operativi per gli emittenti esteri potrebbe ridurre la vulnerabilità alle fughe di riserve, ma rischia anche di frammentare i mercati e rallentare l’adozione di soluzioni digitali in Europa.
Implicazioni per il sistema bancario
Se parte dei depositi si spostasse verso conti gestiti da emittenti di stablecoin, le banche italiane potrebbero trovarsi a dover competere offrendo rendimenti maggiori o strumenti alternativi per trattenere la clientela, con potenziali ripercussioni sui margini e sui profili di rischio.
Dal punto di vista della politica economica, un’ampia adozione delle stablecoin in euro senza adeguate contromisure regolamentari potrebbe limitare l’efficacia delle misure anti-cicliche e complicare il controllo dell’inflazione nel medio termine.
Prospettive per l’innovazione finanziaria europea
Nonostante i timori espressi, la discussione riconosce la necessità di favorire l’innovazione nella finanza digitale. L’approccio proposto dalla BCE e dall’Eurosistema cerca di conciliare l’adozione di tecnologie tokenizzate con la tutela della moneta della banca centrale e la sicurezza del sistema finanziario.
Per le imprese fintech e gli investitori interessati al mercato italiano, il focus dovrebbe essere su soluzioni interoperabili, conformi alle norme e in grado di integrarsi con le infrastrutture di regolamento esistenti, piuttosto che su modelli che trasferiscono rischio sistemico al di fuori del perimetro regolamentato.
In sintesi
- Il confronto normativo tra UE e Stati Uniti determinerà le rotte di sviluppo dei mercati delle stablecoin; per gli investitori italiani è cruciale monitorare le decisioni di regolamentazione che influenzeranno liquidità e opportunità di mercato.
- Un’espansione non regolamentata delle stablecoin in euro potrebbe aumentare i costi di funding per le banche italiane, favorendo strumenti finanziari alternativi ma comprimendo i margini bancari tradizionali.
- Le iniziative tokenizzate ancorate a moneta di banca centrale, come i progetti Pontes e Appia, rappresentano un’opportunità per sviluppare infrastrutture digitali sicure e interoperabili senza compromettere la capacità della politica monetaria.
- Per gli operatori fintech, un approccio vincente sul mercato italiano passerà dalla conformità regolamentare e dall’integrazione con le reti bancarie esistenti, non solo dalla velocità di lancio di nuovi prodotti.