Tabacco, revisione della direttiva UE mette a rischio l’intera filiera: allarme dal tavolo dell’Emilia-Romagna
- 23 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Forte preoccupazione dal tavolo permanente per il comparto del tabacco della Regione Emilia-Romagna, riunito per la seconda volta in pochi mesi dopo l’accelerazione dei lavori dell’Unione europea sulla revisione della Tobacco Products Directive (TPD).
Al centro del dibattito c’è la riforma della Tobacco Products Directive, la normativa comunitaria che regola la produzione, l’etichettatura e la commercializzazione di sigarette tradizionali, dispositivi elettronici per inalazione, liquidi per inalazione, prodotti a tabacco riscaldato e le cosiddette bustine o pouches di nicotina.
La consultazione pubblica è aperta fino al 15 giugno 2026 e la revisione normativa è attesa entro la fine dell’anno; per la filiera locale, però, i tempi sono giudicati troppo serrati rispetto all’attuale congiuntura economica e internazionale.
La richiesta al Governo
Il tavolo ha rivolto al Governo una richiesta chiara: intervenire con tempestività a Bruxelles per evitare che una proposta di revisione venga presentata in un momento già caratterizzato da elevate incertezze economiche. Secondo i rappresentanti della filiera, un mutamento dell’assetto regolatorio potrebbe mettere in pericolo un comparto con rilevanti ricadute occupazionali e produttive.
Le preoccupazioni tecniche
La Commissione Ue ha avviato una valutazione preliminare della precedente direttiva e ha integrato il lavoro con una fase di consultazione pubblica rivolta a cittadini e stakeholder. Dal materiale raccolto sembra emergere un orientamento che rischia di applicare misure uniformi a categorie di prodotti molto diverse tra loro.
I rappresentanti regionali e industriali temono che un trattamento regolamentare omogeneo penalizzi, senza considerare differenze tecniche e scientifiche, prodotti come i prodotti a tabacco riscaldato, i dispositivi elettronici e le alternative non combustibili, alcuni dei quali sono stati riconosciuti con caratteristiche distinte anche dalla normativa nazionale e da autorità estere quali la Food and Drug Administration Usa.
Effetti potenziali sull’economia territoriale
Secondo il tavolo, il rischio è che provvedimenti non differenziati incidano negativamente su un sistema produttivo che comprende agricoltura, trasformazione, ricerca e export. Una stretta normativa generalizzata potrebbe ridurre investimenti, comprimere catene del valore industriale e generare perdite occupazionali, con effetti a cascata su fornitori e servizi collegati.
Dal punto di vista istituzionale, la revisione della direttiva seguirà il normale iter comunitario: la Commissione propone, il Parlamento europeo e il Consiglio discutono e adottano il testo. In questa fase i governi nazionali possono agire sia attraverso la rappresentanza nei Consigli che tramite il coinvolgimento degli eurodeputati e dei tavoli tecnici, presentando dati, studi e proposte di regolazione fondate su evidenze scientifiche ed economiche.
Gli operatori del settore invitano a un approccio regolatorio calibrato, capace di riconoscere le differenze tecnologiche e di rischio fra prodotti e volto a preservare la competitività delle filiere nazionali, evitando shock regolatori che possano disincentivare investimenti in ricerca e sviluppo.
Per monitorare l’evoluzione del dossier la Regione Emilia-Romagna ha istituito un tavolo permanente che chiede dialogo istituzionale e analisi di impatto dettagliate prima dell’adozione di misure che potrebbero avere ricadute diffuse sull’economia locale.
In sintesi
- Un regolamento uniforme a livello europeo potrebbe ridurre la differenziazione tecnologica, con possibili ricadute negative sugli investimenti in innovazione nel settore del tabacco e dei dispositivi alternativi.
- La prospettiva di una revisione rapida aumenta l’incertezza di mercato, potenzialmente frenando finanziamenti e operazioni di internazionalizzazione delle imprese italiane coinvolte nella filiera.
- Per gli investitori italiani e stranieri, una normativa che non riconosca le peculiarità dei diversi prodotti rischia di aumentare il rischio regolatorio, rendendo meno appetibile il capitale per progetti di ricerca e sviluppo nel Paese.
- Una gestione della revisione basata su studi di impatto e dialogo multilivello potrebbe contenere effetti negativi sull’occupazione locale e preservare la competitività delle filiere esportatrici.