Satoshi potrebbe salvare i suoi 1,1 milioni di bitcoin e milioni di altri da un attacco quantistico, afferma un esperto

AmericanFortress ha presentato un nuovo schema di firma post-quantistica con brevetto in corso che promette di proteggere l’ecosistema crittografico globale dalle future minacce quantistiche senza richiedere migrazioni di massa dei fondi.

La società sostiene che la soluzione potrebbe mettere al sicuro anche il patrimonio attribuito a Satoshi Nakamoto — stimato in circa 1,1 milioni di bitcoin — insieme a quasi 5 milioni di BTC inattivi, per un valore complessivo approssimativo di 400 miliardi di dollari.

In un’intervista il CEO Michal Pospieszalski ha spiegato:

“I portafogli inattivi e dormienti non devono rimanere vulnerabili a malintenzionati che potrebbero appropriarsi dei fondi e riversarli sul mercato con conseguenze difficili da calcolare.”

Pospieszalski ha aggiunto che un punto di confusione riguarda gli indirizzi più datati: quelli dell’era di Satoshi sono indirizzi ‘Pre-BIP32’ senza derivazione da seed phrase, e dunque non possono essere aggiornati automaticamente come i portafogli più recenti.

Per risolvere questa limitazione il protocollo proposto esegue un congelamento difensivo tramite una soft fork retrocompatibile che protegge i fondi fino alla decisione della governance della rete.

Michal Pospieszalski ha dichiarato:

“Il nostro protocollo resistente ai quanti congelerà automaticamente e proteggerà quei fondi finché la governance non deciderà cosa farne dopo il “giorno Q”.”

“Questo significa che anche i portafogli di Satoshi possono essere tutelati con una piccola BIP su cui stiamo lavorando.”

Che cosa prevede la soluzione tecnica

La proposta si basa su prove a conoscenza zero (ZK) per attestare la proprietà del master seed al momento della spesa, evitando la necessità di creare nuove blockchain o di ruotare massivamente gli indirizzi storici.

Il progetto integra tre soluzioni distinte: protezione delle chiavi raw per indirizzi Pre-BIP32, protezione quantistica standard per schemi BIP32 e un meccanismo di derivazione ad alta velocità denominato QBIP32. Poiché si innesta sulle curve già in uso, non dovrebbe degradare le prestazioni di rete.

Pospieszalski ha spiegato:

“È sostanzialmente un aggiornamento del nodo e del software del portafoglio, in questo ordine.”

Test, limiti e casi sperimentali

La società ha pubblicato uno studio crittografico che individua i colli di bottiglia delle implementazioni post-quantistiche precedenti. Un test standard di sicurezza quantistica condotto su BNB Chain ha funzionato, ma ha ridotto significativamente la capacità transazionale, con un rallentamento del 40% nel throughput.

Contrariamente ad approcci che richiedono catene alternative o rotazioni di indirizzi storici, la tecnica di AmericanFortress mira a offrire protezione direttamente a livello di protocollo principale, minimizzando impatti operativi e costi.

La società afferma che oltre 600 miliardi di dollari in asset crittografici sarebbero in uno stato vulnerabile — comprensivo del 100% degli indirizzi su Solana — a causa dell’esposizione on-chain delle chiavi pubbliche.

Adozione, costi e roadmap

Per utenti attivi la migrazione a uno stato quantisticamente resistente richiederebbe secondo la società solo circa 50 millisecondi tramite un semplice prompt del portafoglio. Per portafogli dormienti derivati da seed, la protezione può essere eseguita in modo programmatico al livello base della rete.

Il costo stimato è molto basso: l’operazione equivale al costo di una singola transazione rollup, piuttosto che dover pagare per ogni transazione storica individuale.

Parallelamente alla raccolta seed di 8 milioni di dollari, la società ha reso disponibile un SDK che sta concedendo in licenza a progetti Layer 1 e Layer 2 in cambio di posizionamento commerciale, pur restando aperta a proposte di acquisizione esclusiva.

I metodi crittografici per bitcoin sono attesi per una discussione pubblica nelle prossime settimane, con una presentazione ufficiale prevista all’inizio di giugno a Parigi.

Pospieszalski ha concluso:

“La protezione improvvisa quantistica del BTC è ora possibile.”

Considerazioni per il mercato e la governance

La proposta solleva importanti questioni di governance decentralizzata: la scelta di congelare asset storici e i relativi meccanismi di decisione collettiva richiederanno voti delle comunità di protocollo e chiarimenti normativi, soprattutto in relazione alla proprietà e alla tutela di asset non movimentati da anni.

Per gli operatori istituzionali e per gli investitori retail italiani, l’introduzione di misure post-quantistiche integrate a livello di rete può ridurre il rischio sistemico associato a grandi blocchi di moneta potenzialmente compromessi, ma richiederà coordinamento tecnico e trasparenza sulle implicazioni a breve termine per la liquidità.

In sintesi

  • Una protezione post-quantistica integrata a livello di protocollo potrebbe stabilizzare il rischio di shock di mercato derivanti da grandi movimenti di wallet storici, riducendo la probabilità di vendite forzate che deprimerebbero i prezzi.
  • Per gli investitori istituzionali italiani, l’adozione diffusa dello standard potrebbe rendere gli asset digitali più appetibili per allocazioni di portafoglio a lungo termine, diminuendo il premio per il rischio legato alla minaccia quantistica.
  • L’aggiornamento richiesto appare economicamente sostenibile (costo paragonabile a una transazione rollup), ma la sua efficacia dipenderà dalla rapidità di adozione da parte di nodi, wallet provider e dai meccanismi di governance delle singole chain.


Author: Tony
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