Il comandante Luongo: l’intelligenza artificiale per smaltire 2,3 milioni di denunce
- 22 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Salvatore Luongo ha dichiarato:
“Immagino l’Arma di domani come un’Istituzione pienamente proiettata nella modernità, ma senza mai perdere la propria identità”.
Al Festival dell’Economia di Trento il comandante generale dei Carabinieri ha tracciato la rotta per i prossimi anni: innovazione tecnologica, formazione specialistica, competenze STEM, reclutamento di giovani professionisti e rafforzamento del presidio territoriale. L’obiettivo non è solo aggiornare gli strumenti, ma avviare una trasformazione operativa e culturale per contrastare una criminalità sempre meno visibile e più orientata al profitto digitale.
Il primo banco di prova: l’app appIo.Denuncia
Salvatore Luongo ha spiegato:
“Riceviamo mediamente 2,3 milioni di denunce. Ci siamo chiesti che cosa possiamo fare per sfruttare la tecnologia e velocizzare il sistema. Attraverso l’app appIo.Denuncia si potrà presentare una denuncia. Naturalmente resterà sempre la possibilità di farlo nelle Stazioni o nelle Caserme, ma contiamo che questo nuovo canale possa rendere il processo più rapido. Abbiamo fatto un calcolo: si risparmierebbero 61 milioni di ore di lavoro a basso valore aggiunto, 110mila tonnellate di CO2 e 110 milioni di fogli di carta. Questa è la tecnologia. È un progetto in itinere, ma lo lanceremo a breve”.
L’adozione dell’app rappresenta il primo test concreto di come la digitalizzazione possa snellire procedure amministrative estensive e liberare risorse operative. Allo stesso tempo, il piano prevede che la modalità tradizionale di denuncia resti pienamente disponibile per chi preferisce il contatto diretto.
Nessun arretramento sul territorio
Salvatore Luongo ha assicurato:
“La tecnologia non sostituirà il fattore umano: ne amplificherà l’efficacia. Esso resterà il cuore della missione”.
Nel suo intervento è stato sottolineato che innovazione e prossimità devono convivere: digitalizzare non significherà ridimensionare la presenza sul territorio, ma piuttosto potenziare la capacità di intervento e di relazione con i cittadini. Il modello dei Carabinieri viene quindi evoluto senza ledere il tradizionale legame di fiducia locale.
I sequestri e l’evoluzione della criminalità
Salvatore Luongo ha spiegato:
“Nell’ultimo anno i Carabinieri hanno sequestrato oltre 168 milioni di euro e confiscato circa 44 milioni nell’ambito delle indagini contro la criminalità organizzata. Questi numeri raccontano un’evoluzione chiara: le mafie non sono più solo controllo del territorio e violenza, ma vere e proprie ‘holding criminali’ che si muovono secondo logiche economiche per infiltrare l’economia legale e alterare la concorrenza”.
I dati sui sequestri evidenziano come le attività investigative stiano sempre più puntando sul versante economico-finanziario: investigazioni patrimoniali, analisi dei flussi e collaborazioni con organismi di controllo diventano strumenti centrali per recuperare risorse e bloccare le reti illecite.
Presenza e formazione professionale
Salvatore Luongo ha affermato:
“Siamo presenti con Tenenze e Stazioni in 7.407 comuni italiani, siamo l’unico riferimento di legalità per il 57% della popolazione: una responsabilità che ci impone di ripensare radicalmente la formazione professionale. Un ecosistema che si nutre di collaborazioni con il mondo accademico, soprattutto nelle discipline STEM, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – perché siamo consapevoli che l’esercizio delle nostre funzioni oggi passa inevitabilmente anche attraverso l’analisi dei dati e la comprensione dei domini digitali”.
La capillarità della presenza territoriale richiede percorsi formativi più flessibili e specialistici, dalla prevenzione locale alle unità investigative digitali. Per questo motivo l’Arma punta su partnership con università e centri di ricerca per aggiornare curricula, offrire percorsi di alta formazione e attrarre competenze tecniche attraverso canali di reclutamento dedicati.
Sul piano operativo, la trasformazione comporta investimenti in infrastrutture digitali, potenziamento degli organici dedicati all’analisi dei dati e attenzione alle regole di tutela della privacy e della sicurezza informatica. Tali cambiamenti avranno impatti anche sul mercato del lavoro e sulle opportunità per imprese tecnologiche e fornitori di soluzioni di sicurezza.
L’intervento si è svolto nella sala Depero del Palazzo della Provincia di Trento, dove sono state messe in luce le linee strategiche che orienteranno i programmi dell’Arma nei prossimi anni, bilanciando innovazione e presidio sociale.
In sintesi
- La digitalizzazione delle procedure amministrative può ridurre costi operativi e tempi di gestione, liberando risorse che potrebbero essere riallocate verso attività investigative a maggior valore aggiunto.
- L’accento sulle competenze STEM crea opportunità per l’industria tecnologica italiana e per i centri di formazione, con possibili contratti pubblici e partnership per lo sviluppo di soluzioni per la sicurezza digitale.
- La crescente attenzione alle indagini economico-finanziarie segnala un aumento dei rischi normativi e di compliance per settori come immobiliare, finanziario e appalti: gli investitori dovrebbero monitorare la governance aziendale e i controlli antiriciclaggio.
- Il rafforzamento delle capacità analitiche e dei sistemi informativi dell’Arma potrà favorire mercati di servizi professionali legati a cybersecurity, data analytics e gestione documentale, con ricadute positive su innovazione e occupazione qualificata.