Nuove tecnologie e biometria: Comtel presenta uno studio sulle sfide normative dell’AI
- 19 Maggio 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale 2, Newsletter
La diffusione delle nuove tecnologie e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il rapporto tra innovazione, sicurezza e tutela della persona. In questo scenario, il Gruppo Comtel ha presentato un nuovo studio realizzato in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna, con l’obiettivo di analizzare le implicazioni delle tecnologie biometriche e individuare possibili strumenti di regolamentazione in grado di proteggere l’identità digitale dei cittadini.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Comtel nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, già applicate in contesti ad alta complessità come le grandi infrastrutture aeroportuali, dove sistemi di riconoscimento facciale vengono utilizzati in cinque continenti.
Lo studio sull’identità digitale e la regolamentazione dell’AI
I risultati dello studio, elaborato dalla Scuola Superiore Sant’Anna per il Centro Studi Comtel, sono stati illustrati durante la tavola rotonda “Identità e tecnologie: innovazione, regolamentazione e applicazioni”, organizzata presso il Centro Studi Americani e dedicata al confronto tra istituzioni, rappresentanti delle forze dell’ordine e operatori industriali.
Al centro del dibattito il tema della protezione dell’identità digitale, considerata sempre più strategica in una società in cui strumenti biometrici e soluzioni basate sull’AI consentono di accedere a infrastrutture critiche, partecipare a grandi eventi o effettuare operazioni in sicurezza.
Secondo quanto emerso dal paper, le tecnologie biometriche rappresentano ormai un elemento diffuso nella vita quotidiana, applicate in ambiti che spaziano dai trasporti agli eventi pubblici, fino ai servizi finanziari e sanitari. Tuttavia, la crescente diffusione di questi strumenti impone un equilibrio tra innovazione e rispetto della privacy, soprattutto quando si passa da sistemi di identificazione mirata a modelli di monitoraggio più estesi.
AI Act europeo e sfide normative sulla biometria
Un focus centrale dello studio riguarda l’identificazione biometrica remota, ritenuta una delle aree più sensibili sotto il profilo normativo. Il documento richiama le disposizioni introdotte dall’AI Act europeo, che limita l’utilizzo in tempo reale di sistemi biometrici negli spazi pubblici per finalità di polizia, salvo eccezioni legate a terrorismo o reati particolarmente gravi.
La normativa europea considera i sistemi biometrici consentiti come tecnologie ad alto rischio, imponendo specifiche garanzie per la tutela dei dati personali e restringendo il ricorso al riconoscimento retrospettivo a casi limitati.
Secondo l’analisi presentata, il principale nodo riguarda la velocità dell’evoluzione tecnologica, che in alcune aree extraeuropee consente già l’utilizzo del riconoscimento facciale per attività quotidiane come i pagamenti digitali, trasformando rapidamente le modalità di interazione tra persone e servizi.
Le applicazioni delle tecnologie biometriche secondo Comtel
Nel corso dell’evento, Comtel ha presentato anche NeoFace Watch, soluzione proprietaria di riconoscimento facciale già adottata in oltre 80 aeroporti distribuiti in cinque continenti.
La tecnologia si è distinta nei test del National Institute of Standards and Technology (NIST), ottenendo risultati di rilievo nelle valutazioni dedicate alla Face Recognition Technology Evaluation, grazie a un elevato livello di precisione e a un tasso di errore estremamente contenuto.
La soluzione è pensata per diversi settori caratterizzati da elevati flussi di persone, tra cui trasporti, hospitality, banche-finance, sicurezza per eventi e infrastrutture ad alta intensità operativa.
Collaborazione tra pubblico e privato per governare l’innovazione
Per Comtel, il futuro delle tecnologie biometriche richiede una collaborazione costante tra soggetti pubblici e privati, capace di definire regole condivise senza rallentare l’innovazione.
Carlo Nardello, in foto, Vicepresidente Comtel e Presidente di Comtel Innovation, ha sottolineato: “La ricerca ed il progresso scientifico hanno aperto scenari incredibili, che fino a pochi anni fa sembravano pura fantascienza. Siamo entusiasti di quanto stiamo portando avanti, consapevoli però che è necessario un confronto costante tra soggetti pubblici e privati per normare l’utilizzo delle nuove tecnologie, a tutela dei singoli e della comunità. Non dobbiamo rinunciare ad essere umani, ma dobbiamo saper cogliere i benefici che questa nuova rivoluzione tecnologica sta apportando”
Anche Luigi Fimiani, Avvocato e Ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna, ha evidenziato come: “Lo studio condotto per Comtel nasce da un fabbisogno reale, per aziende, cittadini e legislatori, ossia quello di mappare e regolarizzare l’utilizzo delle nuove tecnologie. A livello europeo si sta facendo già molto ma dobbiamo conoscere rischi e benefici in cui possiamo incorrere. La ricerca parte proprio da questo obiettivo, sviluppando un’attenta analisi sullo scenario attuale e sui possibili sviluppi futuri”.