Snam: risultati solidi nel primo trimestre 2026, pienamente in linea con la guidance 2026. Livello degli stoccaggi al 50% a fine aprile, con obiettivo del 90% di riempimento raggiunto attraverso le ultime aste
- 13 Maggio 2026
- Posted by: Tiziano
- Categoria: Aziende, Featured 2
Il Consiglio di Amministrazione di Snam, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Alessandro Zehentner, ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2026 (non sottoposti a revisione contabile).
“In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale, grazie a solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile. Abbiamo continuato a dare attuazione al nostro piano di investimenti per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e promuovere l’integrazione energetica, mirando a garantire almeno il 90% dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi tramite le ultime aste e continuando a investire per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Snam, Agostino Scornajenchi (nella foto).
Sintesi dei risultati finanziari delprimo trimestre 2026

I risultati del primo trimestre 2026 hanno evidenziato una solida performance finanziaria, nonostante la volatilità del contesto macroeconomico e geopolitico globale.
Gli investimenti totali si sono attestati pari a 991 milioni, il 19% dei quali risulta allineato alla Tassonomia Europea e il 56% ai Sustainable Development Goals.
I ricavi sono saliti a 999 milioni di euro e l’EBITDA a 775 milioni di euro, riflettendo la crescita dei ricavi regolati e le variazioni di perimetro, in parte assorbite dai maggiori ammortamenti, che si traduce in un utile netto adjusted di 375 milioni di euro.
L’indebitamento finanziario netto è pari a 18,5 miliardi di euro, a seguito degli investimenti di periodo, del pagamento dell’acconto sul dividendo, di operazioni M&A (acquisizione del controllo di OLT) e di refinancing del debito.
I risultati del primo trimestre 2026 confermano la traiettoria di raggiungimento della guidance per l’esercizio 2026.
| Voce (milioni di €) | 2026 | 2025 | Var. ass. | Var. % |
| Ricavi totali | 999 | 970 | 29 | 3,0% |
| Ricavi business Infrastrutture Gas (a) | 902 | 876 | 26 | 3,0% |
| — di cui Ricavi regolati | 896 | 871 | 25 | 2,9% |
| Ricavi business Market solutions | 97 | 94 | 3 | 3,2% |
| EBITDA | 775 | 761 | 14 | 1,8% |
| Utile operativo (EBIT) | 482 | 502 | (20) | (4,0%) |
| Utile netto adjusted | 375 | 406 | (31) | (7,6%) |
| Special items | (83) | 85 | (168) | – |
| Utile netto | 292 | 491 | (199) | (40,5%) |
Ricavi totali
I ricavi totali del primo trimestre 2026 si sono attestati a 999 milioni di euro, in aumento di 29 milioni di euro (+3,0%) rispetto al primo trimestre 2025 (+8,8% escludendo l’effetto one-off legato al deflatore rilevato nel primo trimestre 2025), grazie principalmente alla crescita dei ricavi regolati del business Infrastrutture Gas (+25 milioni di euro; +2,9%).
L’incremento dei ricavi regolati è attribuibile principalmente: (i) alla crescita della RAB nei settori Trasporto e Stoccaggio per l’avanzamento del piano di investimenti (+39 milioni di euro); (ii) alle variazioni del perimetro di consolidamento del Gruppo, riconducibili a Stogit Adriatica, entrata nel perimetro a marzo 2025 (+9 milioni di euro), al contributo del terminale FSRU di Ravenna, entrato in esercizio a maggio 2025 (+18 milioni di euro) e al contributo di OLT, che a partire da marzo 2026 è stata consolidata integralmente (+12 milioni di euro).
Tali effetti positivi sono stati parzialmente compensati dall’effetto one-off rilevato nel 2025 relativo al recupero dell’adeguamento al nuovo deflatore applicato ai ricavi 2024 (-52 milioni di euro).
EBITDA
L’EBITDA del primo trimestre 2026 si è attestato a 775 milioni di euro, in aumento di 14 milioni di euro (+1,8%) rispetto al primo trimestre 2025 (+66 milioni di euro; +9,3% escludendo l’effetto one-off legato al deflatore rilevato nel primo trimestre 2025). L’incremento riflette il contributo positivo dei business Infrastrutture Gas (+7 milioni di euro) e Market Solutions (+7 milioni di euro).
Con riferimento al business Infrastrutture Gas, il principale contributo è attribuibile all’aumento dei ricavi regolati, nonostante gli effetti one-off rilevati nel 2025 connessi all’adeguamento dei ricavi 2024 al nuovo deflatore, anche grazie al contributo positivo dell’impianto FSRU di Ravenna, all’inclusione nel perimetro di Stogit Adriatica per l’intero trimestre e al contributo di OLT a partire da marzo 2026. Tali effetti sono stati parzialmente compensati dall’incremento dei costi regolati, principalmente riconducibile al costo del lavoro, per effetto del riconoscimento previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e delle nuove assunzioni.
Con riferimento ai business Market Solutions, il contributo positivo è dovuto al business del biometano, a seguito dei maggiori volumi di attività, e al business dell’efficienza energetica per i contratti EnPC (Energy Performance Contract) nel segmento della Pubblica Amministrazione.
Utile operativo (EBIT)
L’utile operativo del primo trimestre 2026 si è attestato a 482 milioni di euro, in aumento di 32 milioni di euro (+7,1% escludendo l’effetto one-off legato al deflatore rilevato nel primo trimestre 2025), in diminuzione di 20 milioni di euro (-4,0%) rispetto al corrispondente valore del 2025. L’aumento dell’EBITDA è stato più che compensato da maggiori ammortamenti e svalutazioni (-34 milioni di euro, +13,1%), a seguito dell’incremento degli investimenti e della variazione del perimetro.
Oneri finanziari netti adjusted
Gli oneri finanziari netti si sono attestati a 88 milioni di euro, in aumento di 17 milioni di euro (+23,9%) rispetto al primo trimestre 2025, a seguito principalmente del maggiore indebitamento medio del periodo, con un costo medio del debito netto sostanzialmente stabile, che si attesta pari a circa il 2,6%.
Proventi netti da partecipazioni
I proventi netti da partecipazioni ammontano a 103 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente valore dell’esercizio precedente nonostante l’accresciuta volatilità geopolitica e macroeconomica a livello globale. La lieve riduzione rispetto al primo trimestre 2025 (-4 milioni di euro; -3,7%) è attribuibile principalmente: (i) al minor contributo di SeaCorridor, per effetto del phasing e di attività di carry-over; (ii) alla cessione della partecipazione in ADNOC Gas Pipelines, che nel 2025 aveva contribuito per un mese; (iii) al minor contributo di Teréga, impattata da minori prenotazioni cross-border all’interconnessione con la Spagna; e (iv) al minor contributo di EMG, impattata dalla temporanea riduzione dei flussi di gas. Tali effetti sono stati parzialmente compensati dal maggior contributo di TAP, grazie all’espansione di capacità di 1,2 miliardi di metri cubi all’anno, nonché da effetti una tantum connessi all’acquisizione del controllo di OLT a partire da marzo 2026.
Utile netto adjusted
L’utile netto adjusted del primo trimestre 2026 ammonta a 375 milioni di euro, in aumento di 6 milioni di euro (+1,6%) escludendo l’effetto one-off legato al deflatore rilevato nel primo trimestre 2025, in riduzione di 31 milioni di euro (-7,6%), rispetto all’utile netto adjusted del primo trimestre 2025. L’aumento dell’EBITDA è stato compensato dai maggiori ammortamenti, a seguito dell’aumento degli investimenti e della variazione del perimetro, nonché dai maggiori oneri finanziari netti. Le imposte sul reddito del primo trimestre 2026 riflettono sia l’incremento dell’aliquota IRAP applicata alle società di trasporto e stoccaggio per il 2026 sia un effetto fiscale positivo relativo a OLT, dovuto al recupero di oneri finanziari deducibili riferiti ad anni precedenti.
Investimenti totali
Nel primo trimestre 2026, gli investimenti totali sono risultati pari a 991 milioni di euro (361 milioni di euro nel primo trimestre 2025) per i maggiori investimenti nei business delle Infrastrutture Gas, con riferimento in particolare alla rigassificazione e al trasporto gas, e del business del biometano. Il 56% degli investimenti risulta allineato ai Sustainable Development Goals, mentre il 19% risulta allineato alla Tassonomia Europea.
Gli investimenti tecnici, escluso l’effetto di OLT e al lordo dei contributi, si attestano a 458 milioni di euro (+16,8% rispetto al primo trimestre 2025) e sono relativi principalmente al settore trasporto (314 milioni di euro; 295 milioni di euro nel primo trimestre 2025), al settore stoccaggio (43 milioni di euro; 39 milioni di euro nel primo trimestre 2025) e al settore rigassificazione (11 milioni di euro; 34 milioni di euro nel primo trimestre 2025). Gli investimenti del business Market Solutions sono risultati pari a 79 milioni di euro (27 milioni di euro nel primo trimestre 2025), in aumento di 52 milioni di euro, principalmente per le attività connesse alla conversione di impianti biogas alla produzione di biometano.
Cash Flow
Il positivo flusso della gestione operativa (+860 milioni di euro) ha consentito di finanziare gli investimenti netti del periodo (574 milioni di euro, incluso l’esborso connesso all’acquisizione di OLT), generando un free cash flow positivo di 286 milioni di euro. Durante il periodo, il tasso di conversione EBITDA/Funds from Operations (FFO) si è attestato al 77,4%.
L’indebitamento finanziario netto, comprensivo del pagamento agli azionisti dell’acconto sul dividendo 2025 (404 milioni di euro), degli effetti del rifinanziamento del bond convertibile in azioni Italgas (432 milioni di euro), dei debiti finanziari rinvenienti dal consolidamento di OLT (377 milioni di euro), oltre che delle altre variazioni non monetarie (65 milioni di euro), ha registrato un aumento di 992 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025, attestandosi a 18.501 milioni di euro.
Sostenibilità
Snam ha pubblicato la sua seconda Dichiarazione di Sostenibilità conforme alla CSRD, che copre 8 temi ESRS (uno dei quali rilevante solo nella catena del valore) e 3 temi specifici dell’impresa, per un totale di circa 252 KPI (di cui 166 KPI quantitativi).
Il documento include inoltre i requisiti di rendicontazione della TCFD – Task Force on Climate-related Financial Disclosures, della TNFD – Taskforce on Nature-related Financial Disclosures e del segmento Oil & Gas midstream secondo il Sustainability Accounting Standards Board (SASB). Inoltre, la sezione “Altre informazioni di sostenibilità” contiene una tabella che valuta l’allineamento ai GRI Universal Standards. In occasione dell’Assemblea degli Azionisti è stato inoltre pubblicato un Sustainability Profile più sintetico e a maggiore taglio comunicativo.
Risultati positivi sono stati conseguiti anche con riferimento ai rating di sostenibilità, con la conferma nel DJ Best in Class per la sesta volta; analogamente, il rating AA di MSCI è stato mantenuto anche con la metodologia aggiornata; infine, la Transition Pathway Initiative (TPI) ha migliorato la valutazione di Snam a Level 5 (da 3).
La sustainability scorecard è stata aggiornata attraverso la definizione di nuovi target 2026 e 2030 in linea con il Piano Strategico recentemente presentato. La finanza sostenibile rappresenta l’86% dei finanziamenti committed, in aumento dell’1% rispetto a dicembre 2025.
Evoluzione prevedibile della gestione
In un contesto energetico europeo ancora caratterizzato da mercati volatili, dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento e da quadri regolatori in continua evoluzione, Snam si posiziona come punto di riferimento per la sicurezza del sistema energetico, promuovendo la diffusione e la comprensione del concetto di integrazione energetica, con il gas naturale che mantiene un ruolo centrale in un sistema sempre più interconnesso, in cui tutte le fonti concorrono a garantire sicurezza, accessibilità e flessibilità delle forniture.
In tale contesto, le stime più recenti sull’evoluzione della domanda di gas naturale in Italia per il 2026 prevedono una lieve crescita rispetto al 2025, con prospettive per i settori dei consumi finali stabili o in moderato aumento.
Con riferimento all’esercizio in corso, il 12 marzo 2026 Snam ha completato l’acquisizione di una partecipazione in OLT – Offshore LNG Toscana, arrivando a detenere il 100% del capitale sociale della società. L’operazione rafforza la leadership di Snam nel settore del GNL che, nel contesto attuale, riveste una posizione strategica nel garantire la sicurezza energetica dell’Italia.
Per quanto riguarda gli asset internazionali, non si registrano discontinuità o criticità di rilievo nel perimetro degli asset di Snam, anche grazie alle continue azioni di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e agli investimenti per la sicurezza delle forniture.
Snam continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione sia in Medio Oriente sia in Ucraina, valutando le possibili conseguenze e gli effetti sul Gruppo. Ad oggi, non sono stati identificati impatti rilevanti riconducibili a tali eventi con riferimento alla gestione delle attività operative e alla realizzazione del programma di investimenti.
Il contesto globale continua a essere volatile e i tassi di interesse potrebbero aumentare nel corso del 2026. Il costo medio del debito netto di Snam nel 2026 è atteso in lieve aumento rispetto a quanto osservato nel 2025, in area 2,7%.
Le principali leve di ottimizzazione della struttura finanziaria si basano su una crescente diversificazione dei mercati di finanziamento, come dimostrato dal debutto sul mercato statunitense nel 2025, su fonti di funding di medio e lungo termine, nonché su una gestione dinamica della tesoreria a breve termine. Snam pone la massima attenzione al mantenimento di una solida struttura finanziaria, come testimoniato dagli upgrade: (i) ad A- da parte di S&P nel 2025 e (ii) a Baa1 da parte di Moody’s nell’aprile 2026.
Si confermano gli obiettivi finanziari per il 2026:
- investimenti pari a 2,8 miliardi di euro, di cui:
- 2,6 miliardi di euro in infrastruttura gas, CCS e H2;
- 0,2 miliardi di euro nei business delle Market Solutions;
- RAB tariffaria pari a 28,8 miliardi di euro, incluso il consolidamento di OLT;
- EBITDA adjusted pari a circa 3,1 miliardi di euro;
- utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi di euro;
- indebitamento netto pari a circa 19 miliardi di euro.
Avvenimenti recenti successivi al31 marzo 2026
Moody’s migliora il rating di Snam a Baa1 con outlook stabile
In data 3 aprile 2026, Moody’s ha migliorato il rating di Snam a Baa1 (outlook stabile) da Baa2 (outlook positivo), confermando il rating di breve termine a P-2. Il miglioramento segue la presentazione del nuovo Piano Strategico 2026–2030 del 5 marzo 2026, con metriche finanziarie complessivamente coerenti con i requisiti per un posizionamento rating Baa1.
Moody’s ha riconosciuto il basso profilo di rischio di business di Snam, legato alle sue attività di trasporto, stoccaggio gas e rigassificazione GNL, all’interno di un quadro regolatorio consolidato che garantisce stabilità e prevedibilità dei flussi di cassa, unitamente al focus strategico sul miglioramento e lo sviluppo delle infrastrutture nazionali.
Estensione e incremento della revolving credit facility sustainability-linked
Snam ha completato l’esercizio dell’opzione di estensione di un anno e dell’opzione di incremento di 1,1 miliardi di euro sulla propria revolving credit facility sustainability-linked da 4 miliardi di euro, sottoscritta nel dicembre 2024.
L’operazione porta l’ammontare della principale revolving credit facility di Snam a 5,1 miliardi di euro (riflettendo il consolidamento di linee revolving credit facility committed a lungo termine già esistenti per un ammontare complessivo di 5,5 miliardi di euro) e, contestualmente, estende di un anno le scadenze delle due tranche di pari importo, rispettivamente a dicembre 2028 e dicembre 2030. La linea di credito resta legata a specifici obiettivi di sostenibilità, con lo spread applicabile dipendente dal raggiungimento di target quali le emissioni GHG Scope 1&2, le emissioni GHG Scope 3 e la presenza emminile in ruoli executive e middle-management, pienamente in linea con l’obiettivo di incrementare la quota di strumenti di finanza sostenibile a circa il 95% entro il 2030.
Aste di stoccaggio
In data 23 aprile 2026, Snam ha comunicato che, a seguito delle ultime aste per l’allocazione della capacità di stoccaggio gas per il prossimo inverno, la capacità allocata ha consentito di raggiungere l’obiettivo di riempire gli stoccaggi italiani ad almeno il 90%. A fine aprile, il livello di riempimento degli stoccaggi ha raggiunto il 50%.
S&P migliora l’outlook di Snam da negativo a stabile
In data 13 maggio 2026, Standard & Poor’s ha confermato il rating di Snam ad A-, migliorando l’outlook da negativo a stabile, alla luce dei solidi fondamentali creditizi della società e del suo posizionamento strategico.
Quadro legislativo per la filiera carbon capture and storage (CCS) e per lo sviluppo dell’idrogeno
L’articolo 2 del disegno di legge d’iniziativa governativa A.S. 1836, recante “Delega al Governo per la definizione di un quadro legislativo di riferimento per la filiera carbon capture and storage (CCS), nonché per la disciplina dello sviluppo dell’idrogeno, dell’assetto regolatorio del settore e delle relative infrastrutture di rete, e del sistema di governo per l’adempimento agli obblighi di riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia”, prevede la designazione di ARERA quale autorità di regolazione per l’idrogeno, ai sensi della Direttiva (UE) 2024/1788. Ciò costituisce un passaggio essenziale ai fini dell’attuazione del “Gas Market and Hydrogen Package”.
Principali dati operativi
| Voce | U.M. | 2026 | 2025 | Var. ass. | Var. % |
| Gas Naturale immesso nella Rete | miliardi m³ | 16,31 | 15,22 | 1,09 | 7,2 |
| Domanda gas | miliardi m³ | 21,83 | 21,72 | 0,11 | 0,5 |
| Rigassificazione di GNL | miliardi m³ | 2,34 | 1,16 | 1,18 | |
| Capacità di stoccaggio complessiva | miliardi m³ | 18,1 | 17,9 | 0,20 | 1,1 |
| Gas naturale movimentato in stoccaggio | miliardi m³ | 5,35 | 6,18 | (0,83) | (13,4) |
| Impianti biometano/biogas in esercizio | numero | 35 | 35 | ||
| Backlog (e) | milioni € | ▶ | ▶ | 95 | 6,9 |
| Dipendenti in servizio a fine periodo | numero | 4.001 | 3.971 | 30 | 0,8 |
Gas naturale immesso nella rete nazionale di trasporto
Nel primo trimestre 2026 sono stati immessi nella rete nazionale di trasporto 16,31 miliardi di metri cubi, in aumento di 1,09 miliardi di metri cubi, pari al 7,2%, rispetto al primo trimestre 2025 a fronte del minor utilizzo delle erogazioni da stoccaggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La domanda di gas nel primo trimestre 2026 è stata pari a 21,83 miliardi di metri cubi, in lieve aumento rispetto al primo trimestre 2025 (+0,11 miliardi di metri cubi, pari al 0,5%). L’aumento è trainato dal settore termoelettrico (+0,12 miliardi di metri cubi; +1,7%) per la minore produzione idroelettrica, a seguito di minori precipitazioni, e per le minori importazioni di energia elettrica, a favore di una maggiore produzione da fonti rinnovabili.
I consumi del settore industriale (+0,02 miliardi di metri cubi; +0,7%) e del settore residenziale e terziario (+0,01 miliardi di metri cubi; +0,1%) risultano sostanzialmente in linea con il trimestre precedente.
Depurata dall’effetto climatico, la domanda di gas è risultata pari a 22,48 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,11 miliardi di metri cubi (+0,5%) rispetto al corrispondente valore del primo trimestre 2025 (22,37 miliardi di metri cubi).
Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL)
I volumi rigassificati nel primo trimestre 2026 dagli asset integralmente consolidati di Snam (Piombino, Panigaglia, Ravenna e, a partire da marzo 2026, Livorno), non hanno risentito della chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz e sono stati pari a 2,34 miliardi di metri cubi (+1,18 miliardi di metri cubi rispetto al primo trimestre 2025), mentre sono state effettuate 26 discariche da navi metaniere, a fronte di 14 discariche effettuate nel primo trimestre 2025. L’aumento dei volumi rigassificati è attribuibile principalmente all’impianto FSRU di Ravenna (+0,63 miliardi di metri cubi rigassificati; 6 discariche da navi metaniere), non operativo nel primo trimestre 2025, e all’entrata nel perimetro di OLT a partire da marzo 2026 (+0,43 miliardi di metri cubi rigassificati; 5 discariche da navi metaniere).
Nel complesso, in Italia, nel primo trimestre 2026 le importazioni totali di GNL sono state pari a 5,3 miliardi di metri cubi, con 52 discariche da navi metaniere presso i cinque terminali di rigassificazione presenti sul territorio nazionale.
Stoccaggio di gas naturale
La capacità complessiva di stoccaggio gestita dal Gruppo Snam al 31 marzo 2026, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 18,1 miliardi di metri cubi (17,9 miliardi di metri cubi nel primo trimestre 2025), la più elevata in Europa.
I volumi di gas movimentati nel sistema di stoccaggio di Snam nel primo trimestre 2026 sono stati pari a 5,35 miliardi di metri cubi, in calo di 0,83 miliardi di metri cubi (-13,4%) rispetto allo stesso periodo del primo trimestre 2025, per effetto di minori erogazioni dovute a temperature più miti.
Le scorte di gas naturale presenti negli stoccaggi di Snam al 31 marzo 2026 ammontavano a 7,97 miliardi di metri cubi che, sommati alla riserva strategica di gas, hanno determinato un livello di riempimento a fine marzo di circa il 44% (circa il 50% a fine aprile).
Market solutions
Al 31 marzo 2026 gli impianti di biometano/biogas in esercizio sono 35, numero invariato rispetto al primo trimestre 2025, con una potenza installata di 47 MW. L’incremento della potenza installata è dovuto all’avanzamento delle riconversioni degli impianti da biogas elettrico a biometano da scarti agricoli e biomasse.
Relativamente al business dell’efficienza energetica, il backlog al 31 marzo 2026 si attesta a 1,5 miliardi di euro, in crescita di 95 milioni rispetto al 31 marzo 2025. L’aumento è trainato principalmente dal segmento della Pubblica Amministrazione.