Rai accelera sui canali fast: dall’archivio a un nuovo business nelle smart tv

Rai punta con decisione sulla televisione «senza antenna»: flussi via Internet pensati per le smart TV, gratuiti per gli utenti e sostenuti dalla pubblicità. L’idea è declinata attraverso canali monotematici in formato Fast, che stanno smettendo di essere una scommessa laterale per Viale Mazzini e diventano parte di una strategia più ampia di presenza sui territori digitali.

La prima esperienza concreta è già attiva: su Samsung è stato lanciato un canale dedicato alla serie Un medico in famiglia. L’obiettivo è moltiplicare l’offerta con canali focalizzati su intrattenimento, documentari e, dove i diritti lo permettono, cinema. Prima di questi potrebbe partire un canale dedicato alla Lega Basket.

Giuseppe Santo ha dichiarato:

“Nell’arco di pochi mesi dovrebbe partire.”

La logica alla base del progetto è duplice: innovare i punti di contatto con il pubblico e valorizzare il vasto patrimonio di contenuti dell’azienda. La library storica contiene materiali non più presenti nei palinsesti tradizionali ma potenzialmente fruibili e redditizi in contesti digitali dedicati.

Giuseppe Santo ha spiegato:

“I canali Fast sono una modalità per noi di sfruttamento ulteriore di quelli che sono i contenuti della Rai. Abbiamo una library profondissima di contenuti non più attuali che, però, in questo segmento possono essere sfruttati.”

I costi di gestione di questo tipo di canale restano relativamente contenuti e, trattandosi di servizi basati su IP, è possibile misurarne con precisione il rendimento. La strategia è dinamica: il palinsesto viene mantenuto se trova pubblico, altrimenti viene riorientato verso formati più performanti.

Giuseppe Santo ha aggiunto:

“I costi sono facilmente gestibili e facilmente anche misurabili: essendo su IP sono facilmente misurabili anche sul rendimento che hanno.”

Oltre ai canali Fast, Rai Com cerca di presidiare piattaforme terze e spazi social dove la domanda può crescere senza cannibalizzare la televisione tradizionale. L’azienda sperimenta e mette a disposizione soluzioni su piattaforme come Youtube — dove è operativo il canale del Tg1 — e su TikTok, che è stato impiegato anche durante Sanremo. Su Amazon Prime Video la società gestisce due canali con una base iscritta di alcune migliaia di utenti, mentre su Disney+ è stata realizzata un’area brandizzata a favore di RaiPlay.

Il modello operativo di Rai Com combina distribuzione e gestione dei diritti: l’azienda trattiene la propria quota, trasferisce alla capogruppo la parte spettante sui diritti e, in quanto società interamente controllata, restituisce dividendi al gruppo Rai.

Nel 2025 Rai Com prevede ricavi per 117,4 milioni di euro, un MOL di 15,4 milioni, un risultato operativo di 12,6 milioni e un utile d’esercizio di 12,1 milioni. Nel triennio 2023-2025 i risultati consolidati stimati sono ricavi a 363,7 milioni, MOL a 51,4 milioni, risultato operativo a 43,5 milioni e utile a 40,5 milioni. Negli ultimi tre anni le quote girate al gruppo più i dividendi hanno raggiunto 255,9 milioni, di cui 80,7 milioni riferiti all’esercizio 2025.

Giuseppe Santo ha commentato:

“Arriviamo con i migliori risultati di un triennio nella storia di Rai Com, un periodo veramente virtuoso.”

Le leve strategiche

La strategia commerciale di Rai Com si basa su tre elementi principali. Il primo è lo sviluppo di nuovi business digitali nativi; il secondo è l’export di contenuti italiani — fiction, documentari, film d’archivio e canali pensati per le comunità di italiani all’estero — favorendo la presenza internazionale attraverso eventi come gli Screenings, che attirano buyer esteri. La terza leva è costituita dalle convenzioni con le amministrazioni pubbliche: recentemente è stato siglato un accordo di rilievo con la Sicilia per ospitare le prossime edizioni del Capodanno televisivo.

Il primo degli eventi di fine anno previsto nell’ambito dell’accordo si svolgerà a Palermo, con una programmazione che intende valorizzare luoghi e produzioni locali ma con una visione nazionale e internazionale.

Implicazioni e prospettive

L’espansione verso canali digitali e piattaforme terze consente a Rai di monetizzare asset preesistenti riducendo contemporaneamente il rischio di investimento grazie ai costi contenuti. Se il pubblico risponde, l’offerta può essere scalata; in caso contrario, la programmazione viene adattata. Questa flessibilità operativa è un vantaggio in un mercato in cui le abitudini di consumo si spostano rapidamente verso servizi on demand e experience integrate su smart TV e dispositivi mobili.

Per l’industria audiovisiva italiana il rafforzamento della presenza su piattaforme globali rappresenta un’opportunità di ampliamento dei ricavi da export e di visibilità internazionale, ma richiede attenzione alla gestione dei diritti e a partnership commerciali in grado di massimizzare la resa economica senza compromettere il valore culturale dei contenuti.

In sintesi

  • L’espansione dei canali Fast offre a Rai un metodo a basso costo per valorizzare il proprio archivio, riducendo il rischio commerciale grazie alla misurabilità dei flussi su IP.
  • La presenza su piattaforme terze e social amplia le opportunità di monetizzazione e di export, ma richiederà capacità di negoziazione dei diritti e collaborazioni internazionali più strutturate.
  • I risultati finanziari solidi di Rai Com creano margine per investimenti mirati: per gli investitori si profila un modello con flussi di cassa meno volatili e potenziale di crescita nei ricavi digitali.
  • Per il sistema produttivo italiano, rafforzare la filiera dei contenuti significa aumentare la competitività all’estero, ma occorrerà conciliare spinte commerciali e tutela dell’identità culturale.


Author: Tony
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