L’offerta disponibile di Bitcoin si contrae mentre il possesso a lungo termine raggiunge il record di 4 milioni di Bitcoin
- 14 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Secondo dati di BitGo citati da Bitfinex, la quota di offerta di bitcoin detenuta dai cosiddetti “conviction buyers” è salita a quasi 4 milioni di BTC, segnando una trasformazione significativa nella struttura di mercato della criptovaluta.
Questa quantità in mani di investitori a lungo termine rappresenta un incremento del 300% rispetto alla fine del 2025 e corrisponde a un capitale di convinzione superiore a 320 miliardi di dollari, assumendo un prezzo di riferimento di circa 80.000 dollari per BTC.
Un segnale sullo stato della liquidità
Mati Greenspan ha dichiarato:
“Sebbene la metodologia esatta dietro il parametro ‘conviction buyers’ di BitGo non sia immediatamente chiara, il segnale complessivo è rilevante. Storicamente, fasi di riduzione dell’offerta liquida combinate con una domanda rinnovata hanno creato le condizioni per le espansioni rialziste più marcate di bitcoin.”
Bitfinex segnala inoltre che la tendenza di accumulo attuale rappresenta la più ampia impennata su due trimestri di acquisti ad alta convinzione dai tempi del crollo legato alla pandemia del 2020. Per “conviction buyers” si intendono investitori di lungo periodo, sia privati sia istituzionali, che mostrano bassa attività di trading.
Posizioni inattive e offerta circolante
Secondo il contributo tecnico del core developer Jameson Lopp, le detenzioni dei long-term buyers non rientrano nelle stime di 5,6 milioni di BTC inattivi da oltre dieci anni. Il totale della moneta in circolazione è attestato attualmente intorno a 20,03 milioni, secondo i report di mercato.
Gli analisti evidenziano che una quota sempre maggiore del valore realizzato di bitcoin non si muove più sugli exchange, ma confluisce verso entità che raramente effettuano transazioni, riducendo così l’offerta liquida disponibile sul mercato.
Ruolo dei grandi detentori
Questo spostamento strutturale implica che detentori a lungo termine, da grandi investitori istituzionali a tesorerie aziendali, stanno assorbendo l’offerta disponibile. Tra i principali attori pubblici figura MicroStrategy (MSTR), che ha portato le sue riserve a 818.869 BTC, con plusvalenze non realizzate stimate intorno a 4,6 miliardi di dollari e un esborso complessivo per acquisti vicino ai 62 miliardi di dollari.
Quando l’offerta si concentra in entità a bassa attività, l’effetto netto è una compressione della liquidità sul mercato aperto, fenomeno che può essere descritto come un potenziale “shock di offerta” qualora la domanda dovesse riprendere bruscamente.
Indicatori di profitto e comportamento degli investitori
Ricerche di CEX.IO indicano che quasi il 70% dell’offerta acquistata recentemente è ora in profitto, un parametro che storicamente funge da cuscinetto psicologico contro vendite forzate. Il risultato è una ridotta urgenza a disfarsi delle posizioni in caso di lievi ritracciamenti, fattore stabilizzante per il prezzo.
Ran Hammer, vicepresidente Business Development di Orbs, ha spiegato:
“Chi acquisisce realmente bitcoin tende ad accumulare e non a vendere, soprattutto oggi che esistono numerose opzioni per prendere in prestito contro le proprie riserve in BTC. Questo modifica completamente l’equazione dell’offerta, con più moneta che viene strutturalmente rimossa dal mercato.”
Connor Howe, amministratore delegato e cofondatore di Enso, ha affermato:
“Con i flussi da ETF e l’accumulazione istituzionale che assumono caratteristiche più strutturali che speculative, una quota maggiore dell’offerta si sta spostando in mani convinte: questo potrebbe rendere la futura scarsità molto più evidente se la domanda dovesse accelerare.”
Implicazioni per il mercato e per gli investitori
Per il mercato globale delle criptovalute, la concentrazione dell’offerta in portafogli a bassa rotazione riduce la liquidità effettiva e aumenta la sensibilità del prezzo agli shock di domanda. Per gli investitori italiani questo fenomeno va interpretato sia come un potenziale supporto di lungo periodo al valore, sia come un fattore di rischio in caso di improvvise ondate di acquisto che trovino poca offerta pronta sul mercato.
Dal punto di vista regolamentare e finanziario, maggiore accumulo istituzionale favorisce l’ingresso di operatori professionali e strumenti strutturati, ma pone anche l’accento sulla necessità di adeguati framework di gestione del rischio e trasparenza per tutelare gli investitori al dettaglio.
In sintesi
- L’espansione delle detenzioni da parte dei “conviction buyers” riduce la liquidità disponibile, aumentando il potenziale di movimenti di prezzo amplificati in caso di rapida crescita della domanda.
- Per gli investitori italiani, la minore offerta liquida può tradursi in opportunità di (elevata) rivalutazione ma richiede una maggiore attenzione alla gestione del rischio e alla diversificazione del portafoglio.
- L’accumulo istituzionale tende a strutturare il mercato: la nascita e diffusione di prodotti regolamentati e di prestito collateralizzato contro BTC possono stabilizzare la domanda, ma aumentano l’interconnessione con il sistema finanziario tradizionale.