Pool di mining Bitcoin con il 75% dell’hashrate spingono per uno standard aperto nella costruzione dei blocchi

Una delle mosse più significative verso una maggiore decentralizzazione nel mining di Bitcoin è avvenuta in modo silenzioso: sette dei principali pool hanno concordato di sostenere lo stesso standard aperto.

I pool che hanno aderito alla iniziativa includono Foundry, AntPool, F2Pool, SpiderPool, MARA Pool, Block Inc e DMND, che hanno annunciato la loro partecipazione al gruppo di lavoro su Stratum V2.

Cosa è Stratum V2 e perché conta

Stratum V2 è un protocollo open source che regola la comunicazione tra i pool di mining e i singoli minatori. La caratteristica più rilevante dal punto di vista pratico è che consente ai singoli minatori di costruire autonomamente i propri template di blocco, spostando la scelta delle transazioni da includere nel blocco dal gestore del pool al minatore che effettua il lavoro.

La concentrazione dell’hashrate e le percentuali in gioco

Attualmente grandi operatori come Foundry detengono una quota significativa del hashrate globale (circa il 34,2%), seguiti da AntPool (14,2%), F2Pool (11,3%) e SpiderPool (10,5%), mentre MARA Pool contribuisce con una quota più modesta (4,7%). Nel complesso, i pool che hanno aderito allo standard rappresentano quasi il 75% dell’hashrate mondiale.

Sotto lo standard precedente, Stratum V1, la selezione delle transazioni per la quasi totalità dei blocchi avveniva a livello dei gestori di pool piuttosto che per conto dei singoli minatori: questa centralizzazione è stata una delle preoccupazioni strutturali del settore negli ultimi anni.

Il passaggio a Stratum V2 non riduce immediatamente la concentrazione dell’hashrate, ma trasferisce il potere decisionale su quali transazioni siano inserite in ogni blocco ai minatori stessi: è questo cambiamento di responsabilità che incide sulla governance e sulla percezione di controllo della rete.

Perché la scelta delle transazioni è rilevante

Una singola entità che controlla oltre il 30% dell’hashrate è considerata una situazione non ottimale perché, se la stessa entità potesse anche decidere l’ordine e la selezione delle transazioni, si creerebbero potenziali rischi di censura o di manipolazione dell’ordine delle operazioni. Restituire ai minatori il controllo dei template di blocco aumenta la resilienza contro tali rischi.

Origine del protocollo e fase di adozione

Il protocollo è stato sviluppato a partire dal 2022 da un gruppo di lavoro fondato da realtà tecniche come Braiins e Spiral. Finora era rimasto un progetto relativamente di nicchia con adozione limitata; l’ingresso di operatori di grande scala conferisce al progetto una portata molto più ampia e segnala l’avvio di una fase più rapida di implementazione.

Contesto economico del mining

Il settore del mining sta attraversando una fase di pressione finanziaria: una porzione significativa degli operatori si trova in prossimità del punto di pareggio operativo. Il valore delle ricompense rapportato alla potenza computazionale, spesso indicato come hashprice, è relativamente basso rispetto ai costi per chi utilizza hardware di generazione intermedia.

La difficoltà della rete è destinata ad aumentare ulteriormente a breve, mentre il hashrate complessivo si mantiene vicino al livello di quasi 1.000 exahash al secondo: questi fattori influenzano direttamente la redditività di impianti e attrezzature e la velocità di obsolescenza degli investimenti in hardware.

Implicazioni tecniche e operazionali

L’adozione su larga scala di Stratum V2 richiederà aggiornamenti software nei pool e, in alcuni casi, modifiche alla configurazione dei dispositivi dei minatori. La transizione implica coordinazione tecnica e tempi di roll-out che possono variare a seconda delle capacità operative di ciascun pool e della disponibilità degli operatori più piccoli ad aggiornare i propri impianti.

Dal punto di vista della sicurezza, il cambiamento introduce anche nuove aree da monitorare: strumenti per la verifica dei template di blocco, interoperabilità tra versioni e meccanismi per garantire che i minatori possano effettivamente esercitare il controllo promesso senza degradare l’efficienza complessiva del pool.

Effetti sulla governance della rete e sulle dinamiche di mercato

Restituire autonomia nella selezione delle transazioni ai minatori può rafforzare la percezione di neutralità della rete, riducendo il rischio che grandi operatori influenzino l’ordine delle operazioni. Questo aspetto è rilevante non solo per la sicurezza tecnica, ma anche per la fiducia degli utenti e degli attori istituzionali che osservano la rete come infrastruttura finanziaria.

Parallelamente, l’adozione di uno standard comune facilita economie di scala e può incoraggiare nuovi investimenti in software e servizi per il mining, offrendo opportunità a fornitori di infrastrutture e a operatori che sapranno adattarsi più rapidamente.

Prospettive e rischi da monitorare

Tra i fattori da tenere sotto osservazione ci sono la velocità di implementazione effettiva, la reazione dei piccoli pool e dei minatori indipendenti, e l’impatto sui ricavi derivanti dalle commissioni di transazione. Se la maggior parte dei blocchi passerà davvero a template costruiti dai minatori, si potrebbe osservare un cambiamento nelle strategie di inclusione delle fee e nella competitività tra pool.

Infine, la normativa e il contesto energetico rimangono elementi chiave: qualunque evoluzione tecnologica deve essere valutata alla luce dei vincoli regolatori e dei costi energetici sul territorio, aspetti particolarmente sensibili per operatori europei e italiani che pianificano investimenti nel settore.

In sintesi

  • Il supporto a Stratum V2 da parte dei principali pool riduce il potere decisionale centrale sulle transazioni, migliorando la percezione di neutralità della rete ma non la concentrazione dell’hashrate.
  • Per gli investitori in infrastrutture di mining, la transizione apre opportunità di sviluppo software e servizi gestiti, ma richiede attenzione ai costi di aggiornamento e alla sostenibilità operativa data la pressione sui margini.
  • Dal punto di vista del mercato, una maggiore autonomia dei minatori può influenzare la dinamica delle commissioni e la competizione tra pool, con possibili ricadute sui ricavi delle aziende che forniscono energia e servizi di hosting in Italia.


Author: Tony
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