Peskov impone condizioni dure per la pace
- 13 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La breve tregua legata alle celebrazioni della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, evento che Vladimir Putin ha sempre valorizzato a fini propagandistici, si è esaurita presto e non ha prodotto alcun segnale di cessazione delle ostilità tra Russia e Ucraina.
Le operazioni militari e i bombardamenti sono ripresi con intensità variabile, accompagnati dal consueto scambio di accuse tra le parti. Anche le prospettive di colloqui di pace mediati dal Stati Uniti, impegnati contemporaneamente nella gestione del conflitto con il Iran, appaiono al momento congelate.
Secondo fonti vicine a entrambe le parti, Vladimir Putin punterebbe ora a consolidare e ampliare il controllo territoriale in Ucraina, con l’obiettivo di ottenere nuove conquiste dopo aver rafforzato la propria posizione nel Donbass. Sul fronte opposto, Kiev ritiene di avere margini di resistenza maggiori rispetto alle pressioni internazionali per un accordo rapido e svantaggioso, grazie al rallentamento dell’offensiva russa e ad attacchi con droni che hanno causato danni anche in profondità nel territorio nemico.
Un funzionario ucraino ha dichiarato:
“Gli Stati Uniti non hanno ottenuto alcun progresso da parte della Russia. Tutto ciò che si poteva negoziare è già stato fatto.”
Dmitry Peskov, portavoce presidenziale russo, ha affermato che un cessate il fuoco sarà possibile solo se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ordinerà alle forze armate ucraine di abbandonare il Donbass e le altre aree in mano russa. In risposta a una domanda sulle condizioni necessarie per avvicinare le parti a una soluzione, Peskov ha indicato questo come il passo decisivo.
Parallelamente, Mosca auspica che il Washington consideri la crisi ucraina una priorità minore rispetto al ripristino dei rapporti economici e diplomatici su larga scala, secondo le dichiarazioni di membri dell’apparato presidenziale russo. Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha confermato che il processo negoziale è attualmente bloccato e che, malgrado alcune parole inizialmente incoraggianti sulla cooperazione, non si registrano progressi concreti nelle relazioni bilaterali tra Russia e Stati Uniti.
La ripresa del conflitto
Sul terreno, gli scontri si sono intensificati: raid aerei russi hanno colpito un edificio residenziale nella regione di Rivne, causando vittime e feriti, secondo quanto riferito dall’amministrazione regionale. Nella regione di Kharkiv si registra almeno un civile morto in seguito agli attacchi odierni.
Contemporaneamente, le forze ucraine hanno dichiarato di aver colpito impianti industriali e infrastrutture energetiche all’interno della Federazione Russa, inclusa una raffineria vicino a Yaroslavl e un impianto di lavorazione del gas nella regione di Astrakhan, dove le operazioni hanno provocato incendi e danni materiali.
Volodymyr Zelensky ha auspicato che l’incontro fra Donald Trump e Xi Jinping possa contribuire a una svolta diplomatica sulle ostilità. Volodymyr Zelensky ha auspicato:
“Siamo in contatto costante con i nostri partner americani e speriamo che, mentre il presidente Trump si trova in Cina, venga affrontata anche la questione della fine della guerra russa contro l’Ucraina.”
Il ritorno delle ostilità ha rilevanti implicazioni strategiche e economiche. Il Donbass mantiene un valore simbolico e logistico per entrambe le parti: per Mosca rappresenta un tassello da consolidare per legittimare guadagni territoriali, mentre per Kiev il mantenimento della sovranità su quelle aree è cruciale per la ricostruzione politica e sociale del paese.
Per l’Unione Europea e in particolare per l’Italia, la ripresa delle ostilità può tradursi in volatilità sui mercati energetici, pressioni su prezzi del gas e del petrolio e possibili nuove ondate di sanzioni o controsanzioni che influenzerebbero catene di approvvigionamento e settori industriali. Inoltre, la permanenza del conflitto potrebbe sostenere ulteriori aumenti della spesa per la difesa nei paesi membri e ridefinire priorità di investimento nell’industria della sicurezza e nelle tecnologie per la resilienza infrastrutturale.
In sintesi
- La ritrovata intensità del conflitto rischia di alimentare incertezza sui mercati energetici europei, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulle bollette italiane nel medio termine.
- Un prolungarsi della guerra potrebbe accelerare la trasformazione delle strategie industriali verso settori legati alla sicurezza nazionale e alle tecnologie dual-use, creando opportunità ma anche pressioni sui bilanci pubblici.
- Per gli investitori, la situazione richiede una riallocazione prudente del portafoglio, privilegiando asset difensivi e settori meno esposti alle interruzioni delle forniture energetiche e alle sanzioni internazionali.