Il prezzo di ETH continuerà a scendere nel 2026?

Negli ultimi dodici mesi il token nativo di Ethereum, Ether (ETH), ha perso oltre il 35% rispetto a Bitcoin (BTC), e i segnali tecnici suggeriscono che la fase ribassista potrebbe proseguire.

Analisi tecnica del rapporto ETH/BTC

Il cambio ETH/BTC resta confinato sotto una trendline discendente pluriennale che ha bloccato ogni tentativo di rottura dal 2022. Questo stesso profilo tecnico ha anticipato, nella fase precedente, un calo vicino al 70% tra il 2024 e il 2025.

Dopo un ritest della stessa resistenza nell’agosto 2025, la coppia è stata respinta in prossimità di una congiunzione di ostacoli tecnici, fra cui il livello di ritracciamento di Fibonacci a 0,382 e la 50-month EMA. Da quel punto il prezzo è tornato a scendere perdendo anche il supporto della 20-month EMA in area 0,034 BTC, indicazione che la pressione di vendita rimane prevalente.

Se la debolezza dovesse perdurare, il target ribassista più rilevante per il 2026 è individuato intorno a 0,0176 BTC, circa il 40% sotto i livelli correnti: un livello coerente con il fondo del ciclo 2020 e con una dinamica di deleveraging sul mercato.

Segnali dagli indicatori di exchange

I dati sugli scambi evidenziano rischi di pressione venditrice per Ether. A maggio le riserve di ETH su Binance, il più grande exchange per volume, erano salite a 3,62 milioni di ETH, pari a circa il 24,6% del totale degli Ether detenuti sugli exchange, secondo il provider di dati CryptoQuant.

Al contrario, le riserve di Bitcoin su Binance mostrano un calo. L’aumento delle disponibilità di un asset su un exchange è spesso interpretabile come maggior offerta pronta ad essere venduta, mentre la diminuzione delle riserve tende a riflettere spostamenti verso detenzioni a lungo termine fuori dagli exchange.

Alla luce di queste dinamiche, la divergenza fra le riserve suggerisce una liquidità disponibile relativamente più ampia per Ether rispetto a Bitcoin, elemento che può accentuare pressioni al ribasso sul prezzo di ETH qualora la domanda non riesca ad assorbire l’offerta addizionale.

Fattori fondamentali e contesto istituzionale

La debolezza di Ethereum riflette anche un mutamento più ampio nei fondamentali: il racconto narrativo che in passato aveva definito ETH come “ultrasound money” ha perso impulso, mentre Bitcoin continua a beneficiare di accumuli da parte di investitori istituzionali e di una progressiva integrazione nei portafogli di Wall Street e di gestori patrimoniali.

Per gli operatori istituzionali, la differenza principale riguarda l’orientamento verso asset percepiti come riserve di valore e strumenti di diversificazione del portafoglio. Questo spostamento ha generato flussi che favoriscono Bitcoin, rendendo meno favorevole il posizionamento relativo di Ether nel breve-medio termine.

Implicazioni per gli investitori

Dal punto di vista operativo, l’attuale configurazione tecnica e i segnali di offerta emersi dagli exchange richiedono attenzione nella gestione del rischio. Posizioni in ETH possono essere soggette a volatilità pronunciata qualora la pressione di vendita sugli exchange aumenti ulteriormente.

Gli investitori orientati al lungo termine dovrebbero valutare l’allocazione secondo obiettivi di orizzonte temporale e propensione al rischio, considerando strumenti di copertura e dimensionamento delle posizioni. Per chi opera in ottica di trading, i livelli chiave indicati dalla struttura tecnica (resistenze multiple e medie mobili mensili) offrono punti di riferimento per decisioni di ingresso o uscita.

Infine, la differenza nelle riserve sugli exchange sottolinea l’importanza di monitorare i flussi on-chain e le metriche di liquidità come complementi all’analisi tecnica tradizionale.

In sintesi

  • La struttura tecnica del rapporto ETH/BTC indica rischio ulteriore verso il basso: un cedimento prolungato potrebbe estendere il calo fino a circa il 40% rispetto ai livelli attuali.
  • L’aumento delle riserve di ETH su Binance, a fronte di riserve di Bitcoin in diminuzione, segnala una maggiore offerta potenzialmente vendibile che può comprimere il prezzo di mercato di Ether.
  • Per gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali, la tendenza favorisce allocazioni maggiori su Bitcoin, ampliando il differenziale di domanda tra i due asset e influenzando decisioni strategiche di portafoglio.
  • Dal punto di vista operativo, è consigliabile integrare l’analisi tecnica con il monitoraggio dei flussi sugli exchange e adottare tecniche di gestione del rischio per proteggere esposizioni su Ether.


Author: Tony
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