Farmaceutica: la Lombardia guida il settore con 30mila addetti e 12 miliardi di esportazioni

Se c’è una regione italiana che più di altre rappresenta l’industria farmaceutica per produzione, innovazione ed export, quella è la Lombardia. Secondo i dati presentati in occasione del convegno organizzato da Farmindustria nello stabilimento storico di Bayer a Garbagnate Milanese, il territorio conta oltre 100 imprese farmaceutiche, circa 25.300 addetti diretti e altri 30.000 nell’indotto, cifre che collocano la produzione lombarda intorno alla metà di quella nazionale.

La ricerca è altrettanto concentrata: oltre il 50% degli studi clinici italiani ha luogo in Lombardia, con investimenti in R&S stimati in 640 milioni di euro e circa 2.500 addetti dedicati alla ricerca clinica e industriale.

Ecosistema competitivo in uno scenario complesso

Marcello Cattani ha dichiarato:

“La Lombardia è uno dei motori dell’industria farmaceutica italiana ed europea: un ecosistema molto competitivo, con forte integrazione tra ricerca pubblica e privata e una spiccata vocazione internazionale.”

Nel suo intervento, Marcello Cattani ha sottolineato come il contesto geopolitico e le tensioni nelle catene di approvvigionamento accentuino l’importanza di una filiera nazionale robusta. In particolare ha richiamato l’attenzione sul principio introdotto dall’ordine esecutivo statunitense Most Favored Nation (MFN), che allinea i prezzi dei farmaci rimborsati negli Stati Uniti a quelli praticati nei Paesi con prezzi più bassi, Italia compresa.

Secondo Cattani, l’effetto della misura è già misurabile: negli ultimi dieci mesi in Europa si è registrata una contrazione del lancio di nuovi farmaci stimata tra il 35% e il 40%, mentre gli Stati Uniti hanno attratto investimenti per oltre 400 miliardi di euro, rendendo più difficile per l’Europa convincere le multinazionali a incrementare gli investimenti nel Vecchio Continente.

Per l’Italia, nonostante le criticità, il 2026 è iniziato con una crescita della produzione del 5%, inferiore al record del 2025 ma comunque indicativa di un settore ancora dinamico.

Marcello Cattani ha anche richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra industria e istituzioni e di consolidare politiche industriali e sanitarie che favoriscano innovazione, investimenti e attrattività, proponendo di superare meccanismi ritenuti penalizzanti come il payback per restituire competitività al sistema.

Marcello Gemmato ha dichiarato:

“Il Governo ha messo in campo misure per sostenere il settore, dall’aumento della spesa farmaceutica ai decreti per la ricerca; restano però sfide importanti, a partire dal comportamento da assumere rispetto all’MFN.”

Gemmato ha inoltre richiamato l’urgenza di semplificare il quadro normativo: nel tempo si sono accumulate oltre 800 norme che complicano l’attività produttiva e di ricerca. Il Testo Unico in discussione punta a ridurre gli oneri normativi, abbassare la pressione fiscale diretta e indiretta e affrontare nodi strategici come la dipendenza dalle produzioni di principi attivi, attualmente per l’80% localizzate in India e Cina, con l’obiettivo di favorire il ritorno di filiere produttive in Italia e in Europa.

Gli 80 anni di Bayer

La ricorrenza degli 80 anni dello stabilimento di Bayer a Garbagnate Milanese è stata l’occasione per ribadire il legame storico tra l’azienda e il Paese. Arianna Gregis, amministratore delegato di Bayer Italia, ha ricordato il valore strategico del sito per il gruppo e per il sistema industriale nazionale.

Arianna Gregis ha dichiarato:

“Lo stabilimento di Garbagnate è un esempio di come tradizione e innovazione possano convivere: qui si coniugano qualità produttiva, competenze industriali e una dimensione globale con un cuore italiano.”

Nel sito lombardo vengono realizzate circa 8 miliardi di compresse all’anno, destinate all’export in circa 130 Paesi e utilizzate per trattare oltre 33 milioni di pazienti nel mondo; tra queste figure prodotti simbolo come la cardioaspirina, il cui 70% della produzione è rivolto al mercato della Cina.

Arianna Gregis ha inoltre sottolineato l’importanza di una visione strategica di medio-lungo periodo per la governance del settore, suggerendo orizzonti programmatici che vadano oltre i cicli politici trimestrali e che possano abbracciare progetti fino a 3, 5 o 10 anni, con il Testo Unico indicato come possibile leva di semplificazione e modernizzazione normativa.

Le esportazioni

I dati commerciali confermano il ruolo della Lombardia come hub export del farmaco: nel 2025 le esportazioni farmaceutiche regionali hanno raggiunto 11,9 miliardi di euro, pari a circa il 20% dell’export nazionale e al 46% dell’export hi‑tech regionale.

Nell’ultimo decennio l’export farmaceutico lombardo è quasi triplicato (+167%), con una crescita molto superiore alla media degli altri settori manifatturieri (+44%). Tra le province che trainano le vendite all’estero figurano Milano, Monza‑Brianza, Pavia, Varese, Como, Bergamo e Lodi, a testimonianza della diffusione capillare della filiera nel territorio.

In sintesi

  • La concentrazione industriale e scientifica in Lombardia crea un vantaggio competitivo, ma l’esposizione alle politiche internazionali come il MFN richiede strategie di mitigazione per preservare la capacità di attrarre investimenti esteri.
  • La spinta alla riconversione delle filiere dei principi attivi verso l’Europa può rappresentare sia un’opportunità industriale sia una sfida finanziaria: servono incentivi mirati e investimenti pubblici‑privati per sostenere la reindustrializzazione.
  • La semplificazione normativa prevista dal Testo Unico è cruciale per ridurre costi amministrativi e aumentare la produttività; per gli investitori istituzionali italiani e stranieri, maggiore certezza regolatoria aumenta l’attrattività del settore.
  • Per il sistema creditizio e gli attori finanziari italiani, il rafforzamento della filiera farmaceutica regionale offre opportunità di progetto su mid‑long term financing e di sviluppo di strumenti dedicati all’innovazione tecnologica e alla capacità export.


Author: Tony
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