Digital Asset Holdings punta a raccogliere 300 milioni di dollari nella sua ultima operazione di finanziamento

Digital Asset Holdings starebbe raccogliendo nuovi fondi con una valutazione intorno ai 2 miliardi di dollari, in una tornata da circa 300 milioni di dollari guidata dal fondo a16z crypto, secondo fonti vicine all’operazione.

Meno di un anno fa la stessa società aveva completato un round strategico da 135 milioni di dollari guidato da DRW Venture Capital e Tradeweb Markets, a conferma di un interesse continuativo degli investitori istituzionali verso soluzioni blockchain pensate per il settore finanziario.

Un portavoce della società ha preferito non rilasciare commenti pubblici sui dettagli della nuova raccolta mentre le trattative sono in corso.

Nell’ambito delle iniziative più rilevanti, a dicembre Digital Asset, il Canton Network e la Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) hanno annunciato una collaborazione volta a rendere possibile la tokenizzazione degli asset custoditi da DTCC sulla rete Canton.

DTCC ha inoltre pianificato un pilota per il trading di versioni tokenizzate di una parte dei 114 trilioni di dollari di asset liquidi che custodisce, con avvio previsto per luglio e l’obiettivo di un servizio completo entro ottobre, segnando un potenziale punto di svolta operativo per la post-trade.

Il Canton Network è una rete blockchain permissioned progettata per istituzioni finanziarie: offre meccanismi di privacy, controlli di accesso e interoperabilità tra partecipanti regolamentati, consentendo l’integrazione di dati e processi tradizionali con flussi on‑chain.

Adozione da parte di istituzioni finanziarie

Negli ultimi mesi diverse entità finanziarie hanno iniziato a sperimentare o a integrare servizi sulla rete. L’agenzia di rating Moody’s ha reso disponibili alcuni dati di valutazione on‑chain, permettendo così alle controparti di utilizzare informazioni di credito direttamente nei flussi di lavoro blockchain.

In Giappone la Japan Securities Clearing Corporation (JSCC) ha avviato test su titoli di Stato on‑chain per verificare la trasferibilità della proprietà e l’impiego dei bond come collateral digitale, un esperimento che potrebbe ridisegnare la gestione del collaterale in mercati molto vasti.

In Svizzera la banca crypto Amina ha annunciato supporto per la custodia e il trading del token di utilità del Canton Network, Canton Coin, segnando l’interesse di operatori bancari regolamentati verso asset nativi delle reti permissioned.

Implicazioni regolamentari e operative

L’estensione dell’uso di reti permissioned per asset tokenizzati solleva questioni complesse: applicazione delle norme antiriciclaggio, responsabilità del custode, riconoscimento legale della titolarità tokenizzata e interoperabilità con sistemi legacy di regolamento e compensazione.

Autorità di vigilanza come FINMA in Svizzera e le controparti regolatorie europee dovranno definire linee guida operative che bilancino innovazione e tutela degli investitori; per operatori italiani, il coordinamento con Banca d’Italia e CONSOB sarà cruciale per offrire servizi conformi e competitivi.

Prospettive di mercato e rischi per gli investitori

L’adozione istituzionale di reti come Canton Network potrebbe migliorare la liquidità e ridurre i tempi di regolamento su alcuni strumenti finanziari, ma introduce anche rischi nuovi: concentrazione della governance, dipendenza da fornitori di infrastruttura e questioni di privacy e resilienza.

Per gli investitori privati e istituzionali è essenziale valutare non solo il potenziale upside legato a maggior efficienza, ma anche la governance del network, la natura e l’utilità del token associato e i possibili scenari regolatori che potrebbero influire sul valore e sull’utilizzabilità degli asset tokenizzati.

Prossimi sviluppi attesi

Nei prossimi mesi sarà importante osservare l’esito del round di finanziamento e l’adozione operativa da parte di grandi depositari e banche: la combinazione di capitale fresco e partnership industriali potrà accelerare l’integrazione tra infrastrutture tradizionali e tecnologie distributed ledger.

In parallelo, l’evoluzione normativa e gli esiti dei pilota determineranno la velocità con cui soluzioni di tokenizzazione su reti permissioned potranno essere scalate su mercati reali senza compromettere la sicurezza e la conformità regolamentare.

In sintesi

  • L’espansione degli investimenti in Canton Network indica un crescente interesse istituzionale per la tokenizzazione, ma richiede valutazioni approfondite sulla governance della rete e sulla dipendenza da fornitori tecnologici.
  • Per gli investitori, la comparsa di utility token collegati a infrastrutture finanziarie impone due diligence su aspetti regolatori, modalità di custodia e scenari di liquidità secondaria.
  • Dal punto di vista macroeconomico, l’adozione di asset tokenizzati potrebbe abbattere alcuni costi di post‑trade e aumentare l’efficienza del mercato, offrendo opportunità per banche e custodi italiani di innovare servizi e competenze.


Author: Tony
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