Adozioni internazionali in calo: la complessità dei casi rallenta le procedure e mette a rischio i bambini
- 11 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Marco Rossin ha spiegato:
“Ci sono due fattori che concorrono alla dilatazione dei tempi. Il primo riguarda l’aumento della complessità dei bisogni dei bambini di oggi che spesso le aspiranti famiglie affidatarie non sono in grado di fronteggiare, e poi c’è il cosiddetto “effetto imbuto” su alcuni Paesi: quegli Stati che dimostrano di avere un bisogno elevato di adozioni internazionali, nel lungo periodo subiranno un sovraccarico delle richieste di adozione che aumenterà inevitabilmente i tempi della procedura.”
Nonostante la delicatezza e la crescente complessità delle pratiche, i dati più recenti rilevano una lieve riduzione dei tempi medi: la procedura è durata in media 31 mesi nel 2024 rispetto ai 33 mesi del 2023. Secondo Fondazione Avsi, questo indica che i canali diplomatici e amministrativi continuano a funzionare, benché in un contesto internazionale più instabile e con bisogni sempre più articolati.
Cause della dilatazione dei tempi
La prima dinamica individuata riguarda la tipologia dei bambini che oggi arrivano ai programmi di adozione internazionale: in misura crescente presentano bisogni sanitari, psicologici o legati a situazioni familiari complesse, che richiedono valutazioni approfondite e percorsi di preparazione per le famiglie. Il secondo fattore, definito come effetto imbuto, si manifesta quando alcuni Paesi sorgente accumulano un numero elevato di domande, sovraccaricando gli sportelli e i servizi di cooperazione internazionale.
Queste tendenze impongono una maggiore interazione tra enti autorizzati, rappresentanze diplomatiche e servizi sociali esteri, con impatti organizzativi e finanziari non trascurabili per gli operatori che gestiscono le pratiche di adozione.
Le adozioni da parte di persone single
Una delle novità più discusse è l’apertura alle adozioni internazionali per le persone single a seguito della sentenza n. 33 depositata il 21 marzo 2025 dalla Corte costituzionale. I dati raccolti da Fondazione Avsi segnalano che 195 persone single hanno presentato domanda di idoneità: si tratta di candidati che hanno avviato il percorso informativo e valutativo volto a verificare la capacità genitoriale.
Secondo i numeri comunicati dal CAI, dieci richiedenti single hanno formalmente affidato l’incarico a un ente autorizzato e hanno quindi iniziato la procedura vera e propria. Come osservato dagli operatori del settore, molte più persone partecipano agli incontri informativi rispetto a quelle che completano l’intero iter, poiché i passaggi successivi richiedono investimenti economici, tempo e resilienza emotiva.
Questioni legali sulle coppie unite civilmente
È in corso una valutazione di costituzionalità sul divieto che impedisce alle coppie omosessuali, unite civilmente, di accedere all’adozione internazionale. Il Tribunale di Venezia ha posto quesiti alla Corte costituzionale riguardo alla conformità dell’articolo 39-bis della legge 184/1983 con la Carta e con la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.
La pronuncia della Corte avrà ricadute significative non solo sul piano dei diritti, ma anche sulla gestione delle pratiche e sulle relazioni con i paesi d’origine: un eventuale ampliamento dell’accesso potrebbe modificare la domanda interna di adozioni internazionali e richiedere nuovi protocolli di cooperazione internazionale.
Misure di supporto economico per le adozioni
Nel 2025 è stato introdotto un nuovo pacchetto di misure a sostegno delle famiglie adottive con il Decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità del 5 settembre 2025. Il provvedimento prevede contributi straordinari per il rimborso delle spese sostenute dalle famiglie, con un incentivo aggiuntivo di 3.500 euro per chi accoglie bambini con bisogni speciali.
Queste misure mirano a ridurre il peso economico iniziale dell’adozione, a incentivare l’accoglienza di minori con fragilità e a sostenere il lavoro di enti e operatori che assistono le famiglie nel percorso di inserimento e follow-up.
Implicazioni operative e coordinamento istituzionale
L’evoluzione normativa e procedurale richiede un rafforzamento del coordinamento tra enti autorizzati, servizi sociali regionali, rappresentanze diplomatiche e Paesi di provenienza dei minori. Investimenti in formazione specifica per gli operatori, in servizi sanitari pediatrici e nelle strutture di accoglienza risultano necessari per rispondere ai bisogni complessi dei bambini.
Sul piano politico, le scelte della magistratura costituzionale e i provvedimenti ministeriali influenzeranno i rapporti con gli Stati partner e la programmazione di risorse pubbliche per il Welfare, oltre a determinare nuovi standard di tutela dei diritti dei minori.
Prospettive per il sistema dell’adozione
Nel medio periodo è prevedibile una crescita della domanda di servizi specialistici rivolti a minori con bisogni sanitari o psicosociali, insieme a una maggiore professionalizzazione degli enti che accompagnano le famiglie. Allo stesso tempo, la stabilità dei canali diplomatici e una normativa chiara potranno ridurre l’incertezza e contenere i tempi, sebbene non eliminino del tutto le complessità intrinseche al sistema.
In sintesi
- L’incremento dei bisogni complessi dei minori crea opportunità di mercato per servizi sanitari e terapeutici specializzati; investimenti privati e pubblici nel settore possono migliorare l’offerta e ridurre i tempi procedurali.
- I contributi ministeriali attenuano il carico finanziario iniziale sulle famiglie, ma richiedono una programmazione delle risorse pubbliche che potrebbe spostare priorità di spesa nel Welfare locale.
- La possibile estensione dei diritti (singoli e coppie unite civilmente) potrebbe ampliare la base di domanda, generando volumi maggiori per enti autorizzati e operatori legali; ciò impone attenzione alle capacità organizzative e al controllo dei costi.