Il mercato cripto della Corea del Sud perde metà del suo valore mentre il boom azionario distoglie gli investitori

Negli ultimi dodici mesi il valore delle criptovalute detenute dagli investitori in Corea del Sud si è più che dimezzato: da 121,8 trilioni di won alla fine di gennaio 2025 è sceso a 60,6 trilioni di won a fine febbraio 2026, con una contrazione che riflette sia la caduta dei prezzi sia una redistribuzione del capitale verso i mercati azionari.

Volumi di scambio e liquidità in diminuzione

I volumi giornalieri complessivi sulle principali piattaforme del paese, tra cui Upbit, Bithumb, Korbit, Coinone e Gopax, hanno subito un forte calo: da circa 11,6 miliardi di dollari a dicembre 2024 si sono ridotti a circa 3 miliardi di dollari a febbraio 2026, segnalando una minore attività speculativa e una riduzione della profondità di mercato.

Anche i depositi in won sulle piattaforme, spesso considerati come “polvere secca” degli investitori, sono scesi significativamente: da 10,7 trilioni di won a fine 2024 a 7,8 trilioni imputabili a prelievi, spostamenti verso altri asset e a una generale avversione al rischio.

Stabile la domanda di stablecoin

Contrariamente al trend del mercato cripto nel suo complesso, le riserve in stablecoin sono inizialmente aumentate: da 60 milioni di dollari a luglio 2024 sono arrivate a un picco di 597 milioni a dicembre, per poi ridursi a 41 milioni a febbraio 2026. La flessione finale è però molto meno pronunciata rispetto alle altre componenti del portafoglio crypto, indicando che molti investitori hanno preferito mantenere liquidità “stabile” in attesa di segnali più chiari.

Nuove regole antiriciclaggio e possibili effetti collaterali

Le autorità finanziarie sudcoreane prevedono di introdurre in agosto regole antiriciclaggio riviste che implicheranno la segnalazione automatica di operazioni superiori a 10 milioni di won effettuate verso exchange esteri o wallet privati. L’obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza e contrastare l’uso illecito delle valute digitali.

DAXA, organismo di categoria, ha tuttavia contestato la misura, definendola sproporzionata e destinata a spingere gli utenti verso piattaforme offshore come Binance. Secondo l’associazione, l’adozione della soglia proposta potrebbe moltiplicare per 85 il numero delle segnalazioni di operazioni sospette provenienti dai cinque maggiori exchange del paese, rendendo di fatto insostenibile l’adempimento pratico.

Impatto fiscale e tempistiche

La discussione pubblica si è intensificata anche attorno al regime fiscale: il Ministero delle Finanze ha confermato che l’imposta del 22% sulle plusvalenze da criptovalute è prevista entrare in vigore il 1° gennaio 2027. La misura, concepita per armonizzare il trattamento fiscale dei redditi finanziari, potrebbe però comprimere ulteriormente l’appetito per l’investimento in attività digitali se combinata con oneri amministrativi più stringenti.

Infrastrutture per asset tokenizzati

In parallelo all’intensificarsi della regolamentazione, alcune grandi aziende tecnologiche locali sono impegnate a creare infrastrutture di mercato per gli asset tokenizzati. Samsung SDS ha ottenuto un contratto per sviluppare e gestire una piattaforma basata su blockchain per la Korea Securities Depository (KSD), con obiettivi di completamento fissati entro febbraio 2027.

Questo progetto è parte di una strategia più ampia: costruire un’infrastruttura regolamentata che consenta l’emissione, la custodia e la negoziazione di titoli tokenizzati quando il quadro normativo nazionale entrerà pienamente in vigore. Se implementata correttamente, la nuova infrastruttura potrebbe attirare attività istituzionali e offrire strumenti di investimento più liquidi e trasparenti.

Conseguenze politico-economiche e scenari futuri

Il combinato disposto di regole antiriciclaggio più severe e di una tassazione specifica rende il contesto operativo per le criptovalute in Corea del Sud più oneroso nel medio termine. Le imprese del settore dovranno potenziare i sistemi di compliance e adattare l’offerta per mantenere clientela domestica ed evitare la fuga verso mercati con requisiti più leggeri.

Per gli investitori retail e istituzionali, il rischio è una riduzione della profondità di mercato e una maggiore volatilità, mentre per il sistema finanziario nazionale la sfida sarà bilanciare tutela degli utenti e competitività delle piattaforme locali rispetto agli attori globali.

In sintesi

  • La contrazione degli asset cripto evidenzia un riassetto degli investimenti: per gli investitori italiani interessati ai mercati globali, è importante valutare anche l’esposizione a giurisdizioni con regolamentazioni più rigide, che possono aumentare i costi di trading.
  • L’introduzione di regole AML più stringenti potrebbe creare opportunità per provider di soluzioni di compliance e custodia qualificata, favorendo quelle imprese in grado di offrire servizi conformi e scalabili.
  • La nascita di infrastrutture per asset tokenizzati come quella commissionata alla KSD segnala un futuro possibile di maggiore istituzionalizzazione: per gli investitori professionali italiani questo può tradursi in nuovi strumenti di diversificazione, ma richiederà attenzione alla standardizzazione e alla liquidità effettiva.


Author: Tony
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