Corte dei conti della Lombardia: ipotesi di danno erariale per gli extracosti all’Arena Santa Giulia

La Procura regionale della Corte dei Conti ha avviato un’indagine sugli extracosti collegati all’Arena Santa Giulia, la struttura che ha ospitato l’impianto per l’hockey su ghiaccio maschile in occasione delle Olimpiadi di Milano e Cortina.

Il nucleo Pef della Guardia di finanza di Milano ha notificato l’ordine di esibizione dei documenti agli uffici della Direzione generale del Comune, nell’ambito di verifiche sulla sussistenza di un ipotizzato danno erariale.

Le tensioni sui costi sono emerse dopo il forte aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime seguito all’avvio del conflitto russo-ucraino. Già nel 2023 la società proprietaria dell’impianto, Eventim (attraverso la veicolo Evd Milan Srl), aveva avanzato richieste di maggiori risorse, indicando inizialmente una necessità supplementare nell’ordine di circa 120-130 milioni su un quadro economico di partenza prossimo a 180 milioni.

Le cifre sono poi state oggetto di aggiustamenti in relazione all’evoluzione dei mercati internazionali e alle trattative contrattuali, ma già alcuni anni fa era evidente che il costo complessivo dell’opera sarebbe risultato significativamente superiore alle stime iniziali.

All’inizio dell’anno si è parlato di una richiesta complessiva di extracosti pari a circa 134 milioni, cifra sulla quale il settore pubblico — il Comune e la Regione Lombardia — si è mostrato disponibile a riconoscere solo una porzione limitata, dando avvio a negoziazioni mirate a definire la quota effettiva di compartecipazione pubblica.

Nel corso del 2025 il decreto Sport del governo ha sbloccato risorse specifiche per coprire parte degli extracosti, assegnando all’Arena una somma pari a 21 milioni; contestualmente è stata approvata una modifica di convenzione tra Comune e Regione finalizzata a riconoscere al gruppo proprietario l’organizzazione di ulteriori eventi sportivi di rilievo nazionale come forma di compensazione economica e programmatica.

Al centro dell’attenzione della Corte dei conti e del nucleo Pef non ci sono solo i numeri complessivi, ma anche gli impegni concreti che la società avrebbe dovuto garantire in cambio delle risorse pubbliche: fra questi, la previsione di un calendario minimo di eventi aperti al pubblico, indicato dall’amministrazione comunale in due concerti all’anno.

Gli inquirenti ritengono che tale offerta di servizi possa risultare insufficiente rispetto agli investimenti pubblici erogati, ipotizzando così una sproporzione tra contributi erogati e benefici collettivi. Al momento le verifiche hanno natura amministrativa; non risultano aperture di fascicoli penali presso la Procura di Milano.

La funzione della Corte dei conti in questi casi è tutelare il patrimonio pubblico e accertare la responsabilità amministrativa e contabile: le verifiche possono portare a richieste di rimborso, sanzioni amministrative o indicazioni per il rafforzamento delle clausole contrattuali nei rapporti pubblico-privato.

Il caso dell’Arena Santa Giulia mette in luce criticità tipiche dei partenariati pubblico-privati per grandi infrastrutture culturali e sportive: la necessità di prevedere meccanismi di adeguamento dei prezzi, clausole di condivisione del rischio e garanzie sull’erogazione di servizi pubblici in cambio di sostegni finanziari.

Dal punto di vista finanziario, controversie di questo tipo possono riverberarsi sui bilanci comunali e regionali, incidendo sulla capacità di spesa per altri servizi locali e sulla percezione di rischio da parte di investitori e operatori che partecipano a futuri progetti infrastrutturali.

Nei prossimi mesi le amministrazioni coinvolte e gli organi di controllo procederanno con approfondimenti documentali e valutazioni tecniche per stabilire ampiezza e legittimità degli extracosti riconosciuti; eventuali riscontri di irregolarità potrebbero tradursi in richieste di recupero somme o in revisioni delle convenzioni contrattuali.

Contesto istituzionale e iter delle verifiche

La procedura adottata dal nucleo Pef della Guardia di finanza consiste nella raccolta di tutta la documentazione utile a valutare la correttezza degli atti amministrativi e la congruità dei costi dichiarati. Successivamente la Corte dei conti esaminerà gli elementi per determinare eventuali profili di danno erariale o responsabilità contabile.

Parallelamente, le amministrazioni locali e la società potrebbero proseguire il confronto su base negoziale per ridefinire rapporti economici e piani di esercizio dell’impianto, con l’obiettivo di salvaguardare l’interesse pubblico senza compromettere la sostenibilità dell’operazione per l’operatore privato.

Implicazioni pratiche e suggerimenti per il futuro

Per ridurre il rischio di contenziosi simili è opportuno che i contratti pubblici includano clausole di adeguamento parametrate a indicatori economici chiari, piani di verifica delle prestazioni e forme di garanzia che colleghino i contributi pubblici a risultati effettivi per la collettività.

Maggiore trasparenza sui costi di costruzione e gestione e la pubblicazione dei criteri di valutazione utilizzati nelle negoziazioni favorirebbero la fiducia dei cittadini e degli investitori, contribuendo a rendere più sostenibili i grandi progetti sportivi e culturali sul territorio.

Prossime fasi

Le verifiche documentali avviate determineranno il calendario delle attività istruttorie: dalla ricostruzione dei costi reali alle valutazioni di congruità dei servizi promessi. Eventuali esiti sfavorevoli potrebbero tradursi in richieste di rimborso o in sanzioni amministrative rivolte agli enti o ai soggetti responsabili.

Rimane al centro la necessità di bilanciare l’esigenza di attrarre investimenti privati con l’obbligo di tutelare gli interessi collettivi, soprattutto quando risorse pubbliche significative sono impiegate per opere destinate ad uso temporaneo o ad eventi con ritorni incerti.

In sintesi

  • La verifica della Corte dei conti evidenzia come l’aumento dei costi e le negoziazioni contrattuali possano esporre i bilanci pubblici a rischi significativi, con possibili riflessi sulla capacità di spesa locale.
  • I partenariati pubblico-privati nel settore degli impianti sportivi richiedono meccanismi più rigorosi di condivisione del rischio e indicatori di performance collegati a trasferimenti economici per evitare contenziosi costosi per i contribuenti.
  • Per gli investitori e gli operatori di settore, il caso sottolinea l’importanza di clausole contrattuali chiare su adeguamenti dei prezzi e compensazioni, fattori che incidono sulla valutazione del rischio e sul rendimento atteso.
  • Una maggiore trasparenza nelle procedure di negoziazione e nella rendicontazione dei costi favorirebbe la fiducia del mercato e ridurrebbe l’incertezza normativa per progetti futuri.


Author: Tony
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