Riot registra 167 milioni di dollari di ricavi nel primo trimestre, la divisione data center incassa 33 milioni di dollari

Riot Platforms ha registrato ricavi per 167,2 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026, grazie anche al contributo di 33,2 milioni di dollari derivanti dalla sua nuova divisione di data center.

Questo segmento infrastrutturale ha in parte compensato il calo del core business di estrazione di Bitcoin, che è sceso a 111,9 milioni di dollari rispetto ai 142,9 milioni del primo trimestre 2025, influenzato sia dalla diminuzione del prezzo medio del Bitcoin sia da un aumento del 24% del tasso di hash della rete globale.

Nel periodo la società ha prodotto 1.473 Bitcoin, in calo rispetto ai 1.530 dell’anno precedente, mentre il costo medio per minare una moneta è salito a 44.629 dollari da 43.808 dollari.

Jason Les ha dichiarato:

“Il primo trimestre del 2026 rappresenta un punto di svolta definitivo per Riot, poiché siamo ufficialmente passati a operare come un’azienda di data center attiva e generatrice di ricavi. La decisione di AMD di raddoppiare la capacità contrattata a 50 megawatt durante il trimestre convalida la nostra capacità di esecuzione su scala istituzionale.”

La multinazionale AMD aveva inizialmente contrattato 25 megawatt e ha esercitato un’opzione per portare la capacità totale contrattata a 50 megawatt di infrastruttura IT critica, un segnale di fiducia verso il modello operativo di Riot.

Posizione in Bitcoin e liquidità

Alla chiusura del trimestre Riot deteneva 15.679 Bitcoin, valutati intorno a 1,1 miliardi di dollari in base al prezzo del Bitcoin al 31 marzo di 68.222 dollari. Di questi, 5.802 monete erano vincolate come garanzia.

La società disponeva di 282,5 milioni di dollari di liquidità, di cui 76,9 milioni risultavano vincolati, e ha inoltre venduto oltre 250 milioni di dollari in Bitcoin durante il trimestre per gestire il bilancio e le esigenze operative.

Il ramo di ricavi legato all’ingegneria e ai servizi infrastrutturali è salito a 22,2 milioni di dollari rispetto a 13,9 milioni dell’anno precedente, contribuendo a una maggiore diversificazione dei flussi di entrate.

Sul mercato azionario le azioni di Riot hanno reagito positivamente all’annuncio: il titolo ha chiuso la sessione in rialzo, con un aumento significativo legato alle prospettive della nuova attività di data center.

Spinta del settore verso l’infrastruttura per l’AI

Il report conferma una tendenza più ampia nell’industria: i miner di Bitcoin stanno riconvertendo capacità e siti per ospitare carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, alla ricerca di ricavi più stabili rispetto alle variabili rendite dell’estrazione.

Un esempio è Core Scientific, che sta trasformando il proprio sito di Pecos, Texas in un campus di data center focalizzato sull’AI con una potenza complessiva prevista di 1,5 gigawatt, riproporzionando circa 300 megawatt originariamente destinati al mining e acquisendo oltre 200 acri per lo sviluppo.

Altri operatori del settore stanno facendo mosse analoghe: MARA Holdings ha rilevato una partecipazione di controllo in Exaion, mentre realtà come Hive, Hut 8, TeraWulf e Iren stanno riconvertendo strutture di mining in data center con finalità diverse dall’estrazione diretta.

Implicazioni per investitori e mercato

La diversificazione verso i data center può ridurre la volatilità dei ricavi per le società di mining, esponendole però a nuove dinamiche di mercato come la domanda di capacità per modelli di AI, i contratti con grandi clienti istituzionali e i costi di capitale per lo sviluppo infrastrutturale.

Per gli investitori, la capacità di convertire asset di mining in piattaforme di servizi IT rappresenta una strategia di mitigazione del rischio legata alla volatilità del Bitcoin, ma introduce esposizione a settori altamente competitivi e dipendenti da consumi energetici e regolamentazioni locali.

Inoltre, l’aumento del costo medio per minare un Bitcoin e la crescita del tasso di hash globale evidenziano come la redditività dell’estrazione rimanga sensibile a fattori tecnologici ed energetici che possono spingere ulteriormente la migrazione verso business di infrastruttura per l’AI.

In sintesi

  • La trasformazione di Riot Platforms verso i data center attenua la dipendenza dai ricavi da mining, offrendo una fonte più prevedibile ma richiedendo investimenti ingenti e relazioni con grandi clienti istituzionali.
  • Per il mercato italiano, l’espansione dell’infrastruttura per l’AI indica opportunità per fornitori di energia, servizi di raffreddamento e appalti ICT, con possibili ricadute occupazionali e tecnologiche nel medio termine.
  • Gli investitori devono valutare l’equilibrio tra il valore del portafoglio in Bitcoin e la sostenibilità dei ricavi infrastrutturali: la conversione di attività può migliorare la stabilità, ma aumenta l’esposizione a costi operativi e rischi regolatori.


Author: Tony
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