Piano Mattei: Fabrizio Saggio evidenzia la fase di maturità con nuovi investimenti e cooperazione rafforzata in Africa
- 22 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il Piano Mattei entra in una nuova fase di sviluppo, caratterizzata da risultati concreti, una struttura finanziaria ormai consolidata e una collaborazione internazionale sempre più ampia. A delineare lo stato di avanzamento del programma è stato Fabrizio Saggio, Coordinatore della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Senato e Camera dedicata alla Terza Relazione annuale al Parlamento.
Secondo Saggio, il Piano è giunto al suo terzo anno di operatività, una fase che ha definito quella della “maturità”, grazie al conseguimento di risultati misurabili sul campo e al rafforzamento degli strumenti finanziari e delle partnership internazionali.
Più Paesi coinvolti e nuovi investimenti in Africa
Nel suo intervento, Fabrizio Saggio ha evidenziato l’espansione geografica del Piano Mattei, passato dalle iniziali 9 nazioni alle 18 attualmente coinvolte.
Parallelamente, il Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima ha deliberato 15 interventi nel continente africano, destinando 1 miliardo di euro nei soli ultimi dodici mesi a progetti di sviluppo.
“Siamo nel terzo anno di operatività del Piano. È l’anno che definirei della maturità: risultati misurabili sul terreno, un’architettura finanziaria definita e una collaborazione internazionale consolidata”, ha dichiarato Saggio, sottolineando il percorso di crescita dell’iniziativa.
Conversione del debito in progetti di sviluppo
Uno degli elementi centrali illustrati dal Coordinatore riguarda la conversione di circa 269 milioni di euro di crediti bilaterali vantati dall’Italia nei confronti di Paesi africani a basso e medio reddito.
Le risorse saranno destinate a finanziare progetti di sviluppo, con l’obiettivo di trasformare il debito in investimenti a favore del capitale umano, delle infrastrutture e dello sviluppo economico locale.
“La nostra azione di conversione del debito risponde alla necessità di trasformare passività finanziarie in investimenti reali sul capitale umano e sulle infrastrutture”, ha spiegato Saggio, definendo questa strategia una scelta “strutturale e non affidata a iniziative singole”.
Operativi gli strumenti finanziari del Piano
Nel corso dell’audizione è stata inoltre ribadita la piena operatività dell’architettura finanziaria del Piano Mattei.
Tra gli strumenti già attivi figura il Plafond Africa, che consente a Cassa Depositi e Prestiti di impegnare fino a 500 milioni di euro di risorse proprie, insieme alla Misura Africa di SIMEST, che mette a disposizione oltre 100 milioni di euro a sostegno delle PMI italiane interessate a sviluppare progetti nel continente africano.
Questi strumenti sono destinati a favorire gli investimenti, rafforzare la presenza delle imprese italiane e sostenere iniziative di cooperazione economica con i Paesi partner.
L’effetto leva con le istituzioni finanziarie internazionali
Fabrizio Saggio ha illustrato anche i risultati della collaborazione con le principali istituzioni finanziarie internazionali.
Secondo quanto riferito, SACE ha mobilitato circa 4 miliardi di euro di garanzie, mentre i progetti sviluppati con la Banca Mondiale ammontano a oltre 550 milioni di euro. A questi si aggiungono quasi 200 milioni di euro di iniziative realizzate con la Banca Africana di Sviluppo.
Per i prossimi dodici mesi, il Piano Mattei punta ad attivare almeno altri 500 milioni di euro di finanziamenti destinati a nuovi progetti nei settori dell’energia, dell’acqua e delle infrastrutture, con particolare attenzione anche alla formazione e allo sviluppo della filiera dei minerali critici, considerati strategici per la crescita economica e la transizione industriale.