Prysmian in crescita: ricavi per 5,218 miliardi nel trimestre

Prysmian ha aperto l’anno con risultati positivi: i ricavi del primo trimestre sono saliti a 5,218 miliardi di euro, con una crescita organica del 5% rispetto ai 4,771 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. L’adjusted Ebitda si è attestato a 601 milioni, lievemente sotto il consenso degli analisti, mentre il margine complessivo calcolato al prezzo standard dei metalli è salito al 14,2% rispetto al 13,1% dell’anno precedente. L’utile netto è cresciuto a 253 milioni e il free cash flow è stato di 1,191 miliardi. L’indebitamento finanziario netto è diminuito a 3,818 miliardi, rispetto ai 4,884 miliardi precedenti. La società ha confermato la guidance per l’adjusted Ebitda nel range tra 2,625 e 2,775 miliardi e un free cash flow atteso tra 1,3 e 1,4 miliardi.

Massimo Battaini ha commentato:

“Nel primo trimestre abbiamo realizzato progressi significativi: crescita organica sostenuta, miglioramento dei margini e robusta generazione di cassa. Questi elementi rappresentano la base di un trend che intendiamo consolidare nel 2026. Gli sviluppi geopolitici recenti hanno ulteriormente evidenziato il ruolo strategico delle nostre soluzioni nel garantire sicurezza energetica, accelerare la transizione verso energie pulite e modernizzare le infrastrutture attraverso interconnessioni e potenziamento delle reti elettriche, oltre a sostenere la crescente domanda di elettrificazione, inclusa quella proveniente dai data center.”

Dettaglio per aree di business

Sul fronte delle singole aree operative, il segmento Transmission si conferma tra i principali motori di profitto: il management ritiene che l’adjusted Ebitda possa superare del 25% il risultato del 2025, con un’accelerazione nei trimestri successivi. La crescita organica attesa per l’anno è a doppia cifra, in linea con l’avanzamento dei progetti. I ricavi trimestrali del segmento sono stati pari a 754 milioni, praticamente stabili rispetto ai 743 milioni dell’anno precedente, mentre il backlog commerciale si mantiene attorno ai 17 miliardi, a cui vanno aggiunti circa 2 miliardi di commesse in fase di aggiudicazione.

Il segmento Power Grid ha mostrato un’accelerazione nella crescita dei ricavi, saliti a 1,012 miliardi con una crescita organica del 16,2%. I margini sono stati penalizzati in parte dall’aumento temporaneo dei costi dei metalli, con un adjusted Ebitda pari a 107 milioni; la società prevede un progressivo miglioramento della redditività a partire dal secondo trimestre, man mano che l’impatto dei prezzi delle materie prime si attenuerà o verranno applicati meccanismi di pricing adeguati.

Nel comparto dell’Elettrificazione, il business Industrial&Construction ha registrato una forte performance in termini di crescita e marginalità nel primo trimestre, trainata principalmente dalla domanda in Nord America legata ai data center, con ricavi pari a 2,16 miliardi. Le attività raggruppate nelle Specialties hanno continuato a risentire delle difficoltà nei segmenti Automotive, Elevators e O&G, pur mantenendo una redditività sostanzialmente stabile; i ricavi delle Specialties sono scesi a 696 milioni (-6,1%).

L’effetto dei prezzi dei metalli è emerso come fattore trasversale che ha influenzato in modo differenziato le margini per area geografica e di business: la rappresentazione al prezzo standard dei metalli ha mostrato un miglioramento complessivo del margine operativo, ma la sensibilità a queste variabili rimane un elemento da monitorare per i trimestri a venire. La conferma della guidance e la solida generazione di cassa vengono interpretate dal mercato come segnali di resilienza finanziaria, utili sia per sostenere investimenti nelle reti ad alta tensione sia per ridurre il leverage.

In sintesi

  • La solida generazione di cassa e la riduzione dell’indebitamento migliorano il profilo di rischio dell’azienda, aumentando la capacità di finanziare investimenti strategici nelle interconnessioni e nelle reti elettriche senza ricorrere a politiche aggressive di indebitamento.
  • Il consistente backlog di commesse fornisce visibilità sui ricavi a medio termine e riduce il rischio di fluttuazioni cicliche, un elemento chiave nella valutazione del fair value da parte degli investitori istituzionali.
  • La dipendenza dalla volatilità dei prezzi dei metalli rimane un fattore di rischio operativo: una normalizzazione dei prezzi migliorerebbe i margini nei segmenti più esposti, mentre ulteriori shock potrebbero comprimere temporaneamente la redditività.
  • La domanda strutturale proveniente dai data center e dai programmi di elettrificazione costituisce un driver di crescita sostenibile, offrendo opportunità per la filiera italiana dell’energia e per investitori interessati al tema delle infrastrutture digitali ed energetiche.