Bitcoin in calo a 57.000 dollari in ottobre: niente nuovo massimo storico quest’anno, avverte Michael Terpin
- 28 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Michael Terpin, investitore storico nel settore delle criptovalute e autore del volume Bitcoin Supercycle, sostiene che Bitcoin (BTC) non abbia ancora toccato il minimo ciclico e che un nuovo massimo storico (ATH) sia improbabile entro l’anno.
Michael Terpin ha detto:
“Prima di poter dichiarare l’avvio di un mercato toro per Bitcoin, il prezzo deve riconquistare i livelli oltre $100.000 e ad oggi non esiste un supporto significativo in quella zona.”
Secondo Terpin, il vero minimo verrà raggiunto attorno a $57.000 in un momento compreso nel mese di ottobre, replicando nella tempistica alcune dinamiche osservate nel ciclo precedente.
Terpin è spesso ricordato come il cosiddetto “crypto Godfather” per il suo coinvolgimento fin dai primi anni 2010 nel settore delle valute digitali. Tra le sue iniziative figurano la fondazione di Transform Group (una delle prime agenzie di comunicazione dedicate alla blockchain), CoinAgenda (una conferenza pionieristica nel settore) e BitAngels (un network di angel investor focalizzato sulle crypto).
Questa visione più cauta si pone in netto contrasto con il parere prevalente tra molti analisti che ritengono che il minimo di febbraio, intorno ai $60.000, abbia segnato la fine del mercato ribassista e l’inizio di un nuovo trend rialzista. Il consenso rialzista prende forza da flussi rinnovati verso ETF spot quotati negli Stati Uniti e dalla resilienza della valuta digitale durante tensioni geopolitiche e picchi del prezzo del petrolio.
Nel corso di un’intervista, Terpin ha osservato che durante le contrattazioni asiatiche il livello psicologico di $80.000 è stato respinto in modo netto, con il rialzo del prezzo del petrolio che ha contribuito allo scenario di volatilità.
“Il rifiuto di massimi più bassi è tipico nelle fasi avanzate di questo ciclo; si susseguono tentativi falliti finché non si verifica la capitolazione finale.”
Jason Fernandes, analista di mercato e co-fondatore di AdLunam, condivide l’idea che il minimo non sia ancora stato raggiunto ma non concorda con la tempistica proposta da Terpin. Secondo lui il mercato potrebbe non aver ancora vissuto una capitolazione piena, ossia quel momento in cui molti detentori di lungo periodo escono generando il picco della pressione di vendita.
Jason Fernandes ha detto:
“Terpin formula un ragionamento plausibile per un minimo da fine ciclo, ma non credo che Bitcoin abbia ancora completato la fase di capitolazione. Storicamente, i minimi stabili coincidono con l’esaurimento della leva speculativa e dell’incertezza macro, e non siamo ancora in quella fase.”
Terpin sostiene inoltre che i fondamentali suggeriscono un minimo che si colloca attorno alla media storica di un anno dal fondo di ciascun ciclo, da cui deriva la stima intorno a $57.000.
Il riferimento temporale richiamato da Terpin rimanda anche a episodi precedenti in cui la rottura sotto zone psicologiche (come la prima discesa sotto $100.000) ha preceduto crolli legati a posizioni con leva elevate: un esempio emblematico è stato il cedimento che il 10 ottobre dell’anno passato ha cancellato miliardi in posizioni leveraged in una singola giornata.
Fernandes sottolinea che il contesto macro più ampio può continuare a pesare sugli asset rischiosi, inclusi Bitcoin, a causa di condizioni di liquidità ancora tese e di una politica dei tassi orientata al “più alto per più a lungo”.
Jason Fernandes ha detto:
“Finché non assisteremo a un cambiamento netto nella politica monetaria o a un vero evento di washout nei mercati cripto, la volatilità al ribasso rimane un rischio concreto.”
Nel dibattito è intervenuto anche Mati Greenspan, analista di mercato e fondatore di Quantum Economics, che giudica l’interpretazione di Terpin eccessivamente pessimistica e ritiene possibile un nuovo massimo storico entro l’anno, grazie all’aumento dell’adozione istituzionale.
Mati Greenspan ha detto:
“Pur avendo rispetto per il ‘crypto Godfather’, la sua visione mi pare troppo ribassista. Con il livello di adozione istituzionale in aumento, uno o più nuovi massimi storici restano plausibili.”
Fernandes aggiunge che l’indice di sentimento di mercato non ha ancora raggiunto i livelli estremi tipici dei minimi ciclici e che potrebbe rendersi necessaria un’ulteriore gamba ribassista — che potrebbe cadere o meno entro l’intervallo di $57.000–$59.000 — prima della formazione di una base sostenibile.
Jason Fernandes ha detto:
“Un vero mercato toro si costruisce su massimi progressivamente più alti e su forti afflussi di capitale, non su un singolo livello di prezzo. Tuttavia, la soglia psicologica di $100.000 può innescare comportamenti che favoriscono quella dinamica.”
Contesto e implicazioni pratiche: la centralità degli ETF spot statunitensi nel dibattito mostra quanto la domanda istituzionale possa amplificare i movimenti di prezzo, mentre l’orientamento della politica monetaria e la stretta della liquidità restano fattori chiave per la gestione del rischio. Per gli investitori italiani, ciò si traduce nella necessità di valutare l’esposizione in portafoglio alla luce di un’alta volatilità e di orizzonti temporali adeguati, oltre a monitorare strumenti regolamentati che facilitino l’accesso istituzionale e retail alle criptovalute.
In sintesi
- La disputa tra scenari ribassisti e rialzisti evidenzia come flussi istituzionali (soprattutto tramite ETF spot) possano amplificare i movimenti di Bitcoin, rendendo cruciale il monitoraggio dei flussi per prevedere volatilità.
- Un minimo prolungato e una possibile capitolazione avrebbero impatti significativi sulle strategie con leva: gli investitori italiani dovrebbero valutare limiti di esposizione e strumenti di copertura per proteggere il capitale.
- L’attuale contesto di tassi più elevati e liquidità ridotta favorisce una maggiore correlazione negativa tra rischi macro e asset speculativi; questo ammette una rivalutazione dell’allocazione tra azioni, obbligazioni e asset digitali.
- Per il risparmiatore nazionale, l’adozione istituzionale aumenta la legittimità dell’accesso regolamentato alle crypto, ma non elimina il bisogno di un’analisi prudente di rischio/rendimento e di orizzonti d’investimento dilatati.