Sistema Ees: associazioni del trasporto aereo chiedono stop a Piantedosi
- 23 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
A pochi giorni dall’entrata a pieno regime del Nuovo sistema comunitario per la registrazione dei passeggeri in entrata e in uscita dall’area Schengen, le segnalazioni di code molto lunghe ai controlli di frontiera stanno sollevando preoccupazioni diffuse tra operatori aeroportuali e compagnie aeree in vista della stagione estiva.
Nei principali scali europei e in alcuni aeroporti italiani si sono registrati tempi di attesa fino a quattro ore per il controllo del passaporto, con ripercussioni sulla puntualità dei voli e sulla capacità di gestione dei flussi passeggeri durante i picchi stagionali.
Cos’è cambiato e perché
Il sistema, noto come Entry/Exit System, è stato introdotto per digitalizzare la registrazione dei viaggiatori non comunitari, sostituendo il timbro sul passaporto con la compilazione di un questionario, l’acquisizione di dati biometrici (rilevamento facciale e impronte digitali) e la creazione di un fascicolo elettronico per ciascun ingresso e uscita.
La normativa è stata implementata progressivamente e la sua piena applicazione è iniziata nelle ultime settimane: la transizione ha comportato cambiamenti operativi sostanziali per le polizie di frontiera e per le infrastrutture aeroportuali.
Criticità operative emerse
Il processo di registrazione richiede tempo per la compilazione e per la raccolta biometrica, soprattutto quando le risorse umane e gli strumenti tecnologici non sono dimensionati per gestire ondate consistenti di passeggeri. In molti casi la flessibilità prevista dal regolamento — come la possibilità di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica — non è stata sufficiente per impedire accumuli alle file.
Tra le cause segnalate dagli operatori: carenze di personale specializzato, ritardi nella piena integrazione dei terminali elettronici, difficoltà nell’organizzazione dei flussi tra arrivi internazionali e nazionali e picchi imprevisti di traffico turistico.
Richieste e pressioni sulle istituzioni europee
Le associazioni europee degli aeroporti e delle compagnie aeree hanno sollevato la questione presso la Commissione europea, chiedendo misure temporanee per evitare un collasso operativo durante l’estate e per garantire la sicurezza delle operazioni aeroportuali.
Associazioni europee degli aeroporti e delle compagnie aeree hanno dichiarato:
“È necessario disporre soluzioni transitorie che consentano di smaltire i volumi di passeggeri previsti senza compromettere sicurezza e diritti: chiediamo alla Commissione e agli Stati membri opzioni praticabili e temporanee.”
Anche diverse associazioni italiane del trasporto aereo — tra cui Assaeroporti, Aeroporti 2030, Iata, Ibar e Aicalf — hanno scritto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sollecitando un intervento coordinato a livello europeo per rivedere l’implementazione dell’Entry/Exit System e mitigare i disagi.
Possibili soluzioni e scenari regolatori
Tra le misure allo studio figurano la sospensione temporanea della raccolta biometrica per determinati scali o fasce orarie, l’attivazione di corsie prioritarie per alcune categorie di viaggiatori, l’incremento straordinario di personale alle frontiere e la predisposizione di postazioni mobili per accelerare le procedure.
La decisione finale sul ricorso a soluzioni temporanee spetta alla Commissione europea in combinazione con le autorità nazionali di pubblica sicurezza: il confronto tra tutela della sicurezza esterna dell’Unione e garanzie operative rappresenta il nodo politico più rilevante.
Impatto economico e ricadute per l’Italia
I disservizi alle frontiere possono tradursi in ritardi a catena, cancellazioni, costi aggiuntivi per le compagnie e perdita di soddisfazione dei turisti, con effetti negativi sui flussi turistici estivi e sui ricavi degli operatori italiani del settore.
Per gli investitori e per i gestori di infrastrutture aeroportuali, l’episodio sottolinea l’importanza di programmare investimenti in tecnologie biometriche affidabili, nella formazione del personale e in infrastrutture flessibili che possano essere potenziate rapidamente in caso di necessità.
A livello macroeconomico, la capacità di governo di questi cambiamenti normativi e operativi condizionerà la resilienza del settore turistico italiano, rilevante per Pil e occupazione stagionale in molte regioni del Paese.
Prospettive a breve termine
Nei prossimi giorni è atteso un confronto formale tra Stati membri e Commissione per definire eventuali deroghe temporanee o misure compensative. Gli operatori richiedono tempi rapidi per evitare che l’afflusso estivo peggiori la situazione attuale.
Parallelamente, le autorità nazionali dovranno monitorare i flussi, modulare le risorse e comunicare in modo chiaro ai viaggiatori le procedure aggiornate per ridurre incertezza e frustrazione.
Conclusione
L’introduzione del Entry/Exit System segna un cambio di paradigma nei controlli alle frontiere esterne dell’Unione, pensato per migliorare la sicurezza e la tracciabilità dei flussi. Tuttavia, l’esperienza recente evidenzia come l’efficacia di una riforma dipenda anche dalla capacità di renderla operativa senza compromettere la mobilità e il tessuto economico collegato al trasporto aereo.
In sintesi
- La criticità attuale mette in luce opportunità per investimenti mirati in infrastrutture biometriche e formazione del personale aeroportuale, con possibile aumento della domanda per soluzioni tecnologiche affidabili.
- Un intervento regolatorio temporaneo potrebbe ridurre i costi operativi a breve termine, ma la pianificazione strategica richiede impegni strutturali per evitare nuovi shock nei periodi di picco turistico.
- I ritardi e i disagi estivi rischiano di influire negativamente sui ricavi del settore turistico italiano; operatori e istituzioni devono coordinarsi per preservare la competitività del sistema paese.