Core Scientific punta a vendere obbligazioni da 3,3 miliardi di dollari per accelerare la svolta verso i centri dati di intelligenza artificiale

Core Scientific si prepara a raccogliere circa 3,3 miliardi di dollari attraverso un’emissione di obbligazioni ad alto rendimento, nell’ambito della sua trasformazione verso la gestione di data center dedicati all’AI.

Operazione obbligazionaria ad alto rischio

L’emissione, classificabile come obbligazioni ad alto rendimento (junk bond), riflette la crescente tendenza delle società che supportano infrastrutture per l’AI a rivolgersi a segmenti di debito più rischiosi per finanziare l’espansione. La società ha dichiarato che i proventi serviranno principalmente a rimborsare passività esistenti e a costituire riserve, oltre a sostenere la costruzione degli impianti in caso di superamento dei costi previsti.

Accordo con CoreWeave e prospettive di ricavi

Core Scientific sta realizzando sei nuovi data center progettati per carichi di lavoro legati all’AI. La capacità dovrebbe essere locata a CoreWeave con un contratto di durata triennale esteso a lungo termine per 12 anni, un accordo che fonti vicine all’operazione stimano possa generare ricavi complessivi nell’ordine di 10 miliardi di dollari nel corso della vita contrattuale.

Altre emissioni e domanda di infrastrutture

Negli ultimi mesi si è registrata una serie di emissioni collegate all’infrastruttura per l’AI. Offerte legate a data center sostenuti da gruppi come Google e a strutture connesse a CoreWeave hanno raccolto miliardi di dollari, mentre altre società, tra cui Edged Compute, stanno promuovendo pacchetti obbligazionari per finanziare impianti destinati a locatari come CoreWeave e unità del gruppo Alibaba. Il fenomeno rispecchia una forte domanda da parte dei grandi operatori cloud, che cercano capacità di calcolo pronta all’uso e siti già connessi alle reti elettriche e dotati di raffreddamento.

Dal mining di bitcoin all’hosting per l’AI

Fondata nel 2017, Core Scientific era diventata uno dei principali miner di bitcoin in Nord America. Pressioni legate ai costi energetici elevati e al calo del prezzo della criptovaluta portarono la società a presentare istanza di riorganizzazione sotto il Chapter 11 nel dicembre 2022. Dopo il processo di ristrutturazione, l’azienda è tornata sul mercato azionario nel gennaio 2024 con il ticker CORZ sul Nasdaq, avviando un pivot strategico verso il mercato dell’hosting per l’AI.

La strategia è dettata dai margini: la riduzione delle ricompense per il mining, accentuata dall’halving di aprile 2024 che ha dimezzato la ricompensa per blocco a 3,125 BTC, insieme all’aumento dei costi dell’energia, ha reso meno sostenibile l’attività di estrazione per molti operatori. I siti e i contratti energetici acquisiti nei periodi d’oro sono così stati riposizionati come asset utili per ospitare server e infrastrutture di calcolo ad alta intensità energica usate dall’AI.

Il CFO Jim Nygaard ha indicato che la società detiene ancora meno di 1.000 bitcoin, dopo aver liquidato circa 175 milioni di dollari in bitcoin il mese scorso per finanziare la transizione verso l’AI.

Implicazioni finanziarie e rischi

La decisione di ricorrere al mercato high-yield mette in evidenza quanto sia diventata intensiva in capitale la costruzione di capacità per l’AI. Oltre al rischio creditizio connesso a obbligazioni ad alto rendimento, gli investitori devono valutare la sostenibilità della domanda a lungo termine da parte degli hyperscaler e la qualità dei contratti di locazione siglati.

Se l’accordo con CoreWeave si dimostrasse solido e i ricavi previsti fossero realizzabili, l’operazione potrebbe consolidare il posizionamento di Core Scientific come fornitore di infrastrutture per l’AI. Tuttavia rimangono in campo variabili macroeconomiche — tra cui i costi dell’energia, l’accesso al credito e l’evoluzione della domanda di calcolo — che possono influire sui rendimenti effettivi degli investimenti.

Sul fronte borsistico, le azioni di Core Scientific hanno registrato un progresso significativo nell’ultimo periodo, ma la correlazione con l’andamento del bitcoin e la volatilità dei mercati rendono la valutazione degli investimenti più complessa per gli azionisti e i potenziali sottoscrittori di debito.

In sintesi

  • La raccolta di capitale tramite obbligazioni ad alto rendimento riflette la forte necessità di investimenti iniziali per le infrastrutture di AI, aumentando il rischio di credito ma potenzialmente ampliando l’offerta di capacità per hyperscaler.
  • Per gli investitori italiani, la transizione dei miner di bitcoin verso l’hosting per l’AI presenta opportunità legate a contratti di lungo periodo, ma richiede attenzione a costi energetici e protezione contro la volatilità dei ricavi.
  • Il ruolo degli accordi di locazione a lungo termine con operatori come CoreWeave sarà cruciale per stabilizzare i flussi di cassa; tuttavia, la concorrenza tra fornitori e le variabili macroeconomiche possono comprimere i margini attesi.