Designato alla Bank of Korea spinge per un sistema guidato dalla cbdc con ruolo limitato per gli stablecoin
- 14 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Shin Hyun-song, nominato per guidare la Bank of Korea, ha delineato una visione in cui una valuta digitale della banca centrale (CBDC) e i token depositati emessi dalle banche costituiscono il nucleo del sistema di moneta digitale della Corea del Sud, mentre gli stablecoin avrebbero un ruolo secondario e complementare.
Shin Hyun-song ha detto:
“Mi aspetto che le valute digitali emesse dalle banche centrali e i deposit token possano coesistere con gli stablecoin in modo complementare e competitivo.”
Priorità: fiducia e collegamento al won
Nei documenti presentati al parlamento prima dell’audizione di conferma, Shin ha espresso sostegno all’introduzione di uno stablecoin ancorato al won, sottolineando però che la fiducia nella moneta deve costituire la premessa fondamentale per l’adozione.
Ha definito gli stablecoin strumenti utili per il trading di asset tokenizzati e per abilitare pagamenti programmabili, ma non come sostituti della moneta emessa dallo Stato.
Ruolo delle banche e requisiti di compliance
La sua proposta è coerente con l’orientamento già espresso dalla Bank of Korea, che indica come preferibile un avvio dell’emissione di stablecoin attraverso soggetti regolamentati, in particolare le banche.
Tra i motivi addotti per privilegiare gli intermediari già autorizzati vi sono gli oneri di conformità alle norme di antiriciclaggio e le procedure di verifica cliente, che le banche sono già strutturalmente in grado di soddisfare.
Valutazioni sull’efficienza dei mercati valutari
Shin ha espresso dubbi secondo cui le monete basate su blockchain migliorerebbero automaticamente l’efficienza dei mercati dei cambi, richiamando l’attenzione sulle incertezze normative e sui costi aggiuntivi che potrebbero derivarne.
Posizione sulle criptovalute e rischi per la politica monetaria
In termini generali, Shin ha osservato che le asset digitali non soddisfano pienamente le funzioni fondamentali della moneta — unità di conto, mezzo di scambio e riserva di valore — e pertanto mostrano limiti rispetto al denaro tradizionale.
La Bank of Korea ha messo in guardia sui possibili rischi che emissioni private estese potrebbero rappresentare per la politica monetaria e la stabilità finanziaria, chiedendo forme di vigilanza rigorosa, compresi regimi stringenti di antiriciclaggio e di identificazione dei clienti.
Dibattito regolamentare: modelli bancari vs. emittenti non bancari
Il pronunciamento di Shin arriva in un momento di discussione intensa tra autorità di regolamentazione e legislatori. Le autorità hanno spinto per modelli guidati dalle banche, ritenuti più sicuri dal punto di vista della compliance; nel frattempo alcuni parlamentari propongono quadri normativi più ampi che consentano a emittenti non bancari di operare sotto nuove regole.
La scelta del modello avrà riflessi sulla concorrenza, sull’innovazione tecnologica e sull’integrazione dei servizi finanziari digitali nel sistema esistente. La valutazione richiede un equilibrio tra tutela dei consumatori, sicurezza del sistema e apertura all’innovazione.
Presenza sul mercato: il primo stablecoin regolamentato
Un segnale concreto dello sviluppo del mercato è il lancio, avvenuto a febbraio, del primo stablecoin pienamente regolamentato nel paese, denominato KRW1, nato da una partnership tra il fornitore di servizi di custodia crittografica BDACS e la Woori Bank.
Il progetto KRW1 rappresenta un caso di riferimento per valutare modalità operative, requisiti di riserva, trasparenza e meccanismi di controllo che potrebbero essere replicati o adattati nel prossimo futuro.
Implicazioni pratiche e prossimi passi
Se confermato, il ruolo di Shin come governatore influenzerà le priorità della Bank of Korea nella definizione di regole tecniche e supervisory per l’ecosistema dei pagamenti digitali. Decisioni su chi può emettere stablecoin, su quali garanzie devono essere richieste e su come integrare una CBDC con infrastrutture esistenti saranno cruciali per la strategia a medio termine.
Il confronto tra approccio prudente basato sulle banche e modelli più aperti ai non-bancari continuerà a essere centrale nel dibattito politico e normativo, con impatti potenziali su innovazione finanziaria, concorrenza e protezione degli utenti.