Un laboratorio per testare l’intelligenza artificiale: come la Difesa la trasforma in applicazioni concrete

Un laboratorio dedicato all’Intelligenza artificiale per la Difesa sarà operativo entro la fine del 2026: non si tratterà soltanto di un organismo di indirizzo, ma di «una piattaforma operativa permanente per sperimentare e integrare portate a scala e applicazioni più rilevanti per la Difesa», come illustrato dal ministro durante il question time al Senato.

Guido Crosetto ha spiegato:

“Una piattaforma operativa permanente per sperimentare e integrare portate a scala e applicazioni più rilevanti per la Difesa.”

La proposta è inserita nelle indicazioni con cui il Governo intende rendere attuativa la Strategia della difesa in materia di intelligenza artificiale (edizione 2026), documento programmatico approvato dal ministro il 16 gennaio. L’iniziativa punta a collegare politiche, tecnologie e capacità operative in modo organico, con ricadute sulla pianificazione, sulla logistica e sul supporto decisionale.

Il laboratorio operativo

Il laboratorio sarà concepito come centro per la sperimentazione sul campo e per l’integrazione a scala dei sistemi basati su Intelligenza artificiale. Funzionerà da ambiente di test per valutare l’affidabilità, l’interoperabilità e la robustezza delle soluzioni prima della loro immissione nei sistemi operativi della Difesa, con particolare attenzione alla sicurezza dei dati e alla responsabilità umana nelle decisioni critiche.

La struttura dovrebbe agire anche come catalizzatore per la collaborazione tra le forze armate, la ricerca accademica e l’industria nazionale, promuovendo percorsi di trasferimento tecnologico e standard comuni per l’adozione di strumenti di AI.

Il comitato coordinatore

Per guidare l’attuazione della strategia, è stata prevista l’istituzione di un comitato di coordinamento con un mandato preciso: valutare le iniziative, definire il progetto esecutivo del laboratorio e assicurare tempi rapidi di implementazione.

Guido Crosetto ha dichiarato:

“Per assicurare la piena e rapida attuazione della strategia sull’intelligenza artificiale ho disposto l’istituzione di un comitato ordinatore con un mandato molto chiaro.”

Il comitato avrà il compito di effettuare una valutazione preliminare delle tecnologie disponibili, delle esigenze operative e dei rischi, fino a presentare un progetto di costituzione formale del laboratorio destinato a diventare un centro di eccellenza nazionale per l’innovazione.

Progetti pilota

Nella fase iniziale sono programmati progetti pilota ad alto impatto nei settori del supporto decisionale, del comando e controllo, della logistica, della manutenzione e nell’impiego di modelli avanzati a supporto dell’attività di staff. Tali sperimentazioni mirano a dimostrare benefici concreti in termini di efficienza, resilienza e rapidità di risposta operativa.

I progetti pilota saranno utili anche per definire protocolli di verifica, criteri di certificazione e procedure di responsabilità, elementi necessari per una successiva scalabilità delle soluzioni in ambiente operativo reale.

L’atto di indirizzo

Il documento titolato “IA e Difesa – Strategia della difesa in materia di intelligenza artificiale”, edizione 2026, costituisce un atto di indirizzo strategico volto a integrare in modo sistemico l’Intelligenza artificiale nei processi della Difesa. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di capacità tecnologiche autonome, rafforzare il capitale umano e stimolare l’innovazione organizzativa e operativa.

La strategia si articola su quattro direttrici fondamentali — operazioni, organizzazione, formazione, ricerca e industria — e prevede la creazione di nuove strutture come un ufficio dedicato all’AI, il laboratorio operativo e un fondo specifico per lo sviluppo tecnologico. È prevista inoltre l’implementazione di infrastrutture digitali avanzate in grado di sostenere processi decisionali e operativi su tutto lo spettro delle missioni.

Impatto strategico e prospettive

Il documento sottolinea:

“L’AI emerge come un elemento strategico imprescindibile per il futuro della difesa nazionale, caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica e da crescenti sfide geopolitiche.”

Questa impostazione riconosce l’AI come leva per rafforzare le capacità operative, ma ne evidenzia anche le implicazioni normative, etiche e finanziarie. Tra le priorità emergono la formazione continua del personale, la governance dei dati, la conformità alle norme internazionali e l’interoperabilità con gli alleati, in particolare all’interno di contesti come la NATO e le iniziative europee di difesa collaborativa.

La realizzazione del laboratorio e dei progetti collegati richiederà coordinamento tra amministrazioni centrali, centri di ricerca e industria privata, oltre a risorse dedicate per la ricerca e lo sviluppo. L’orizzonte operativo fissato per la piena funzionalità entro il 2026 indica una volontà di accelerare l’adozione controllata di tecnologie basate su Intelligenza artificiale nel contesto della sicurezza nazionale.