Impennano gli acquisti sui ribassi di Bitcoin: 850k btc si accumulano tra $60k e $70k
- 8 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha superato nuovamente la soglia dei 70.000 dollari dopo una fase in cui il prezzo era oscillato al di sotto di quel livello, ma i dati on‑chain mostrano che in quel periodo è stata negoziata una quantità significativa di monete, segno di una domanda importante sui minimi.
I dati di Glassnode indicano che la quantità totale di BTC che si sono mossi per l’ultima volta nella fascia di prezzo compresa tra 60.000 e 70.000 dollari è oggi pari a 1.845.766 BTC, rispetto a 1.001.491 BTC registrati il 1° gennaio. L’aumento netto di 844.275 BTC suggerisce che alcuni operatori hanno approfittato del ribasso sotto i 70.000 dollari per acquistare in modo aggressivo.
Più rilevante ancora, quei 1,84 milioni di BTC corrispondono a circa il 9,23% dell’offerta circolante di Bitcoin, il che implica che valutazioni inferiori a 70.000 dollari potrebbero agire come un supporto, dal momento che molte monete risultano “ancorate” a quei livelli e i detentori potrebbero essere riluttanti a vendere sotto tale soglia.
Cos’è la metrica URPD e come si interpreta
La misura utilizzata è la Realized Price Distribution (URPD) di Glassnode, che rappresenta i livelli di prezzo ai quali l’attuale insieme di UTXO — ovvero le singole porzioni di criptovaluta presenti nei portafogli — è stata spostata l’ultima volta. Ogni barra della distribuzione indica quanto Bitcoin è detenuto a un dato prezzo.
Questa versione è “entity‑adjusted”, cioè raggruppa le monete possedute dallo stesso soggetto sulla base del prezzo medio di acquisizione. In pratica il grafico fornisce una fotografia dell’ancoraggio dei costi di acquisto degli investitori, permettendo di identificare potenziali aree di supporto o resistenza basate su posizioni reali di mercato.
Distribuzione dei volumi tra le fasce di prezzo
Secondo la distribuzione, la fascia tra 60.000 e 70.000 dollari ha registrato un’attività intensa, mentre quella immediatamente superiore, tra 70.000 e 80.000 dollari, risulta relativamente più “sottile”: in quest’ultima area sono presenti circa 400.000 BTC, quasi la metà della quantità transata al di sotto dei 70.000 dollari.
Questa differenza di profondità ha implicazioni pratiche: una massa di monete ancorata sotto i 70.000 dollari può attutire eventuali discese, mentre una fascia superiore più leggera potrebbe rappresentare una resistenza meno consolidata, con movimenti di prezzo più sensibili a liquidità e domande di acquisto.
Contesto macro e reazione dei mercati
Il recupero sopra i 70.000 dollari è avvenuto in concomitanza con una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran, evento che ha ridotto le tensioni geopolitiche nel breve termine. Nelle settimane precedenti Bitcoin aveva trascorso gran parte del tempo oscillando attorno a quel livello, ma si è mostrato relativamente meno volatile rispetto ad alcuni asset tradizionali.
In particolare, i mercati azionari hanno mostrato segnali di debolezza quando l’ipotesi di conflitto ha spinto il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile; tale dinamica ha alimentato avversione al rischio e movimenti disomogenei tra classi di attivo. Nel contesto delle criptovalute, i flussi on‑chain e le metriche come la URPD restano strumenti utili per valutare dove si concentrano i livelli di costo degli investitori e quanto questo possa influenzare la tenuta dei prezzi.
Per operatori e osservatori del mercato, il quadro suggerisce che il monitoraggio della distribuzione dei costi realizzati, insieme agli indicatori macroeconomici e ai flussi di liquidità, rimane fondamentale per comprendere la probabilità di nuovi test dei supporti o di rapide estensioni rialziste.